Baltica week – “Mani pulite” in salsa lettone

Storie di finanziamenti illeciti ai partiti hanno agitato la settimana in Lettonia. Nelle casse dei partiti lettoni tante donazioni di privati. Tanti soldi anche per Porziņģis dall’Adidas, mentre nell’hockey lettone finisce l’era Lipmans…

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Dunque, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, la KNAB, l’agenzia nazionale lettone che indaga sulla corruzione nel paese, ha posto in stato di fermo quattro persone, fra cui il sindaco di Jūrmala Gatis Trusknis e un importante imprenditore, Jūlijs Krūmiņš, con l’accusa di violazioni delle norme sul finanziamento ai partiti. I due sono stati rilasciati dopo 48 ore, come prevede la legge, ma le indagini proseguono. La vicenda ha riportato però alla luce un cronico problema del paese baltico (in questo molto simile all’Italia): il finanziamento ai partiti, le violazioni alle norme che lo regolano e il sistema corruttivo che è all’origine di queste violazioni.

In questa ultima vicenda sono stati colpiti due partiti. Il primo è ZZS, il partito dei verdi e contadini, che è il partito più rapprensentato ai vertici del potere lettone (di ZZS è il premier Māris Kučinskis, e di ZZS era fino al momento dell’elezione il capo dello stato Raimonds Vējonis). Di ZZS è anche il sindaco di Jūrmala Truksnis, che è stato indagato dalla KNAB, e che perpetua così una discutibile tradizione di guai giudiziari che colpiscono i sindaci di Jūrmala, che evidentemente è una cittadina troppo appetibile per gli interessi finanziari, immobiliari e commerciali di politici e aziende.

I vertici di ZZS per ora hanno reagisto con un distaccato fastidio alla notizia dell’arresto e delle indagini su Truksnis. Del resto sono abituati ai guai giudiziari ben peggiori del loro leader Aivars Lembergs, sindaco di Ventspils.

Le indagini della KNAB hanno però toccato anche un’altro partito, questa volta dell’opposizione. Si tratta di No Sirds Latvijai (Dal cuore per la Lettonia), il partito fondato dall’ex controllore dei conti lettone Inguna Sudraba. La sede di NSL è stata perquisita dagli agenti della KNAB, i quali sospettano che Jūlijs Krūmiņš, l’imprenditore arrestato nei giorni scorsi, abbia sostenuto la nascita del partito e la sua campagna elettorale (molto ricca e finanziata), attraverso finanziamenti illeciti.

La storia di No Sirds Latvijai in effetti è emblematica, e fa capire quanto forte possa essere l’influenza di finanziamenti privati di dubbia provenienza nella creazione di un soggetto politico che in pochi mesi dalla nascita può essere in grado di partecipare ad elezioni politiche ed entrare in parlamento.

Le indagini della KNAB sui finanziamenti a No Sirds Latvijai sembra si riferiscano al 2014, ovvero proprio l’anno in cui il partito è stato fondato dalla ex revisore dei conti lettone Inguna Sudraba. I finanziamenti ricevuti da donazioni private per NSL furono ingenti e permisero al partito appena nato di allestire una campagna elettorale molto forte dal punto di vista mediatico. I finanziamenti poi sono diminuiti drasticamente negli anni successivi, con il partito entrato in parlamento ma con un numero di deputati esiguo e senza possibilità di influenzare le scelte politiche nazionali.

Il sistema di finanziamento privato segue spesso lo stesso schema: finanziamenti fatti da prestanome per aggirare la norma che prevede un tetto massimo per singolo privato cittadino.
Secondo Liene Gātere, della Delna, un’agenzia che si occupa di inchieste sulla corruzione e la trasparenza nella politica, l’influenza dei finanziamenti privati alla politica è molto rilevante, e supera di gran lunga il finanziamento pubblico che viene concesso ai partiti.
ZZS ad esempio, secondo i dati di Delna, ha ricevuto quest’anno circa 200 mila euro da donazioni private, mentre il finanziamento pubblico del partito è stato di 126 mila euro, il 40% del totale.
Molto diversa la situazione in altri paesi del nord Europa, come ad esempio la Finlandia, dove circa il 75/80% dei finanziamenti arrivano dallo stato.
Questo, secondo Delna, porta ad un sistema partitico lettone sensibilmente esposto a tentativi di corruzione da parte di aziende e imprenditori privati, ma anche da parte di stati esteri che vogliano influenzare il corso politico del paese.

