Vējonis: “Senza un rafforzamento della sicurezza nella UE, non prenderemo altri profughi”.

Il presidente lettone ha espresso tutto il sostegno del suo paese alla Francia. Oggi bandiere a lutto in tutta la Lettonia. “Sui profughi, rispetteremo gli accordi, ma non accoglieremo rifugiati senza un preciso piano di sicurezza della UE”.

La premier lettone Straujuma e l'ambasciatore francese a Riga

La premier lettone Straujuma e l’ambasciatore francese a Riga

Gli atti terroristici in Francia hanno provocato profonda emozione e shock anche in Lettonia. Tutte le cariche istituzionali lettone hanno espresso la loro vicinanza e il loro sostegno al popolo francese. Il presidente lettone Raimonds Vējonis ha invitato tutte le istituzioni del paese ad esporre bandiere listate a lutto in segno di solidarietà con le vittime degli attentati di Parigi.

Vējonis nel discorso pronunciato ieri ai lettoni, ha però anche messo in guardia la UE sulle misure di sicurezza da adottare immediatamente in risposta agli attentati avvenuti in Francia. Il presidente lettone ha affermato che non esistono al momento segnali di preoccupazione in Lettonia, che resta un paese teoricamente più sicuro rispetto a quelli maggiormente esposti nella crisi siriana e nell’accoglienza dei rifugiati.

Proprio riguardo al tema dei profughi, il capo dello stato lettone, ha voluto mandare un messaggio alla UE: la Lettonia è intenzionata a rispettare gli impegni presi con Bruxelles per l’accoglienza di 531 profughi nei prossimi due anni, ma non è disponibile ad ulteriori accordi sul tema dell’accoglienza, finché la UE non metterà in atto una serie di misure per assicurare la sicurezza dei paesi che accoglieranno i rifugiati.

Rafforzamento dei controlli alle frontiere della UE, lotta ai contrabbandieri di uomini, e meccanismi certi di rimpatrio per le persone che non ottengono lo status di rifugiato politico. Queste le richieste formulato dal Consiglio nazionale per la sicurezza, che lo stesso Vējonis ha presieduto ieri, dopo gli attentati di Parigi.

“La Lettonia condanna gli atti terroristici compiuti in Francia. Questi atti non hanno alcuna giustificazione” ha affermato Vējonis. “Si tratta di azioni che ci ricordano una volta di più, che dobbiamo lottare contro gli estremismi e che il terrorismo è la sfida più grande del mondo contemporaneo”.

Vējonis ha incontrato ieri anche l’ambasciatore francese a Riga, per esprimergli personalmente il sostegno di tutto il paese e per confermare gli stretti contatti fra i due paesi.
Ieri molte persone a Riga si sono recate di fronte all’ambasciata francese per deporre dei fiori o delle candele. Fra le personalità politiche giunte di fronte all’ambasciata ad incontrare l’ambasciatore francese a Riga, anche la premier Laimdota Straujuma e l’eurodeputata Sandra Kalniete.

Il presidente lettone ha invitato tutto il paese ad esporre oggi bandiere a lutto in segno di solidarietà e di vicinanza alle vittime degli atti terroristici di Parigi.

Non ci sono al momento segnali in Lettonia che facciano pensare ad un innalzamento della soglia di pericolo attentati nel paese, e il capo dello stato lettone ha invitato i suoi concittadini a non farsi prendere dal panico. “Stiamo controllando la situazione nel paese, ma sappiamo che la sicurezza deve essere rafforzata”.

Proprio la questione dell’accoglienza dei rifugiati è quella su cui maggiormente si è concentrata la discussione sia nella politica che nell’opinione pubblica lettone. E lo stesso presidente lettone ha avvertito la UE che senza le misure richieste dal Consiglio nazionale per la sicurezza la Lettonia non assumerà ulteriori impegni nell’ambito dell’accoglienza dei rifugiati.

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