La Saeima sceglie il nuovo Presidente della repubblica lettone

Il parlamento lettone oggi vota per eleggere il nuovo capo dello stato. Quattro i candidati, ma è probabile che le cose andranno per le lunghe. Baltica seguirà passo per passo l’andamento delle votazioni co un live-blog.

I quattro candidati: Egils Levits, Raimonds Vējonis, Martiņš Bondars, Sergejs Dolgopolovs.

Oggi la Saeima, il parlamento della Lettonia, è riunita in seduta straordinaria per eleggere il nono presidente della Repubblica di Lettonia. I deputati sono chiamati a votare quattro candidati: Mārtiņš Bondars (LRA), Raimonds Vējonis (ZZS), Sergejs Dolgopolovs (Saskaņa) e del giurista Egils Levits, ma come vi abbiamo spiegato, le cose potrebbero essere piuttosto complicate.

LIVEBLOG

Raimonds Vējonis è il nuovo presidente della Repubblica lettone

Qui il profilo del nuovo capo dello stato lettone.

17.15 – L’attuale ministro della difesa Raimonds Vējonis è stato eletto presidente della Repubblca lettone con 55 voti su 100 alla quinta votazione della giornata dalla Saeima. E’ il nono presidente della Repubblica della storia della Lettonia indipendente.

16.00 – Nacionāla apvienība ha deciso di votare contro Vējonis nell’ultima votazione di questo primo turno delle elezioni presidenziali, per poter ripresentare la candidatura di Levits nel secondo turno. A questo punto sembra difficile che nell’ultima votazione che sta per iniziare alla Saeima Vējonis possa ottenere i 51 voti necessari per l’elezione a presidente.

Quarta votazione: nessun candidato eletto. Levits eliminato

14.50 – Anche la quarta votazione senza esito: Vējonis 46 voti, Levits 26. A Vējonis sono mancati cinque voti per ottenere l’elezione alla presidenza della repubblica. Dopo una interruzione dei lavori parlamentari, si riprenderà con la quinta ed ultima votazione, con Raimonds Vējonis che rimarrà l’unico candidato in lizza. I cento deputati voteranno dunque solo sul suo nome.
Decisiva a questo punto sarà la scelta di NA, che ha visto uscire di scena il proprio candidato Levits. Se anche solo una parte del gruppo parlamentare dei nazionalisti lettoni deciderà di votare per il candidato di ZZS, Vējonis potrà ottenere i voti necessari per l’elezione.

Terza votazione: nessun candidato eletto. Dolgopolovs eliminato.

13.10 – Nella terza votazione nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta: Vējonis 35, Levits 26, Dolgopolovs 23 voti. Con questi risultati Dolgopolovs viene eliminato dalla prossima votazione, in cui resteranno in lizza Vējonis e Levits. Sia Dolgopolovs che Bondars, i due candidati già eliminati dalla corsa, si sono detti pronti a ricandidarsi nel caso sia necessario svolgere un secondo turno di votazioni.

12.40 – Anche nella terza votazione difficilmente uno dei tre candidati rimasti potrà ottenere la maggioranza assoluta dei voti. Ma sarà molto interessante vedere chi fra Levits e Dolgopolovs resterà in corsa, insieme a Vējonis, che finora è il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti sia alla prima che alla seconda votazione. Levits dovrebbe essere favorito, sia perché ha avuto un voto in più di Dolgopolovs nella seconda votazione, sia perché dei due è il candidato maggiormente in grado di intercettare eventuali voti dei partiti rimasti senza candidati propri.

La seconda votazione: nessun candidato eletto. Bondars eliminato dalla prossima votazione

12.00 – I risultati del secondo scrutinio: Vējonis 35; Levits 25; Dolgopolovs 24; Bondars 7. Nessuno dei candidati ha ottenuto la maggioranza assoluta. Bondars non potrà partecipare alla prossima votazione, in quanto ultimo fra i candidati. Il risultato rispecchia sostanzialmente quello del primo scrutinio. Nel prossimo turno di votazioni, LRA non avrà più il proprio candidato (Bondars), ma finora i deputati di LRA hanno dichiarato di non voler sostenere altri candidati.

