Ventotto profughi iracheni entrati in Lettonia dal confine con la Bielorussia

Fra di loro la maggior parte sono minorenni. Hanno tutti chiesto asilo politico nel paese baltico. Sono stati alloggiati nel centro di Mucenieki ed è stata scattata fra i lettoni una raccolta di vestiti, giocattoli e altri beni di prima utilità.


Nella notte fra mercoledì e giovedì , nel distretto di Krāslava, non lontano dalla frontiera fra Lettonia e Bielorussia, sono stati fermati 28 cittadini iracheni. Si tratta del maggior numero di persone che hanno passato clandestinamente tutte insieme il confine lettone dall’inizio dell’anno.

Fra i ventotto iracheni, la maggior parte sono minorenni. Sette donne, sei uomini, e quindici bambini, fra i due e i diciassette anni. Hanno tutti chiesto asilo politico in Lettonia, per sfuggire alla guerra nei territori dell’Iraq da cui sono fuggiti.
Sono stati trasferiti tutti nel centro per rifugiati di Mucenieki, nei pressi di Riga, in quanto il centro più vicino alla frontiera con Bielorussia, quello di Daugavpils è già al completo, ospitando attualmente già 134 rifugiati.

Dall’inizio dell’anno in Lettonia sono stati fermati 373 clandestini ai confini orientali del paese baltico, un cifra tre volte maggiore rispetto a quella dello scorso anno. Di questi 257 sono vietnamiti, che fino ad ora sono la popolazione che più delle altre sceglie i paesi baltici come porta d’ingresso per l’Europa. Altre 39 persone fermate sono cittadini iracheni, mentre 30 provengono dall’Afghanistan.

Per i 28 iracheni giunti in Lettonia giovedì notte è già partita una gara di solidarietà. E’ stato persino aperto un gruppo su Facebook per la raccolta di vestiti, giocattoli e beni di prima necessità, e fin dalle prime ore dopo l’apertura della raccolta, sono arrivate nel centro di Mucenieki molte persone che hanno deciso di aderire alla raccolta.

La Lettonia secondo gli accordi di Bruxelles dovrà ospitare 531 rifugiati nei prossimi due anni, ma il paese baltico pur aderendo alla fine alla richiesta della UE, ha sempre rifiutato il principio di obbligatorietà delle quote di rifugiati.

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