Baltica Libri: “L’arrivo dello straniero” – I detective dell’arte di Luīze Pastore

E’ appena uscito in Lettonia il terzo libro della serie per ragazzi dedicata ai misteriosi casi del mondo dell’arte. Questa volta i detective Teo e Poga si ritrovano catapultati nelle fantastiche atmosfere della Riga di fine anni venti.

 


© Baltica Libri

(altri articoli sulla letteratura lettone su Baltica Libri)

E’ uscito in questi giorni uno dei libri per ragazzi più attesi quest’anno in Lettonia. Si tratta di “Svešinieka atnākšana” (L’arrivo dello straniero) Neputns 2015, il terzo libro della serie detective per ragazzi, ambientata nel mondo dell’arte, scritta da Luīze Pastore e illustrata da Elīna Brasliņa.

I due precedenti libri della serie poliziesca per ragazzi, “Pazudušais pērtiķis” (La scimmia scomparsa) e “Neredzamais cilvēks” (L’uomo invisibile), hanno riscosso un grande successo di pubblico e critica. Per questi due libri Luīze Pastore, una delle più talentuose scrittrici per ragazzi della nuova scuola lettone, ha ottenuto due volte il premio Jānis Baltvilks, il più importante riconoscimento per la letteratura per ragazzi in Lettonia. Per questo c’era molta attesa fra i lettori per la terza serie della saga dei detective Teo e Poga.

Luīze Pastore

Luīze Pastore

Prima della serie poliziesca, Luīze Pastore aveva pubblicato altri libri per ragazzi di grande successo, fra cui in particolare “Maskačkas stāsts” (Il racconto della Maskačka) con le illustrazioni di Reinis Pētersons, libro per il quale si è aggiudicata il premio della letteratura lettone per la categoria libri per ragazzi.

Il quadro ” “Cilvēks, kas ieiet istabā” di Niklāvs Strunke

n questo terzo libro della serie dedicata alle indagini di Teo e Poga sui misteri del mondo dell’arte, il tema “artistico” gira intorno alla figura di Niklāvs Strunke. La storia si ispira infatti ad un famoso dipinto del grande artista lettone, “Cilvēks, kas ieiet istabā” (Uomo che entra nella stanza). Su questo dipinto si inserisce la storia misteriosa di uno straniero che gira in città, con un cappotto grigio, mimetizzandosi agli angoli delle strade, strisciando sui muri delle case e dei negozi, per poi scomparire inghiottito dal muro stesso, come un fantasma.
Per di più l’uomo misterioso (Pelēkais Vīrs, l’Uomo Grigio) sembra usare delle parole in italiano. Un altro legame con Niklavs Strunke, che ha avuto nell’Italia una seconda patria, sia per la sua arte (molto forte è stata l’influenza nella sua pittura dei futuristi italiani, a cominciare da Marinetti), sia nella sua stessa vita: Strunke ha soggiornato a lungo in Italia, e la sua tomba si trova a Roma.

Nel libro toccherà ancora una volta ai protagonisti della serie poliziesca, Teo e Poga, indagare sullo straniero in cappotto grigio e su quel misterioso mondo che si trova dentro e al di là del quadro di Strunke.
Teo e Poga, insieme al fedele cagnolino Komats, sulle tracce del misterioso Uomo Grigio si troveranno proiettati nella Riga di fine anni venti. Incontreranno il grande poeta Aleksandrs Čaks, che li aiuterà a trovare il pittore Struņķis (così veniva chiamato dagli amici Strunke), l’autore del misterioso Uomo Grigio.

La trama permette a Luīze Pastore di portare il lettore nella straordinaria atmosfera di Riga nel 1927, fra i caffè alla moda, come Oto Švarcs all’Opera nazionale, al ristorante vegetariano “Sukub nr. 6”, per i giardini di Bastejkalns, in cui si dice che talvolta Strunke passasse le notti.
Ma uno degli aneddoti più gustosi che si possono trovare nel libro riguarda la storia di come il saluto italiano “ciao” riadattato in lettone in “čau” divenne popolare nella Riga di quegli anni. Fu proprio Strunke, che visse a lungo in Italia, a portare il “ciao” italiano nell’uso popolare dei lettoni fin da quegli anni.
Insomma un libro geniale e molto godibile, sia per ragazzi che per lettori più adulti, che non possono non subire il fascino della Riga descritta da Luīze Pastore.

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…Finalmente l’attenzione di Poga fu attirata da qualcosa di più importante. Con la velocità d’un lampo le raccontai dell’Uomo Grigio, dei suoi inseguimenti, le mostrai un allarmante articolo di giornale sulle sconvolgenti scorribande dell’Uomo Grigio per le vie di Riga, e poi ricontrollammo i miei appunti:
bassa statura, cappotto grigio, un cappello nero, piatto…
“Piatto?” Poga non capiva.
“Sì, come se ci fosse passato sopra un rullo compressore!” confermai.


“Pfui, hai guardato troppi cartoni animati!”
“Vedrai tu stessa!” ero pronto a giurare e alla fine ripetei il caratteristico grido di battaglia dell’Uomo Grigio: “čau!”
“Perché non me l’hai detto subito?!” esclamò lei, e io già mi strofinavo le mani per la gioia, perché significava che Poga stava escogitando qualcosa.
“Non sai che “ciao!” – il nostro  “čau!” – in realtà è una forma di saluto in lingua ITALIANA?!”.
Mi uscì fuori un sospiro d’impotenza. Era ossessionata dalla sua Italia!
“Tu non capisci!” si ostinava Poga. “In passato, tanto tempo fa, per esempio ai tempi del signor Rozentāls (pittore lettone, 1866/1916, ndt.), le persone in Lettonia non si salutavano con – čau!, nessuno conosceva questa parola! E’ una parola italiana, che è poi giunta fino a Riga”. Attese un attimo per vedere la mia reazione. “Pensa! Una persona semplicemente è andata in Italia e anziché un souvenir ha riportato con sé una nuova parola. Emozionante, vero? Potrei farlo anch’io…” Si perse in una riflessione sulla bellezza della lingua italiana, finché alla fine le balenò qualcosa per la mente: “Senti, il tuo Grigino potrebbe essere in realtà italiano?”
“L’Uomo Grigio”, la corressi cupo. “Forse.”
Ammettevo questa possibilità. In effetti poteva sembrare un mafioso siciliano!
“Che emozione!” Poga si stava entusiasmando. “Devo vederlo! Dove possiamo trovare questo Grigino?”
“L’uomo Grigio”, ripetei serio. “Ho paura che sarà lui a trovare noi.”…

“Svešinieka atnākšana” (L’arrivo dello straniero) di Luīze Pastore – Neputns 2015

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