Un risarcimento di 100 mila euro per le vittime di Zolitūde

E’ la somma che la catena di supermercati Maxima ha deciso di versare alle famiglie delle 54 vittime del crollo del supermercato avvenuto nel novembre del 2013 a Riga.


La catena di supermercati Maxima, una delle più importanti della Lettonia, di proprietà lituana, ha deciso di versare 100 mila euro di risarcimento alle famiglie delle vittime del crollo del suo supermercato avvenuto il 21 novembre del 2013 nel quartiere di Zolitūde, nel quale morirono 54 persone e diverse decine rimasero ferite.

La notizia è stata riportata dalla televisione pubblica LTV, ma la somma precisa sarà comunicata ufficialmente da Maxima in una conferenza stampa.
L’avvocato dell’associazione delle vittime della tragedia di Zolitūde, Aldis Gobzems, ha comunque confermato che è stato raggiunto un accordo con la catena di supermercati per i termini economici del risarcimento.
Non è ancora chiaro però se il risarcimento verrà corrisposto, oltre che ai familiari delle vittime, anche ai feriti nel crollo del supermercato, come chiede l’associazione “Zolitūde 21.11.”.

“Maxima ha promesso di pagare un risarcimento – afferma  Ločmele-Luņova – anche a quelle persone che hanno subito ferite e invalidità dal crollo del supermercato. Ma l’entità del risarcimento non è ancora nota, perché dipende anche dal tipo di conseguenze che ogni ferito ha avuto”.
Ci sono comunque famiglie delle vittime che potrebbero non concordare con Maxima sulla base del risarcimento offerto.

Le associazioni delle vittime sono però chiare su un punto: il risarcimento che Maxima corrisponderà, non dovrà incidere in alcun modo sul processo penale in corso nei confronti dei responsabili individuati dalla procura generale, fra cui l’impresa di costruzioni che ha lavorato alla costruzione del supermercato.

Il 21 novembre del 2013 il crollo del supermercato Maxima nel quartiere di Zolitūde a Riga causò la morte di 54 persone e diverse decine di feriti.
Dopo un anno e mezzo di indagini la procura generale ha avviato un procedimento penale a carico di 8 persone.

Qui la cronaca di quelle drammatiche ore del 21 novembre 2013

Ore 17.46, il primo crollo

E’ il tardo pomeriggio di un giovedì come tanti altri, il 21 novembre 2013 nel quartiere di Zolitūde, alla periferia occidentale di Riga. Come ogni tardo pomeriggio, nel supermercato Maxima, una delle principali catene commerciali in Lettonia di proprietà lituana, molte persone stanno facendo la spesa. Durante quel pomeriggio la sirena dell’allarme suona spesso. Molti non ci fanno caso. Non è la prima volta. Anzi succede spesso nelle ultime settimane, forse qualche contatto, chissà. E allora si sa, tanti allarmi senza che succeda niente, equivalgono a nessun allarme. Il personale non ci presta più attenzione, e poi hanno detto che non si può lasciare il posto di lavoro. Lo fanno solo alcuni commessi dei negozietti collaterali al supermercato, nel centro commerciale.
Alcuni testimoni oculari, dopo la tragedia, diranno che già una mezzora prima del crollo nel negozio “Drogas”, all’interno del centro commerciale, erano visibili alcune crepe nel muro.

Alle 17.46 un boato. Il crollo, improvviso. Il tetto di un’ala del supermercato si schianta a terra, travolgendo molti clienti e commessi. Sopra al tetto del supermercato non ci sono costruzioni, è un’ampia porzione di tetto piano, su cui la proprietà ha in mente di costruire un giardino, magari con dei giochi per bambini. Attaccato al supermercato, su un lato, è stato eretto un palazzo di 11 piani.
In un tardo pomeriggio di novembre in Lettonia,a quell’ora è già l’oscurità. E adesso anche l’elettricità è andata via. Si sentono solo urla, dentro al fumo delle macerie. L’ala del tetto interessata dal primo crollo è quella che si trova sopra il settore delle casse e l’uscita. Presumibilmente il luogo in cui si trovavano più persone.
I sopravvissuti, i passanti, le persone che si affacciano dalle finestre e terrazze dei palazzi vicini e vedono quel disastro, danno l’allarme.

