Il Pil della Lettonia quest’anno al + 2,4%. Sopra il 3% nei prossimi due anni

Le previsioni appena pubblicate dalla Commissione Europea confermano il buon andamento complessivo dell’economia del paese baltico. Nel 2016 previsto un Pil al 3%, nel 2107 al 3,3%. In aumento il consumo interno.


Non cresce più ai livelli record del 2013, ma l’economia lettone si conferma anche nel 2015 fra le economie maggiormente in crescita in Europa. I dati della Commissione europea appena pubblicati prevedono a fine anno un Pil al +2,4%, con una tendenza all’ulteriore crescita, nel 2016 al 3% e nel 2017 al 3,3%.

La spinta maggiore alla crescita dell’economia lettone secondo la Commissione europea è dovuta alla domanda interna, mentre l’impatto più negativo continua ad essere la diminuzione delle esportazioni verso la Russia, uno dei partner commerciali finora più importanti per il paese baltico, dovuta alle sanzioni per la crisi in Ucraina.

La Commissione afferma che il forte aumento di consumo interno e la riduzione del prezzo dei combustibili e dell’energia sono stati i fattori più importanti per la crescita economica lettone quest’anno.
La Commissione prevede un progressivo aumento degli investimenti in Lettonia, grazie soprattutto all’uso dei fondi della UE e al recupero del credito bancario.

Secondo l’analisi della Commissione europea la Lettonia è riuscita a migliorare le previsioni di crescita nel 2015, con la capacità di trovare nuovi mercati (diversificando le esportazioni in precedenza dirette verso la Russia) e allargando quelli già esistenti. Anche la caduta dell’euro rispetto al dollaro ha aiutato le esportazioni lettoni.

Fra i fattori di rischio nei prossimi tempi la Commissione individua il settore dei trasporti e del turismo. Anche l’aumento del costo del lavoro in Lettonia rappresenta un fattore che potrebbe pregiudicare la competitività delle aziende lettoni nei mercati internazionali nei prossimi due anni.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, la Commissione europea prevede una diminuzione dal 10,8% del 2014 all’8,8% del 2017. Ma questi dati nascondono anche un aspetto negativo, legato all’aumento dell’età media, dovuto all’invecchiamento medio della popolazione lettone e all’emigrazione.
La diminuzione del prezzo del petrolio e dei suoi derivati dovrebbe nel frattempo mantenere molto basso anche il livello dell’inflazione, effetto contrastato però dall’aumento dei salari medi nel paese. L’inflazione dovrebbe attestarsi all’1,4% nel 2016 e al 2,1% nel 2017.

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