I tre paesi baltici insieme alla 15° Biennale dell’architettura di Venezia

Il padiglione che sarà allestito all’Arsenale veneziano ospiterà oltre 100 installazioni e proporrà una esposizione comune di architetti lettoni, estoni e lituani. Inaugurazione il 27 maggio.

Foto: Andrejs Strokins
I tre paesi baltici, Estonia, Lettonia e Lituania insieme per l’esposizione alla 15° Biennale dell’architettura di Venezia. Il padiglione di 1600 metri quadrati che ospiterà i tre paesi baltici all’Arsenale di Venezia proporrà oltre 100 opere e installazioni progettate e realizzate non solo da architetti, ma anche da fotografi, geografi, geologi, economisti, ricercatori, scienziati, storici, filosofi, scrittori, antropologi, artisti, e pure da società di infrastrutture, istituzioni, musei e varie organizzazioni.

I curatori del padiglione baltico si sono incontrati nei giorni scorsi alla Biblioteca nazionale di Riga.
Il direttore del centro di architettura estone e commissario per l’Estonia del padiglione baltico, Raul Jerg, sostiene che nella sua esperienza di quindici anni alla Biennale, mai come quest’anno si vive una grande attesa per l’inaugurazione dell’esposizione comune dei tre paesi baltici, che si terrà il prossimo 27 maggio.

“Mi sembra estremamente importante il fatto che quest’anno partecipiamo alla Biennale con un’idea comune. Questo ci permette di guardare noi stessi non attraverso la nostra unicità, ma in collaborazione. Questo rafforza il nostro rapporto” afferma invece il curatore della Lituania Jonas Žukauskas. Fra l’altro quella di quest’anno sarà la prima partecipazione della Litania alla Biennale dell’architettura.

“Siamo abituati a guardare il mondo come un insieme di singole unità – sostiene l’estone Johan Tali. Ma questa volta abbiamo la possibilità di vederci come un’intera unità. Un po’ provocatoriamente, potrei dire che i paesi baltici si presentano come un nuovo Paese del Nord.”

I curatori dell’esposizione mantengono ancora uno stretto riserbo sui contenuti delle opere, che verranno svelate al pubblico dal 27 maggio, ma il tema generale dovrebbe essere quello di uno sguardo visionario sui processi di cambiamento dell’ambiente e delle opere umane nei baltici. Il filo rosso dell’esposizione del padiglione baltico sarà comunque quello della “collaborazione”.

L’esposizione dei paesi baltici guarderà alla regione baltica come un unico spazio, in cui l’architettura si mostra come un insieme di molteplici discipline. Un’esplorazione della regione baltica con le sue infrastrutture, le risorse naturali, e la loro interazione, che dà luogo a forme di cultura che prefigurano futuri scenari di sviluppo di spazi comuni dei tre paesi.

Il padiglione sarà anche un tentativo di sviluppare possibili relazioni fra i tre paesi, che permettano a Estonia, Lettonia e Lituania di essere più forti, più influenti e più in grado di attuare progetti che possano consentire crescita e sviluppo in un contesto europeo.

Fra i temi della mostra infrastrutture come la “Rail Baltica”, il grande progetto ferroviario da poco avviato, e le relazioni nel mar Baltico e nelle reti energetiche. I cambiamenti dei paesaggi delle città e delle campagne saranno discussi in rapporto alla geopolitica europea. Si tratterà poi delle risorse della terra – i depositi di fosforo dell’Estonia, le strutture geologiche e rocciose di Lettonia e Lituania, del significato della centrale atomica di Ignalina.

“L’esposizione baltica quest’anno – secondo quanto afferma Niklāvs Paegle, uno dei curatori lettoni della mostra – è alla ricerca di legami, sfide e compiti per l’architettura del futuro nella regione. L’architettura non crea solo involucri edilizi. Rappresenta la nostra capacità di personalizzare l’ambiente che è intorno a noi con le funzioni necessarie, dalle infrastruttre frontaliere, al mar baltico, allo spazio aereo fino alle profondità della terra. L’architettura non ha una conoscenza specifica di ognuna delle discipline che regolano questi spazi, ma può aiutare a mostrare le somiglianze che ci sono.”

Fonte Latvijas Radio.

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