La prima votazione: nessun candidato eletto a maggioranza assoluta

11.00 – I risultati del primo scrutinio: Bondars 7; Levits 24; Vējonis 34; Dolgopolovs 23 voti. Nessuno dei candidati ha ottenuto la maggioranza assoluta di 51 voti. Si procederà quindi più tardi ad una seconda votazione. Il risultato dello scrutinio non si discosta dalle attese della vigilia. Su Vējonis sono confluiti compatti i voti di ZZS e di una buona parte dei deputati di Vienotība, Levits ha ottenuto i voti di NA e di una minoranza di Vienotība, mentre Dolgopolovs e Bondars hanno i voti dei propri gruppi parlamentari. I deputati di NSL si sono astenuti.

10.45 – La leader di Vienotība Solvita Āboltiņa ha affermato che se nel primo turno di votazioni nessun candidato sarà eletto, nel secondo turno fra due settimane il partito potrebbe presentare la candidatura di Sandra Kalniete o di Artis Pabriks, entrambi attualmente eurodeputati.

9.50 – Dopo il dibattito iniziale alla Saeima sono iniziate le operazioni per la prima votazione per eleggere il nuovo presidente. Le procedure di voto, che è segreto, dureranno circa un’ora e mezzo.

8.35 – Alle 9.30 di fronte alla sede del parlamento lettone è previsto un sit-in organizzato dalla “Jāņa Čakstes biedrība” per sostenere la candidatura di Egils Levits.

8.20 – Nei giorni scorsi sul portale Mansprezidents.lv i cittadini lettoni hanno potuto votare per il proprio presidente preferito, in una simulazione di elezione popolare del capo dellos stato che in Lettonia è richiesta da una buona fetta di elettori.

Il voto online ha visto prevalere il candidato di LRA Martiņš Bondars con 5623 voti, seguito da Egils Levits con 3943 voti. Dietro di loro Vaira Vīķe-Freiberga, l’ex presidente lettone molto amata nel paese, ha avuto 3578 voti anche se non è candidata nel primo turno di votazioni. Così come non è candidata Sandra Kalniete, l’eurodeputata che ha ottenuto 913 voti online. Molto indietro gli altri due candidati: Vējonis ha conseguito 79 voti, Dolgopolovs 53.

*  *  *  *  *

Non esiste un candidato che alla vigilia di queste elezioni possa contare sulla maggioranza di 51 voti necessaria per essere eletto. Seguiremo lo svolgersi delle votazioni durante la giornata. Nella prima e seconda votazione, con tutti e quattro i candidati in lizza nessuno dovrebbe ottenere la maggioranza assoluta dei voti. Dalla seconda votazione inizierà l’eliminazione del candidato che ha preso meno voti, fino a restare con un unico candidato in lizza. Ma anche in questo caso quel candidato dovrà ottenere almeno 51 voti per diventare presidente.

Come voteranno i partiti

Saskaņa (24 deputati) – Il partito russofono ha candidato Sergejs Dolgopolovs e i suoi 24 voti dovrebbero convergere sul proprio candidato, almeno nelle prime due votazioni. Se Dolgopolovs dovesse uscire dalla competizione, Saskaņa ha annunciato che nelle votazioni successive non sosterrà nessuno degli altri candidati rimasti.

Vienotība (23 voti) – Il partito della premier Straujuma non ha presentato un proprio candidato. La maggior parte dei suoi deputati, circa una quindicina, dovrebbe sostenere Vējonis, il candidato di ZZS, mentre una minoranza, sette o otto deputati, dovrebbe sostenere Levits, il candidato di NA.

ZZS (21 deputati) – Il candidato di ZZS Raimonds Vējonis sembra quello maggiormente in grado di conquistare la maggioranza assoluta, ma la sua corsa al Castello di Riga non appare semplice. Dovrebbe poter contare su tutti i 21 voti dei deputati del partito dei verdi e contadini, che lo sosterranno in questo primo turno di votazioni, ma il partito non si è speso particolarmente in queste settimane per rafforzare la sua candidature. Una parte dei deputati, specie quelli più legati al sindaco di Ventspils Lembergs, potrebbero puntare ad un secondo turno di votazioni, con un altro candidato più gradito.

