I 150 anni dalla nascita di Janis Rozentāls

Il 18 marzo del 1866 nasceva uno dei più grandi pittori lettoni. E’ il primo pittore lettone che l’UNESCO ha inserito nel suo calendario che celebra gli anniversari dei maggiori artisti internazionali.

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Janis Rozentāls è stato uno dei più grandi esponenti della pittura lettone, e adesso è anche il primo pittore lettone che è stato inserito nel calendario dell’Unesco che celebra gli anniversari di nascita delle maggiori personalità della cultura internazionale.

E le opere di Rozentāls hanno acquisito davvero popolarità ed interesse non solo dentro i confini della Lettonia, ma anche nel resto dell’Europa.
In occasione dei 150 anni dalla sua nascita, avvenuta il 18 marzo 1866, sono stati organizzati molti eventi per ricordare la sua opera, in particolare nel museo che porta il suo nome, lo Jaņa Rozentāla un Rūdolfa Blaumaņa muzejs, a Riga e nella sua città natale di Saldus in Kurzeme.

La vita e le opere di Janis Rozentāls

janis-rozentals-46738641Janis Rozentāls è nato a Saldus il 18 marzo del 1866, da una famiglia contadina. Il padre era un fabbro. Ha frequentato la scuola privata H.Krauzes di Saldus, e poi la scuola distrettuale di Kuldīga. Pur con pochi mezzi, la sua famiglia era povera, a quindici anni si trasferisce a Riga, in cerca di lavoro e indipendenza. Se la cava facendo diversi lavori, per poi diventare un apprendista in una bottega di decoratori. Frequenta anche una scuola di artigianato a Riga, finché non ha vinto, grazie ad un disegno, una borsa di studio per frequentare l’Accademia d’Arte di Pietroburgo, in cui si è prima specializzato in pittura classica per poi studiare i principi della pittura realistica.

Alla fine del secolo erano diversi gli artisti lettoni che frequentavano le scuole e l’Accademia d’arte di Pietroburgo, e che poi sono diventati artisti: Janis Rozentāls, Vilhelms Purvītis, Jānis Valters, Ādams Alksnis, Rihards Zariņš, Jūlijs Madernieks, Gustavs Šķilters per citarne alcuni.
I giovani artisti lettoni a Pietroburgo formarono un gruppo nazionale, chiamato “Rūķis” (Lo Gnomo), in cui entrarono non solo i pittori ma anche i musicisti che frequentavano la capitale dell’impero zarista.

Negli anni di studio in Russia Rozentāls comincia a guadagnare qualcosa dal suo mestiere di pittore, gli vengono anche ordinati alcuni lavori, ma d’estate torna sempre in Lettonia, per viaggiare nel paese natale e perfezionarsi nella pittura della natura lettone. Il suo lavoro creativo in questa prima fase è legato in particolare alla ritrattistica. Durante gli anni di formazione passa poi da uno stile accademico ad uno più realistico. La sua opera per l’esame finale per il diploma ha per tema l’uscita dalla messa dei fedeli dalla chiesa luterana di Saldus.

Pēc dievkalpojumaNella sua città natale lavora molto su questo tema, fotografa e disegna modelli in studio. La fotografia avrà un ruolo molto importante nel resto della vita dell’artista. Rozentāls ha spesso utilizzato la fotografia come possibilità di ricerca per le sue composizioni pittoriche. Nel suo archivio sono conservate oltre 500 foto artistiche.
Grazie alla sua opera per l’esame di diploma, “Pēc dievkalpojuma” (“No baznīcas”) / “All’uscita dalla messa” del 1894 ottiene il riconoscimento di primo grado.
Nel 1895 lavora nella villa di Puzenieki al ritratto della famiglia von Grotus, instaura un’amicizia con la baronessa Doretea Luisa Carolina von Grotus, che lo aiuterà ad ottenere diverse altre commissioni da altre famiglie nobili del Kurzeme – sia ritratti che dipinti per gli altari di diverse chiese luterane.

Un ruolo importante nell’opera e nella vita di Rozentāls lo hanno avuto i suoi viaggi all’estero. Il suo primo viaggio è del 1897 in Scandinavia, alla mostra internazionale di Stoccolma. Ma già l’anno dopo il suo insegnate dell’Accademia di Pietroburgo,  Arhip Kuindži, gli paga un viaggio di un mese in vari paesi dell’Europa occidentale.
In seguito Rozentāls si recherà spesso in Finlandia, Francia, Italia.

