Come andrà l’economia lettone nel 2020?

Si prevede una lieve frenata della crescita, che dovrebbe attestarsi intorno al 2%. Salirà l’inflazione ma aumenteranno anche i salari. La vera incognita è la valutazione degli organismi internazionali sulla lotta antiriciclaggio del paese baltico, che rischia di essere inserito nella ”lista grigia”.

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L’economia lettone quest’anno dovrebbe crescere un po’ meno rispetto al 2019, anche se resterà sempre una crescita maggiore rispetto a diversi altri paesi della UE. Frenerà anche la crescita dei salari, che negli ultimi anni sono aumentati sensibilmente rispetto alla media di altri stati della UE. Queste le principali previsioni degli esperti economici lettone per il 2020.

Non ci sono avvisaglie di crisi nell’economia lettone, pur in presenza di un rallentamento della crescita, che dovrebbe attestarsi intorno al 2%. Diverse le ragioni di questa lieve frenata, fra tutte l’incertezza nell’economia dei principali partner commerciali della Lettonia, che già nel 2019 ha portato ad una diminuzione delle esportazioni lettoni.

Secondo Daina Paula, esperta di macroeconomia della Banca di Lettonia, gli imprenditori internazionali sono diventati più prudenti negli investimenti. Mārtiņš Āboliņš, economista della banca Citadele, ritiene invece che il livello degli investimenti nel 2020 non sarà molto diverso da quello dello scorso anno.

Anche nel settore bancario si registra un atteggiamento di prudenza nei prestiti e negli investimenti. Pesa in particolare il timore per la decisione attesa a febbraio da parte del Financial Action Task Force sulla valutazione dei progressi fatti dal paese baltico nella lotta contro il riciclaggio di denaro. In caso di valutazione negativa, la Lettonia sarebbe inserita nella cosiddetta ”lista grigia”, dei paesi che non garantiscono la piena applicazione delle normative antiriciclaggio. In questi ultimi mesi il paese baltico ha messo in campo strumenti normativi giudicati efficaci per la lotta al riciclaggio di denaro nel settore bancario, ma queste normative devono trovare applicazione concreta. La speranza del nuovo presidente della Banca di Lettonia, Mārtiņš Kazāks, è che tali sforzi vengano apprezzati dagli organismi internazionali e che la Lettonia non venga inserita nella lista grigia.

In ogni caso restano i segnali negativi degli ultimi mesi nei dati delle vendite delle merci al dettaglio, anche se l’inflazione dovrebbe continuare a crescere nel 2020 intorno al 2, 2,5%, vicina dunque al 2,8% del 2019. L’aumento dell’inflazione dovrebbe essere legato soprattutto all’aumento delle imposte sui carburanti, il tabacco e gli alcolici.

La buona notizia, secondo Āboliņš, è che i salari dovrebbero comunque aumentare di media intorno al 3%, e anche di più in specifici settori. Lo stipendio medio dovrebbe attestarsi intorno ai 1200 euro lordi. La crescita dei salari è anche influenzata dalla pressione demografica che vive il paese baltico: la popolazione in età lavorativa continua a diminuire, l’emigrazione pur in diminuzione è ancora un fattore importante, come pure l’alto numero delle persone che vanno in pensione.

Alcuni segnali positivi sul piano demografico ci sono, come ad esempio un aumento dell’ondata di ritorno dei lettoni emigrati negli anni scorsi, e una decisa diminuzione dell’emigrazione. Chi emigra, secondo Jānis Hermanis, esperTo della federazione dei datori di lavoro lettoni, lo fa non tanto per scappare da un paese in difficoltà economica, quanto per soddisfare proprie ambizioni professionali.

Fonte Lsm.lv