Ridotte al 2,3% le stime di crescita dell’economia lettone nel 2016

La Banca di Lettonia ha rivisto al ribasso le previsioni sul Pil del 2016, che aveva fissato al 2,7%. Possibili ripercussioni sul piano di bilancio del 2017. 

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La Banca di Lettonia ha rivisto al ribasso le sue previsioni sulla crescita del prodotto interno lettone per il 2016, portandole dal 2,7% al 2,3%, ma per il momento il ministero delle finanze non ha cambiato le sue stime, che per nella legge di bilancio del 2016 sono state fissate al 3%. La riduzione della crescita del Pil lettone probabilmente però avrà ripercussioni sul bilancio del 2017.

“Quest’anno – sostiene la ministro delle finanze Dana Reizniece-Ozola – credo che non dovremo modificare il bilancio, considerato anche che i dati negativi di gennaio sulle entrate dell’IVA sono decisamente migliorate, ed hanno compensato anche le mancate entrate del primo mese dell’anno. La situazione è un po’ peggiore per quanto riguarda le tasse, ma nel complesso il bilancio viene rispettato bene.”

La ministro delle finanze non esclude che la revisione delle stime della crescita possano influenzare il prossimo bilancio, quello del 2017. “Ovviamente, la crescita economica un po’ in ribasso porta anche ad una riduzione delle risorse che possiamo impiegare il prossimo anno” sottolinea la Reizniece-Ozola.

Dalla Banca di Lettonia intanto spiegano i motivi che hanno portato alla revisione delle stime di crescita dell’economia lettone. “La situazione nell’economia della Lettonia e dell’economia mondiale nel suo complesso – afferma l’economista Līva Zorgenfreija – è il motivo principale per cui la Banca di Lettonia ha deciso di procedere fin da adesso ad una revisione delle stime, anziché attendere metà anno”.

Fra i segnali che hanno portato alla revisione delle stime della crescita lettone in particolare i dati sui transiti delle merci in netto calo, in particolare nei porti lettoni. Questo dato rivela che l’economia russa, la principale economia che utilizza i transiti lettoni, continua a calare in diversi settori, e questo porta delle conseguenze anche nelle economie dei paesi baltici, ancora fortemente legate al commercio e ai transiti verso la Russia. All’inizio di quest’anno i transiti di merci dai porti lettoni sono diminuiti dell’11,3%.
Anche il perdurare della crisi delle acciaierie di Liepāja rappresenta un fattore negativo sulla crescita lettone.

Queste condizioni potrebbero avere un impatto negativo anche sui consumi interni, che negli ultimi anni è diventato un collaboratore più significativo alla crescita economica.

 

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