Dalle caserme dei vigili del fuoco di diverse zone di Riga partono i primi convogli di soccorso. Fra questi diversi dal distretto di Spīķeri. I primi vigili del fuoco entrano nel supermercato quattordicimi minuti dopo il crollo.

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Il secondo crollo

I vigili del fuoco già da un’ora stanno lavorando fra le macerie all’interno del supermercato per mettere in salvo le persone. Ci sono già diverse persone salvate, altre che sono scampate per miracolo al crollo e sono corse fuori dal centro commerciale. Alle 19.04 un altro terribile boato, un altra ala ancora più estesa del tetto del supermercato crolla. E’ il crollo che coinvolge anche i soccorritori e i vigili del fuoco che all’interno dell’edificio cercavano disperatamente di lottare contro il tempo e portare via le persone ancora sotto le macerie.

Alle 19.52 la polizia criminale apre ufficialmente le indagini per violazioni di legge sulla costruzione dell’edificio, che possono aver causato la morte di tante persone. Nel luogo della tragedia, nel quartiere di Zolitūde, accorrono moltissime persone. Quelli che sono in cerca di parenti e conoscenti che probabilmente si trovavano all’interno del supermercato. E semplici cittadini che portano i primi fiori, le prime candele, tè caldo e viveri per chi rimarrà quella notte ad attendere notizie, ad attendere un volto conosciuto uscire da quelle macerie, vivo. E per i soccorritori che si alterneranno durante la notte dentro le rovine del supermercato a cercare di salvare qualche altra persona.
Arrivano le telecamere, tutti i principali network lettoni, i giornalisti di LTV, di TV3, di LNT. Le facce note di ogni sera, di ogni notiziario, che quella sera hanno segnato sul volto, mentre vanno in onda dai teleschermi, il dolore e l’angoscia che ogni lettone prova in quelle ore.

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Inizia la conta dei morti.

Subito dopo il primo crollo, le primissime informazioni riportano la notizia di alcuni feriti. Poi due morti. Dopo un’ora si parla di quattro morti. Con questa notizia aprono i primi telegiornali della sera. Ma è già chiaro a tutti che le vittime alla fine saranno molte di più.
A mezzanotte si contano sei morti e 36 feriti estratti dalle macerie dai soccorritori. Fra i sei morti c’è anche un vigile del fuoco. Nel supermercato sono crollati gran parte del tetto e tutte le pareti esterne. Ancora nessuno lo sa per certo, ma sotto le macerie sono rimasti a decine.

Alle 4.40 della mattina vengono spenti tutti i macchinari utilizzati durante le ricerche. E’ una pausa di silenzio che serve ai soccorritori per sentire eventuali richieste di soccorso e qualsiasi voce o rumore che provenga dalle macerie, per individuare i superstiti e capire esattamente dove scavare per metterli in salvo. Un’altra pausa di silenzio viene osservata alle 7. Ma intanto il numero dei morti estratti dalle macerie inizia a salire inesorabile nel corso della mattinata. Verso le nove sono una trentina le vittime recuperate.

Il governo quella mattina, riunito in seduta d’emergenza, decide di proclamare tre giorni di lutto nazionale, dal 24 al 26 novembre.

Solo nella giornata di sabato si ha il numero definitivo delle vittime, che è arrivato a 54 persone, compresi tre vigili del fuoco. I vigili del fuoco per tutta la giornata di sabato continuano ad ispezionare gli ultimi 80 metri quadrati di macerie.
Fra le vittime non ci sono bambini. Ci sono orfani, però. Sedici bambini e ragazzi che hanno perso un genitore. Maxima all’indomani del crollo ha promesso di provvedere al mantenimento di questi minori e alle spese per i loro studi fino alla maggiore età.

 

 

 

 

 

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