C’è di nuovo aria di crisi al comune di Riga

Il sindaco Oļegs Burovs (GKR), in carica da appena cinque mesi, è stato di fatto sfiduciato dagli allegati Saskaņa e “Rīgai!”. Nel frattempo l’opposizione ha chiesto le dimissioni anche dei due vicesindaci. Come se non bastasse, il governo sta ancora valutando se sciogliere il consiglio comunale a seguito delle inchieste su casi di corruzione delle aziende municipalizzate.

Olegs Burovs
Il sindaco di Riga Oļegs Burovs (GKR) – Foto Leta

Il consiglio comunale di Riga è di nuovo nella bufera, condizione ormai piuttosto abituale da un paio di anni a questa parte, da quando cioè sono partite le indagini della KNAB su casi di corruzione che hanno riguardato aziende del comune e hanno portato alla rimozione del sindaco Nils Ušakovs (Saskaņa), che ha trovato riparo insieme al vice sindaco Andris Ameriks (GKR) nel parlamento europeo a Bruxelles. L’addio della coppia Ušakovs – Ameriks ha però lasciato il comune di Riga non solo nel caos delle indagini giudiziarie e a rischio di scioglimento da parte del governo, ma anche nel caos politico, coi due partiti principali della maggiornaza, Saskaņa e “Gods Kalpot Rīgai!”a contendersi il potere nei vari settori dell’amministrazione cittadina e delle aziende municipalizzate.

Dopo il breve interregno di Dainis Turlais (GKR) eletto e sfiduciato nell’arco di un mese, lo scorso agosto i due partiti di maggioranza erano riusciti a trovarsi d’accordo sull’elezione di Oļegs Burovs (GKR), nonostante diverse defezioni di consiglieri comunali di Saskaņa, che nel frattempo avevano costituito un gruppo consiliare indipendente.

I cinque mesi di Burovs alla guida del comune di Riga sono stati anch’essi caratterizzati da una forte instabilità politica, con una esile maggioranza in consiglio, sempre in bilico e che lo scorso mese è stata salvata solo dalla defezione dai banchi dell’opposizione di Baiba Broka, nelle ultime elezioni comunali candidata sindaco del partito di destra lettone Nacionālā Apvienība, oppositore del partito russofono Saskaņa. La Broka è da sempre però considerata vicina alla famiglia Ušakovs e così forse si spiega il clamoroso voltafaccia in consiglio comunale dell’esponente di NA.

Niente però è servito di fronte alla crisi evidente fra i due partiti principali della maggioranza, Saskaņa e GKR, che ormai si sfidano apertamente in ogni assegnazione di incarico amministrativo all’interno del vasto mondo delle commissioni e delle aziende municipali.
Ieri Saskaņa e “Rīgai!”, il gruppo consiliare dei deputati fuoriusciti da Saskaņa, hanno ufficialmente chiesto le dimissioni di Burovs, accusato di condurre l’amministrazione cittadina in modo troppo personalistico e di non rispettare gli accordi di coalizione.

Il sindaco ha risposto di essere anche disposto a farsi da parte, ma per il momento resta al suo posto in attesa delle prossime mosse. I consiglieri di Saskaņa e “Rīgai!” hanno chiesto la convocazione di una seduta straordinaria per discutere la sfiducia al sindaco e nel frattempo hanno chiesto a GKR di pensare alla scelta di un nuovo sindaco, mentre l’opposizione ha contemporaneamente avviato una raccolta di firme per chiedere anche la destituzione dei due vicesindaci Anna Vladova (S) e Druvis Kleins (R), nel caso di sfiducia al sindaco Burovs, per non consentire ad uno dei due vicesindaci di subentrargli.

Se questo non bastasse, sul comune di Riga incombe ancora l’ipotesi di scioglimento da parte del governo, per irregolarità amministrative. Il ministro degli affari regionali Juris Pūce, a cui compete la questione, non ha per ora avviato le procedure di scioglimento: il parlamento ha infatti di recente varato una legge che prevede in caso di scioglimento anticipato di  un comune, entro un anno prima della naturale fine della legislatura, di eleggere il consiglio comunale successivo con un mandato per un arco di tempo superiore ai cinque anni di legislatura, fino a coprire il periodo non concluso della legislatura precedente. I partiti della maggioranza al comune di Riga hanno annunciato che sono pronti ad un referendum in caso di scioglimento del comune per evitare l’applicazione di questa legge e lo stesso Ušakovs si è detto pronto a rientrare in gioco come candidato sindaco in questa eventualità.