In Lettonia nevica meno e questo è un problema

I meteorologi registrano negli ultimi anni meno neve in media ma quando nevica le precipitazioni sono particolarmente intense. Il frequente alternarsi di periodi di gelo e disgelo provoca danni alle infrastrutture e crea diversi grattacapi agli ingegneri edili. Ma il cambiamento climatico si sente anche d’estate.

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Non si tratta solo di suggestioni che provengono dalle campagne di sensibilità nei confronti dei problemi ambientali: lo dicono anche gli esperti del Latvijas Vides, ģeoloģijas un meteoroloģijas centrs (LVĢMC), in Lettonia in media nevica meno rispetto al passato: ad esempio negli ultimi otto anni ben quattro in Lettonia le feste natalizie sono trascorse senza neve in quasi tutto il territorio del paese baltico.

Non si tratta semplicemente della mancanza di un elemento essenziale per l’atmosfera natalizia e in generale per il panorama invernale dei paesi baltici, ma rappresenta un fenomeno che comporta una serie di importanti conseguenze in vari settori.

La diminuzione rilevata negli ultimi anni è relativa alla media annuale di precipitazioni nevose, anche se si registra la presenza di occasionali fenomeni di forti nevicate. Insomma, gli inverni nel baltico sono sempre più caratterizzati da poche forti nevicate, ma da numerosi periodi di disgelo e temperature più alte della media. Questo produce quindi una quantità media complessiva di neve minore rispetto al passato, ma anche fenomeni atmosferici che mettono a dura prova l’ambiente e soprattutto le città baltiche.

Le rare forti nevicate ovviamente creano disagi alla circolazione e ai trasporti cittadini e extra urbani, anche in paesi abituati alle precipitazioni nevose in inverno. Ma è soprattutto la sempre più numerosa presenza di sbalzi di temperatura e disgeli successivi a gelate, che mette a dura prova le zone urbane e antropizzate del baltico.

Nelle città, afferma Viesturs Zandersons del LVĢMC, il cambiamento climatico si manifesta in maniera più evidente rispetto alle campagne, e le temperature di norma sono un paio di gradi superiori rispetto alle zone a bassa urbanizzazione. I dati del LVĢMC mostrano che negli ultimi anni la media delle temperature invernali in Lettonia si sta avvicinando allo 0, mentre in passato gli inverni facevano registrare più spesso temperature medie ben inferiori allo 0.

Sono sempre più frequenti gli sbalzi di temperatura, con brevi periodi sotto lo 0 che si alternano ad altri brevi periodi con temperature più calde. È proprio questo fenomeno che secondo gli esperti mette a dura prova le infrastrutture, gli edifici e il lavoro di architetti ed ingegneri, che si trovano a dover risolvere importanti problemi derivanti dalla fluttuazione delle temperature invernali nei baltici.

La rapida successione di periodi di gelo e disgelo crea infatti gravi conseguenze alle infrastrutture e gli ingegneri si trovano a dover affrontare problemi nuovi per queste zone, in particolare per rendere gli edifici e i materiali da costruzione adatti a rispondere alle nuove condizioni climatiche. Se le mura di un edificio non sono adeguatamente protette, le prolungate esposizioni a sbalzi di gelo e disgelo provocano alle pareti esterni danni derivanti dall’umidità.

Alla Rīgas Tehniskā universitāte (RTU) i ricercatori lavorano da tempo su studi riguardanti l’isolamento termico dei materiali edili, con camere di laboratorio dove si riproducono gli sbalzi di temperatura e gli effetti sui materiali da costruzione. I ricercatori della RTU stanno testando la risposta di un particolare materiale, costituito da pietre dolomitiche e malta di calce.

I cambiamenti climatici costringono a cercare meccanismi di adattamento ad un’ampia varietà di ambienti e campi, che ovviamente non si limitano al settore edile e neanche al solo periodo invernale.
Anche nelle altre stagioni la Lettonia deve confrontarsi coi cambiamenti climatici. D’estate gli esperti registrano sempre più spesso quelle che chiamano “notti tropicali”, quando la temperatura minima notturna è superiore ai 20 gradi. Un fenomeno che gli analisti prevedono sarà sempre più frequente nei baltici.

Fonte Lms.lv