Cinema lettone: ai Lielais Kristaps trionfa il film documentario “Ručs un Norie”

Il lungometraggio della regista Ināra Kolmane si aggiudica il maggior numero di statuette. Per le migliori interpretazioni vincono due attori dello Jaunais Rīgas Teātris, Guna Zariņa e Andris Keišs. 

“Ručs un Norie”
Sono il documentario “Ručs un Norie” e il cortometraggio “Pa pa” le due pellicole che si sono aggiudicate il maggior numero di riconoscimenti al Lielais Kristaps, il premio più importante per il cinema lettone. 

Nelle categorie più importanti, quelle del miglior film e la migliore regia, la lotta era soprattutto fra “Ručs un Norie” e “Mans tēvs baņķieris”, due fra le pellicole più interessanti uscite nelle sale lettone in questa ultima stagione. Alla fine l’ha spuntata il documentario di Ināra Kolmane, che ha vinto anche nella categoria “documentari” e che nel complesso si è aggiudicata quattro premi (miglior film, miglior sceneggiatura, miglior operatore, miglior documentario.

“Ručs un Norie” racconta la storia di un incontro molto emozionante e particolare, quella fra una studentessa giapponese di antropologia, Norie Tsuruta e una Suitu sieva, Marija Steimane, detta “Ručs”. Le Suitu sievas sono donne del Kurzeme, che tramandano una particolare tradizione musicale e canora, molto particolare nella folklore lettone.

Il cortometraggio “Pa pa”, la storia di un padre che esce dal carcere e cerca di ricostruire il proprio rapporto col figlio, ha invece vinto nella sua categoria il premio per il miglior cortometraggio, il premio come miglior regista di cortometraggi con Valērijs Oļehno e ha portato anche al successo come attore protagonista Andris Keišs, uno dei volti più noti dello Jaunais Rīgas Teātris, non nuovo per questo genere di riconoscimenti cinematografici, dato che aveva ottenuto il Lielais Kristaps come miglior attore anche in altre due occasioni, nel 2000 con “Kāzas” e nel 2012 con “Seržanta Lapiņa atgriešanās”.

Anche per la categoria miglior attrice vince un volto popolare dello Jaunais Rīgas Teātris, Guna Zariņa per la sua interpretazione nel cortometraggio “Normāli cilvēki”.
“Mans tēvs baņķieris” si aggiudica invece il premio per il miglior debutto alla regia, di Ieva Ozoliņa e il premio speciale del giornale Diena.

Il premio alla carriera quest’anno è andato invece ad un personaggio storico del cinema lettone, il cineoperatore Miks Zvirbulis, che ha filmato con la sua cinepresa pellicole storiche come “Četri balti krekli” e “Klāvs, Mārtiņa dēls”.

In tutto sono state un centinaio le pellicole che hanno partecipato nelle varie categorie del Lielais Kristaps.

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