Māris, la storia del primo foreign fighter lettone in Siria

Il programma “De Facto” di LTV1 ha raccontato le vicende di un cittadino lettone diventato un combattente islamico in Siria. Il ministro degli interni non esclude che altri lettoni siano andati a combattere nello stato islamico.

Foto da "De Facto"
Si chiama Māris Bergholds, cittadino lettone, ed è ricercato dagli Stati Uniti come terrorista islamico. La sua storia l’ha raccontata il programma di LTV1 “De Facto”, ed è la storia di uno studente universitario lettone, in sociologia, che si converte all’islamismo nel 2002 e dopo esperienze in Iraq, Sudan e Siria, compreso il carcere e le torture, decide di sposare la causa terroristica islamica e sparisce in Siria.

La storia di Māris ha avuto una forte risonanza in Lettonia. Un piccolo paese che ha ospita una comunità islamica molto ristretta e che finora non era stato mai coinvolto direttamente nella questione del terrorismo islamico e delle sue infiltrazioni.

Come racconta “De Facto”, Māris è andato in Iraq la prima volta nel 2003, per approfondire la sua conoscenza con l’Islam ed imparare a pregare. Raccontò di aver subito il furto di alcuni oggetti personali e di essere stato poi scambiato dagli americani per un terrorista che fiancheggiava le milizie islamiche. Per questo fu arrestato e tenuto in prigione per alcuni mesi, in cui ha subito anche torture.

Tornato in Lettonia riprende i suoi studi sull’Islam, convinto che l’intervento americano in Iraq sia una grande ingiustizia. Nel 2008 decide di andare in Sudan, per perfezionare la sua conoscenza della lingua araba.
Le condizioni di vita laggiù sono molto difficili, ma Māris non si lamenta. Sua madre Regīna lo descrive come un ragazzo taciturno e poco socievole, ma con un forte spirito di sacrificio e sopportazione. Quella che deve usare anche in Lettonia quando parenti e amici vengono a conoscenza della sua passione per la religione islamica.

Frequente i forum su internet in cui si parla di Islam. Quella diventa la sua vera passione.
Dopo il suo viaggio in Sudan decide di scrivere un libro, per raccontare la sua esperienza. Non è un libro che propone posizioni radicali sul tema dell’islamismo, ma dopo l’uscita del libro, racconta la madre, Māris cambia.

Nel 2012 Māris, diventato nel frattempo Ahmed, scompare. “De Facto” viene a sapere che si hanno notizie di lui nel 2013, quando secondo alcune fonti avrebbe partecipato ad un’azione militare per liberare dei prigionieri dalle carceri di Aleppo. Intanto l’agenzia di sicurezza americana lo ha inserito nella lista dei terroristi ricercati. Negli Stati Uniti vive la sorella di Māris, a cui la Cia ha fatto visita diverse volte per sapere qualcosa di più sul fratello combattente islamico.

L’ultimo messaggio alla madre Māris lo invia nell’ottobre 2013, dopo che in una battaglia si era ferito ad una mano. Poi il silenzio.

Ma il programma “De Facto” ha svelato la storia più recente, di questi mesi, di un altro lettone che è diventato un seguace dell’estremismo islamico. Si chiama Mārtiņš, è nato a metà degli anni novanta in un piccolo villaggio della Lettonia, e come altri suoi coetanei si è legato agli ambienti islamici estremisti attraverso internet e i forum sull’islam.

Nel caso di Mārtiņš è stato un suo amico, finlandese, a portarlo sulla strada dell’estremismo islamico, introducendolo proprio nei forum su internet. Con lui Mārtiņš ha di trasferirsi dal settembre dello scorso anno, con ogni probabilità nei territori dello stato islamico.

Il ministro degli interni Rihards Kozlovskis ha ammesso che nonostante il fatto che i cittadini lettoni abbiano il divieto di recarsi nelle zone di conflitto in medio oriente, alcune persone con passaporto lettone, il cui numero è imprecisato, sarebbero entrare nei territori occupati dallo stato islamico. Le fonti dei servizi lettoni hanno informazioni su alcuni cittadini lettoni che sono riusciti ad entrare in Siria in questi ultimi mesi. Non si sa di preciso il loro numero, né la loro attuale posizione.

 

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