Nessun profugo per ora ha chiesto di venire in Lettonia

Secondo gli accordi di Bruxelles, i primi richiedenti asilo sarebbero dovuti arrivare già a fine gennaio nel paese baltico. Ma finora nessuno sembra interessato a risiedere nel paese baltico.

Foto: Rojs Maizītis „Rīgas Viļņi”
Dovevano arrivare già a fine gennaio, inizio di febbraio, i primi profughi in Lettonia, in base all’accordo stipulato a Bruxelles sulla redistribuzione degli immigrati, che prevede l’arrivo in territorio lettone di 531 richiedenti asilo nell’arco di due anni. Ma secondo quanto sostiene il ministero degli interni lettone, nessun profugo fra quelli a cui sarebbe concesso richiedere asilo, ha espresso la richiesta di essere ospitato in Lettonia.

La sottosegretaria agli interni Ilze Pētersone-Godmane ha dichiarato che i funzionari lettoni a Bruxelles hanno già avviato la fase attiva del lavoro sul programma delle immigrazioni, ma nei questionari sottoposti ai migranti che attualmente si trovano in Grecia e Italia, nessuno finora ha indicato la Lettonia come paese in cui risiedere.

“Finora nessun profugo ha accettato di venire a stabilirsi in Lettonia in attesa di veder riconosciuto il suo diritto di asilo – sostiene Pētersone-Godmane – ma non è ovviamente esclusa la possibilità che nei prossimi giorni qualcuno decida di chiedere di venire nel nostro paese”.

Se qualcuno rifiuta di venire in Lettonia, spiega la sottosegretaria agli interni, questa possibilità viene offerta ad altri migranti potenzialmente interessati.
La Lettonia ha spesso dichiarato, attraverso il ministero degli interni, di essere disposta ad ospitare solo profughi che chiedano espressamente di risiedere nel paese baltico.

Probabilmente sono diverse le ragioni per cui i rifugiati finora non hanno espresso particolare desiderio di raggiungere la Lettonia: il paese è piccolo e forse molti ritengono che non sia capace di offrire particolari opportunità lavorative. Anche il clima e la lingua potrebbero essere fattori che disincentivano la richiesta di asilo in Lettonia.
In Lituania, paese confinante e con caratteristiche molto simili alla Lettonia, i primi profughi sono però già arrivati a dicembre. La Lituania ha deciso di accogliere 1100 rifugiati nei prossimi due anni, da Siria, Iraq ed Eritrea.

Nelle scorse settimane il ministero della cultura, in collaborazione con alcune organizzazioni non governative, ha messo a punto un opuscolo, in lettone e in altre sei lingue, russo, inglese, francese, arabo, curdo e farsi, con varie informazioni utili per i richiedenti asilo che vorranno stabilirsi in Lettonia, nell’ambito di un progetto pilota che si svolge nella sede di Mucenieki, alle porte di Riga, che ospita il maggior numero di migranti attualmente già presenti in Lettonia.

La Lettonia è stata finora uno dei paesi che si è sempre opposto al principio di obbligatorietà delle quote di rifugiati da ospitare, ed ha deciso di accettare volontariamente l’accordo di Bruxelles che prevede l’arrivo in territorio lettone di 531 rifugiati nei prossimi due anni.

Foto: Rojs Maizītis  „Rīgas Viļņi” archivio.

 

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