Il ministro degli interni lettone diserta il summit UE sulla questione rifugiati

Kozlovskis non incontrerà gli altri colleghi europei nella riunione odierna. La Lettonia non ha ancora una linea ufficiale sull’aumento delle quote di accoglienza. Il capo dello stato Vējonis oggi incontra i partiti alla ricerca di una soluzione.

Rihards Kozlovskis. Foto: Ieva Čīka / LETA
Sarà sostituito dalla rappresentante lettone presso la UE Ilze Juhansone, il ministro degli interni Kozlovskis, nella riunione dei ministri degli interni della UE che si tiene oggi a Bruxelles e che si occuperà del problema dell’accoglimento dei rifugiati. La Lettonia  non ha ancora una posizione univoca sulla richiesta di allargare la quota dei rifugiati da ospitare nel proprio territorio, e in attesa di una chiara posizione dell’esecutivo, il governo lettone preferisce disertare la riunione di oggi a Bruxelles.

Kozlovskis parteciperà invece agli incontri che il presidente della repubblica Raimonds Vējonis terrà oggi con alcuni dei principali partiti di governo e di opposizione, proprio alla ricerca di una linea comune in parlamento che permetta di superare le divergenze sul tema immigrazione che sono attualmente presenti, sia all’interno della coalizione di governo, sia fra i partiti di opposizione.

Vējonis incontrerà il partito russofono di opposizione Saskaņa, Vienotība, il partito della premier Straujuma che negli ultimi tempi ha dimostrato la maggiore apertura per discutere sull’allargamento della quota dei profughi da accogliere in Lettonia, e ZZS, il partito dei verdi e contadini, a cui appartiene lo stesso capo dello stato Vējonis e che finora si è mostrato fra i più intransigenti sulla questione rifugiati, insieme ai nazionalisti di Visu Latvijai!, il terzo partito della coalizione di governo.

Nei giorni scorsi sia il ministro degli interni Kozlovskis, sia il ministro degli esteri Rinkēvičs (entrambi di Vienotība), avevano cercato di spingere in consiglio dei ministri per una presa di posizione dell’esecutivo favorevole alla richiesta Bruxelles di un ampliamento della quota di rifugiati da accogliere in Lettonia, circa 500 persone in più rispetto alla quota fissata in origine di 250 profughi.

I due ministri temono infatti che un irrigidimento della Lettonia sulla questione rifugiati isoli il paese all’interno della UE, o comunque lo inserisca fra i paesi “cattivi” sul tema profughi.
Anche il capo dello stato Vējonis, nonostante la posizione dura del suo partito ZZS, sta premendo perché la Lettonia accolga le richieste di Bruxelles sul piano di accoglienza dei rifugiati.

Ieri intanto si è svolta una manifestazione nel parco Esplanāde, nel centro di Riga, in favore dell’accoglienza dei profughi che fuggono dai paesi attualmente in guerra. Lo slogan più citato è stato “Rainis bija bēglis” (Rainis era un profugo), per ricordare come anche il massimo poeta lettone del primo novecento dovette passare periodi molto lunghi della propria vita lontano dalla Lettonia, per sfuggire alla persecuzione della polizia zarista.

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