Le trattative per la formazione del nuovo governo in Lettonia

Il premier incaricato Māris Kučinskis (ZZS) ha incontrato ieri Vienotība, il partner della coalizione di centro destra più insoddisfatto di come stanno andando le cose. Sul tavolo tanti nodi da sciogliere, specie sulla distribuzione dei ministeri.

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Si sapeva che non sarebbe stato semplice il lavoro di Māris Kučinskis, il premier incaricato la scorsa settimana dal capo dello stato Raimonds Vējonis (ieri ricoverato in ospedale per un attacco influenzale). La formazione del nuovo governo è ancora lontana e si tratta soprattutto sulla distribuzione dei ministeri chiave, specie quelli che gestiscono risorse strategiche e finanziarie.

Ieri Kučinskis ha incontrato i vertici di Vienotība, che dei tre partiti della coalizione che dovrebbe formare il nuovo governo, è quello più insoddisfatto. Vienotība ha perso la guida dell’esecutivo a causa dei propri dissidi interni, e ora si trova in una situazione molto scomoda.

Secondo la tradizione degli ultimi governi, il partito del premier ottiene anche il ministero delle finanze. Primo ministro e ministro delle finanze devono lavorare a stretto contatto: questo porterà ad uno stravolgimento degli equilibri interni alla coalizione e ai rapporti di forza fra i tre partiti nella distribuzione dei ministeri.

Sarà probabilmente l’attuale ministro dell’economia, Dana Reizniece-Ozola, il nuovo ministro delle finanze. La Reizniece-Ozola si è già calata nel nuovo ruolo, sostenendo ieri in un’intervista che sarà possibile rivedere la nuova tassa di solidarietà inserita nell’ultima legge di stabilità e in vigore dall’inizio di quest’anno in Lettonia.

A Vienotība potrebbe toccare il ministero dell’economia, che dovrebbe mantenere anche i ministeri di interni ed esteri, con Rihards Kozlovskis e Edgars Rinkevičš. Ma la battaglia si giocherà soprattutto su ministeri meno appariscenti ma molto appetibili dal punto di vista della distribuzione delle risorse e delle strategie politiche. In particolare il ministero dei trasporti (che ZZS vorrebbe per sé) e quello degli affari regionali, dove potrebbe finire un membro di Vienotība. Vienotība chiede anche il ministero della giustizia, uno dei settori che ha più necessità di politiche riformatrici.

Vienotība come partito con il maggior numero di deputati (anche se divisi fra loro in varie correnti) vorrebbe mantenere lo stesso numero di dicasteri del governo precedente, sei. Rinunciando a primo ministro e ministero delle finanze, chiede interni, esteri, istruzione, trasporti (che già deteneva) aggiungendoci anche giustizia ed economia.

A Nacionāla apvienība, il terzo partito della coalizione, resterà il ministero della cultura, ma non sembra assolutamente convinto di cedere il ministero degli affari regionali, attualmente guidato da Kaspars Gerhards. Lo stesso discorso riguarda il ministero della giustizia, altro dicastero finora in mano al partito nazionalista.

Lo stesso premier incaricato non ha nascosto che ci vorranno almeno due settimane per trovare l’intesa sulla dichiarazione programmatica e sulla composizione del governo.

 

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