Nel 1899 torna in Lettonia e inizialmente risiede a Saldus, dove apre un laboratorio. Ma l’atmosfera della provincia non lo affascina, e nel 1901 si trasferisce di nuovo a Riga, in Kalnciema ielā nel quartiere di Pārdaugava, dai suoi amici, il pittore baltico tedesco Bernhard Borhert e Eva Borherte-Šveinfurte.

Nel 1902 giunge a Riga per una serie di concerti la cantante finlandese Elli Forssell. Ad uno di questi concerti assiste anche Janis Rozentāls, che partecipa anche ad un ricevimento offerto in onore della cantante. E’ un incontro del destino: un anno dopo Elli e Janis si sposano a Helsinki.

Per la maggior parte del tempo i due vivono a Riga, all’inizio sempre dai Borhert, poi si trasferiscono nel palazzo di Alberta ielā 12 – 9, dove si trova attualmente il museo dedicato a Rozentāls. Le estati spesso le trascorrono in Filandia, dove Rozentāls ha la possibilità di incontrare molti artisti finlandesi, che avranno un’influenza importante nella sua opera.

Elli diventa la musa ideale per Rozentāls, sia nella vita che nell’arte. La dipinge come madre, come Eva, come Maria Maddalena. Ma ancora più spesso usa la sua immagine per raffigurare la Madonna, anche se senza l’aureola, piuttosto in una versione “civile”, in particolare in due dipinti: “Māte ar bērnu” (1904), “Zem pīlādža” (1905).


Lo stile di Rozentāls, pur mantenendo la sua base accademica e realistica di Pietroburgo, inizia a mutare, in particolare sotto l’influenza dell’impressionismo e poi dell’Art Nouveau e del simbolismo.
Iniziano gli anni dei suoi dipinti più noti e apprezzati:  “Mākslinieka darbnīcā” (1896), “Ganu meitas dziesma” (1898), “Gavilējošie bērni” (1901), “Pētera Federa portrets” (1901), “No pļavas” (“No darba”) (1903), e altri più legati all’Art Nouveau e al simbolismo come “Nāve” (1897) “Teiksma” (ap 1897), “Teika” (1899), “Kārdināšana” (1901), “Melna čūska miltus mala” (1903), “Princese un pērtiķis” (1913).

Il simbolismo e lo Jugendstil ispirano anche i fregi decorativi del 1910 sulla facciata del palazzo della Rīgas Latviešu biedrība, la Società lettone di Riga, con le sue figure allegoriche e mitologiche.

Rigas Latviesu Biedribas nams foto Kaspars Garda 74

Ma il genere più popolare di Rozentāls resta pur sempre il ritratto. Sono moltissimi i ritratti di personaggi della cultura del suo tempo, amici, famiglie, che portano la sua firma. Fra i più notevoli “Sieviete baltā” (M. Berga) (1902), “E. Rozentāles portrets” (1906), “Pianistes Rēsleres portrets” (1910), “M. Vīgneres-Grīnbergas portrets” (1916).

Non mancano poi incursioni nei temi della vita quotidiana e rurale, come “Siena laiks” (1903), “Veļas mazgātājas” e altre opere paesaggistiche. Anche il tema religioso mantiene un suo spazio nell’attività dell’artista lettone, che continua a dipingere pale per altari di chiese: S.Anna a Jelgava, Stende, Dundaga, e la Jaunās Sv. Ģertrūde di Riga.
Molti disegni di Rozentāls compaiono sulle copertine di molte riviste e giornali di quegli anni, come “Zalktis”, “Vērotājs” e “Auseklis”.

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Rozentāls ha lavorato anche come critico d’arte. I suoi saggi, su artisti lettoni e stranieri, sono stati pubblicati da diverse riviste, in particolare su Vērotājs

Nel 1915, dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, i coniugi Rozentāls si trasferiscono in Finlandia. Nel 1917 Rozentāls scompare, una morte improvvisa. Viene seppellito a Helsinki, ma nel 1920 quando la sua famiglia torna a Riga, capitale della nuova repubblica di Lettonia, la salma di Rozentāls viene seppellita al Meža kapi.

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