Che succede col Museo dell’Occupazione a Riga?

Un progetto presentato diversi anni fa prevede l’aggiunta di una nuova ala , la “Nākotnes nams”, che prolunghi il museo. Ma il comune di Riga frapppone vari ostacoli. Con scambi di accuse.


Il Museo dell’Occupazione, in Strēlnieku laukums, è una delle mete principali del turismo nella capitale lettone ed uno dei luoghi più importanti per conoscere la storia del secondo novecento della Lettonia. Da tempo il museo è al centro di discussioni e polemiche per un progetto di prolungamento della costruzione, che allargherebbe lo spazio espositivo e arricchirebbe ulteriormente il museo.

Ma il progetto, offerto gratuitamente dall’architetto Gunārs Birkerts già quattordici anni fa, ha trovato sulla sua strada numerosi ostacoli e finora è rimasto sulla carta, anche se il governo spinge molto per la sua attuazione. Il costo della nuova costruzione si aggirerebbe sui quattro milioni di euro, ma non è questo il problema principale.
In questi ultimi anni l’ufficio edilizia non ha mai avallato la costruzione della nuova ala del museo, motivandola con varie ragioni tecniche, ma non sono mancate le polemiche per la posizione del comune, accusato da alcuni partiti politici di voler ostacolare il museo e il suo significato storico.

L’ufficio tecnico per l’edilizia del comune di Riga è il luogo in cui si sta insabbiando il progetto della nuova ala del museo. Intanto il ministero della cultura lettone sta predisponendo un disegno di legge che faccia diventare la nuova ala del museo oggetto di interesse nazionale. Se il disegno di legge venisse approvato dalla Saeima, sarebbe più difficile per il comune di Riga e i suoi uffici mettersi di traverso rispetto all’inizio dei lavori.

La nuova ala, chiamata “Nākotnes nams” (La casa del futuro) oltre che su disegno di Birkerts, è stata progettata con un memoriale dedicato alle vittime del comunismo in Lettonia ideato dall’artista Kristaps Ģelzis e dallì’architetto Ilze Miķelsone.

Il progetto con la nuova ala del museo

Il progetto con la nuova ala del museo

La storia del Museo dell’Occupazione e del monumento ai fucilieri.

L’edificio si trova in Strēlnieku laukums, uno dei principali punti di passaggio di Riga, la porta a cui si accede alla Città vecchia dai viali lungo la Daugava.
Nei primi secoli della storia di Riga su questo spazio erano state erette le mura della città. Fino all’inizio del secolo scorso, nessun edificio era stato costruito in questo spiazzo. Negli anni trenta, quando il presidente Ulmanis condusse la Lettonia verso un regime autoritario, si progettò di realizzare nella piazza un complesso architettonico monumentale, sull’esempio di altri regimi autoritari in Europa. Lo scoppio della seconda guerra mondiale e l’occupazione sovietica bloccarono però il progetto.

Negli anni ’60 fu il regime sovietico ad immaginare in questo luogo una piazza che celebrasse i fucilieri lettoni rossi (sarkani strēlnieki) che dettero un contributo fondamentale alla presa del potere dei bolscevichi in Russia nel 1917. La piazza fu chiamata quindi Strēlnieku laukums, e al suo centro sarebbe nato un complesso monumentale e dietro un museo, che raccontasse la storia e le gesta dei fucilieri lettoni rossi.

Il monumento ai fucilieri e il museo furono inaugurati il 16 aprile 1970, in occasione dei cento anni dalla nascita di Lenin.
Dopo il ripristino dell’indipendenza della Lettonia il destino del museo rimase incerto. All’inizio divenne una succursale del Museo della storia e della guerra, poi la filiale venne chiusa. L’edificio cambiò destinazione, per diventare il museo dell’Occupazione.
Nel 1998 lo stato decise di trasferire la proprietà dell’edificio al comune di Riga, che ne progettò la demolizione per trasferire l’esposizione in un altro luogo più appropriato. Ma la demolizione fu rimandata e il museo rimase in piedi, per poi passare nel 2005 di nuovo in mano allo stato.

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