Le Latvian Voices in concerto stasera a Roma per il semestre di Presidenza Ue della Lettonia

Il semestre lettone è stato uno dei più efficaci nella storia della UE secondo il vicepresidente Katainen. A Roma l’ambasciata lettone lo celebra con un concerto del miglior gruppo “a cappella” del paese baltico.


Sta per concludersi, alla fine di giugno, il semestre di presidenza lettone della UE. Uno dei semestri più efficaci e produttivi della storia dell’Unione Europea: così l’ha definito il vicepresidente della Commissione UE Jyrki Katainen, in una recente visita in Lettonia. L’ambasciata lettone in Italia per celebrare i sei mesi di presidenza del paese baltico stasera offre un concerto della Latvian Voices, al Palazzo della Cancelleria a Roma.

A Bruxelles non si nasconde la soddisfazione e il compiacimento per i risultati raggiunti nel semestre di presidenza lettone, in particolare su temi complessi e delicati come il Fondo strategico di investimento, e l’approvazione del piano di investimenti,
Ma sono stati moltissimi e tuttora numerosi ancora quelli previsti nell’ultimo mese, gli eventi organizzati in Lettonia e a Bruxelles durante il semestre di presidenza lettone, che hanno toccato svariati temi all’ordine del giorno dell’agenza europea, dalla bio agricoltura all’istruzione, dall’economia alla cultura, dall’innovazione all’occupazione femminile, ai temi ecologici.

A Roma stasera è in programma uno dei principali eventi organizzati dall’Ambasciata lettone in Italia. Al Palazzo della Cancelleria alle 20 si esibiranno, in una serata ad inviti, le Latvian Voices, uno dei migliori gruppi vocali “a cappella” del paese baltico, che da sempre è ai vertici in questo tipo di espressione musicale.

Sarà l’occasione per le istituzioni lettoni di celebrare anche in Italia un semestre di presidenza lettone ricco di successi, alla presenza dell’ambasciatore lettone a Roma Artis Bērtulis, di rappresentanti del governo italiano, fra cui è prevista la presenza del sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega agli affari esterii Sandro Gozi.

Ma l’appuntamento di stasera a Roma non sarà l’unico. Mercoledì 10 giugno a Napoli in programma un altro evento organizzato dall’Ambasciata lettone in Italia, il concerto del pianista lettone Sergejs Osokins, uno dei migliori nuovi talenti a livello internazionale.

Chi sono le Latvian Voices.

Le “Latvian voices” rappresentano uno dei migliori esempi della tradizione del canto a cappella in Lettonia – non a caso definito “il paese che canta”. Tutti le componenti dell’ensemble hanno un diploma accademico per direzione di coro e hanno partecipato a laboratori per direttore di coro in tutta Europa. Le cantanti sono membri attivi e leaders di propri cori e ensembles in Lettonia, e lavorano anche in qualità di maestri di musica.

Il loro repertorio è costituito da composizioni basate sul più significativo patrimonio culturale della Lettonia – le canzoni popolari. La musica popolare e i suoi mezzi di espressione hanno ispirato le “Latvian Voices” nell’arrangiamento di brani popolari e nella composizione di musiche originali per le loro voci “a cappella” secondo diverse caratteristiche e stili, mescolando intonazioni classiche insieme a etno e world music. Oltre alla musica popolare le “Latvian Voices” eseguono classici popolari in tutto il mondo, trasformati in arrangiamenti a sei voci, sorprendendo spesso gli ascoltatori con incursioni nel pop e nella world music.

Fin dalla loro fondazione nel 2009 le “Latvian Voices” hanno partecipato a molti festival internazionali, competizioni e masters, e si sono esibite in concerti in Europa e nel resto del mondo. Le ragazze hanno vinto l’Audience Favorite Award nella International a capella Competition Vocal Total a Graz (Austria) e si sono aggiudicate il premio dell’International A Capella Contest di Leipzig. Nel World Choir Games 2012 svoltosi a Cincinnati (USA) le “Latvian Voices” hanno ottenuto il Gold Diploma per il primo posto nella categoria dei Cori da camera femminili, e hanno conquistato il primo posto assoluto nel Champions of the World Choir Games 2012.

Nel 2013 le “Latvian Voices” si sono esibite nel prestigioso festival internazionale dello Schleswig-Holstein in Germania, e poi in Italia, Spagna, Francia, Svizzera, Irlanda, Corea del Sud, Usa e in altri paesi ancora. Il coro ha anche partecipato a laboratori con i famosi gruppi vocali The King’s Singers e The Hilliard Ensemble.

Le “Latvian Voices” considerano come loro principale missione l’introduzione alla cultura lettone e in particolar modo al suo patrimonio musicale. Attraverso le canzoni e i concerti rendono l’ascoltatore partecipe della mentalità lettone, che è profondamente caratterizzata dall’unione fra uomo e natura. Per questo nel 2014 le “Latvian Voices” sono diventate le ambasciatrici musicali di Riga2014, Capitale europea della cultura, ed il simbolo dei World Choir Games che si sono svolti a Riga nel 2014.

Il canto “a cappella” nella tradizione della Lettonia.

La Lettonia è una superpotenza nel canto “a cappella”. Lo dimostrano i 140 anni di storia del Festival di canzoni e danze tradizionali lettoni. Questo straordinario fenomeno ha avuto inizio in Lettonia nel 1873 e da allora ogni cinque anni prende forma uno straordinario coro unico formato da 14 mila voci che cantano “a cappella” con grandi sfumature e abilità tecniche, colori e stile. Oltre al canto, uno sciame di 15 mila ballerini forma con straordinaria grazia disegni ispirati alle antiche decorazioni e ornamenti della tradizione lettone. L’UNESCO ha riconosciuto questo evento unico nel suo genere quale Capolavoro del Patrimonio Orale Intangibile dell’Umanità.

In 140 anni questo evento ha rappresentato una sorta di richiamo per la nazione lettone, il suo sviluppo e il rafforzamento della sua identità. Le prime cinque edizioni del Festival ebbero luogo durante il dominio della Russia zarista sulla Lettonia, per questo cantare in lingua lettone ebbe un particolare significato per il sentimento di unità del popolo. Le edizioni successive dalla VI alla IX si svolsero durante la prima indipendenza della Lettonia (1918- 1940). Nel periodo dell’occupazione sovietica (1940 – 1991) dalla X alla XIX edizione il Festival diventò uno strumento di propaganda comunista, ma il popolo fu comunque capace di mantenere intatto il suo spirito e la fiducia nelle proprie possibilità. La XX edizione (1990) fu uno degli eventi principali del cosiddetto “Terzo risveglio”, quando molti lettoni vissuti in esilio durante l’occupazione sovietica si unirono nel sentimento di unità e di appartenenza alla nazione lettone. Il canto è così insito nella natura dei lettoni che anche il movimento di resistenza passiva del periodo fra il 1987 e il 1991 che portò al ripristino dell’indipendenza della Lettonia e degli altri paesi baltici, ha assunto il nome di “Singing Revolution”.

Nella versatile cultura globale dei nostri tempi, il festival di canto e danza in Lettonia è rimasto un simbolo dell’originalità della nazione e della sua identità. I lettoni hanno coltivato la tradizione del canto corale ai massimi livelli mondiali, al punto che i cori lettoni ottengono regolarmente prestigiosi riconoscimenti in molte competizioni internazionali.

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