Le provocazioni della Russia ai confini baltici aumentano i rischi di un conflitto

Lo afferma il comandante in capo delle forze armate lettoni Raimonds Graube. Intanto il Pentagono per la prima volta non esclude l’eventualità di un attacco armato russo nei baltici.

Raimonds Graube. Foto: Edijs Pālens, LETA

Raimonds Graube. Foto: Edijs Pālens, LETA

“Rispetto allo scorso anno, quest’anno le attività militari della Russia ai confini con la Lettonia sono notevolmente aumentate e stanno diventando sempre più provocatorie”. Lo ha affermato il comandante in capo delle forze armate lettoni Raimonds Graube in un’intervista a LNT.

Graube mette in rilievo come sempre più spesso nelle acque del mar Baltico si stanno verificando avvistamenti e avvicinamenti pericolosi di mezzi militari russi, a volte senza alcuna spiegazione razionale. Lo stesso accade nei cieli del baltico, con i caccia russi che sorvolano i cieli al confine con la Lettonia, muovendosi coi trasmettitori spenti per evitare gli avvistamenti dei radar dell’aviazione civile, diventando però in questo modo estremamente pericolosi anche per i voli civili. Non di rado si è sfiorato l’incidente. Solo attraverso i radar delle forze armate lettoni si è potuto constatare questo incremento dei voli dei caccia russi, sostiene Graube.

Le affermazioni di Graube giungono dopo l’allarme lanciato da ambienti del dipartimento della Difesa americana, che per la prima volta dopo il crollo dell’Urss ha ammesso che esiste l’eventualità che la Russia possa prendere in considerazione un attacco armato nei territori dei paesi baltici.

Il Pentagono, secondo quanto scrive la rivista “Foreign Policy” ha messo a punto analisi che fanno ritenere ormai la Russia una potenziale minaccia per la Nato, e uno dei punti critici di questa nuova fase geopolitica potrebbe essere rappresentato proprio da un piano di attacco del Cremlino nel baltico.

Rispetto alle analisi del Pentagono diffuse da “Foreign Policy” però Graube mostra scetticismo e tende a sdrammatizzare la situazione: “La Russia è un vicino irrequieto e i suoi comportamenti ai confini del baltico non sono razionalmente spiegabili. Ma la situazione attuale non può essere descritta come un minaccia militare vera e propria, anche se tali provocazioni giocano un ruolo pericoloso e di fatto aumentano le possibilità di un escalation che porti ad un conflitto”.

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