Le presidentesse baltiche

Nella consueta sfida Lettonia-Estonia, questa settimana vincono decisamente gli estoni. Se l’immagine lettone della settimana è quella del sindaco di Jūrmala, portato via in ambulanza dagli uffici comunali per il malore durante l’arresto, il volto estone della settimana è senz’altro quello della nuova presidente della repubblica, Kersti Kaljulaid, 46 anni, economista e funzionario pubblico, a lungo rappresentante dell’Estonia alla Corte dei conti europea.

La Kaljulaid è la prima presidente estone donna, ma nei paesi baltici c’è una bella tradizione di presidenti donna. L’ha inaugurata la lettone Vaira Vīķe-Freiberga (capo dello stato dal 199 al 2007) che è ancora ricordata in Lettonia come la migliore presidente della nuova storia repubblicana, mentre è ancora in carica la presidente lituana, Dalia Gribauskaitė.

Cose di basket (e di soldi..)

Un lettone che ha passato una settimana felice è certamente Kristaps Porziņģis, che ha appena raggiunto un accordo milionario con l’Adidas, che fa di lui il cestista europeo con il contratto di sponsorizzazione più alto della storia (sui livelli di Paul George e Russell Westbrook, tanto per farsi un’idea..). Porziņģis ha debuttato nella prima gara amichevole di preseason realizzando 22 punti coi suoi Knicks, che però hanno perso contro i Phoenix Suns. Hornacek, il nuovo coach della squadra newyorkese, vorrebbe dargli più libertà nelle conclusioni dal perimetro quest’anno.
Un altro lettone che ha debuttato nella preseason NBA è Dāvis Bertāns con gli Spurs. Bertāns era stato scelto come n. 42 al Draft del 2011 dagli Indiana Pacers, e poi scambiato coi San Antonio Spurs, che hanno seguito in questi anni l’evoluzione del talento lettone in Spagna, decidendo quest’anno di farlo arrivare in America.

Finisce l’era di Lipmans, padre padrone dell’hockey lettone

Kirovs Lipmans è stato a capo della federazione lettone di hockey dal 1998 fino ad oggi, quando si è chiusa la lunghissima era del padre padrone dell’hockey lettone. Lipmans in questi anni ha fatto e disfatto in federazione, ottenendo anche grandi risultati con la nazionale, ma passando anche per numerosi scandali e polemiche. Ultimamente molti giocatori avevano affermato di non riuscire più a giocare in nazionale per colpa della pessima organizzazione federale, e persino il coach della nazionale maggiore si è dimesso a pochi giorni dal torneo preolimpico di quest’anno, che per la prima volta ha visto la Lettonia mancare la qualificazione alle Olimpiadi.

Al suo posto arriva a sorpresa, al termine di un congresso federale che si è rivelato una specie di trappola per Lipmans, un altro volto noto dello sport e soprattutto della politica lettone: Aigars Kalvītis, attuale presidente di Latvijas Gāze, ma soprattutto ex premier lettone negli anni cosiddetti “grassi”, quelli in cui la Lettonia vivendo ben al di sopra delle proprie possibilità ha creato i presupposti per la grande crisi finanziaria del 2008.

La candidatura a sorpresa di Kalvītis è stata proposta e sostenuta da Savickis, il presidente della Dinamo Rīga, la squadra lettone più importante: Kalvītis è stato per diversi anni nella dirigenza della Dinamo e il suo nome è sembrato quello più adatto per scalzare dal trono re Kirovs. Ora già si ipotizza l’arrivo in federazione di alcune ex stelle dell’hockey lettone, da Artus Irbe a Sandis Ozoliņš, che si erano allontanati dallo staff della nazionale anche loro in polemica con Lipmans.

Su twitter i lettoni si sono scatenati al riguardo. Per noi il tweet migliore è questo, con l’espressione del neo presidente della federazione hockey, Aigars Kalvītis, che dice tutto…

“La notizia sportiva più importante della giornata, in breve…”

 

Prossimamente.

Ah, è iniziato il Lielais Kristaps, il più importante festival cinematografico in Lettonia. Ve lo raccontiamo la prossima settimana, che mercoledì assegnano le statuette…

 

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