Nacionāla Apvienība (17 deputati) – Voteranno compatti per il loro candidato, Egils Levits. Ma nel caso Levits nel corso delle votazioni venga eliminato dalla corsa, potrebbero risultare decivisi per l’elezione di Vējonis, nel caso decidessero di far convergere i propri voti sul candidato di ZZS, anche se in molti deputati hanno già detto di avere difficoltà nel votare per Vējonis.

Latvijas Reģionu Apvienība (8 deputati) – Gli otto voti di LRA andranno al loro candidato Mārtiņš Bondars, che però dei quattro candidati è quello maggiormente indiziato ad essere eliminato dopo il secondo turno di votazioni. Nella terza votazione i candidati di LRA avranno libertà di azione, ma hanno annunciato di non voler votare per altri candidati.

No sirds Latvijai (7 deputati) – NSL non ha presentato candidati e i sette voti del gruppo potrebbero essere decisivi per l’elezione del presidente. I vertici di NSL hanno dichiarato che nel primo turno non appoggeranno nessuno dei quattro candidati.

I profili dei quattro candidati

Martiņš BondarsMārtiņš Bondars (LRA) – E’ stato il primo candidato ufficiale alle elezioni presidenziali. E’ il leader di Latvijas Reģionu Apvienība, partito nato di recente e che ha conquistato otto seggi nelle elezioni dello scorso anno. Ha 44 anni, il candidato più giovane del lotto, ma può vantare già un’esperienza nel Castello di Riga (sede della presidenza), come direttore della cancelleria durante la presidenza di Vaira Vīķe-Freiberga. Economista, ha studiato anche alla Lakeland College negli Usa, è stato anche presidente di Krājbanka.
In vari sondaggi e votazioni aperte a tutti su internet ha registrato un buon successo, ma nella Saeima dei quattro candidati è quello che può contare sul minor numero di voti iniziali, gli otto del suo partito. E’ il primo candidato che potrebbe venire eliminato dalla seconda votazione.

Sergejs DolgopolovsSergejs Dolgopolovs (“Saskaņa”) –  Il candidato del partito russofono Saskaņa (74 anni) è un politico di lungo corso in Lettonia. Parlamentare da quattro legislature, è stato anche deputato del consiglio comunale di Riga.
Recentemente in un’intervista ha dichiarato di “non sapere se la Crimea deve far parte della Russia o dell’Ucraina”, e che in ogni caso “non si può considerare la Russia un paese aggressore”. Anni addietro suscitò polemiche quando affermò ai media di conoscere a memoria solo la prima strofa dell’inno lettone. Come punto principale del suo programma presidenziale, ha posto la necessità di una maggiore integrazione della comunità russofona in Lettonia. Dovrebbe contare solo sui 24 voti del suo partito, che lo ha scelto come candidatura di bandiera. Ma molti osservatori ritengono che il vero obiettivo di Saskaņa sia usare i propri voti per eleggere un presidente di proprio gradimento, magari con l’appoggio di ZZS, secondo lo scenario verificatosi quattro anni fa per l’elezione di Andris Bērziņš.

Raimonds VējonisRaimonds Vējonis (ZZS) – L’attuale ministro della difesa è il candidato con maggiori possibilità di essere eletto. Il suo partito ZZS lo ha candidato al termine di un lungo dibattito interno. E’ uno dei ministri più popolari del governo guidato da Laimdota Strajuma, ma non si sono dissipati i dubbi sul reale sostegno a questa candidatura da parte degli stessi deputati di ZZS. Vējonis non sarebbe stato infatti il candidato preferito da uno dei grandi notabili del partito, il sindaco di Ventspils Lembergs. Per questo alcuni hanno ipotizzato che la candidatura di Vējonis possa essere uno stratagemma per nascondere un secondo candidato più gradito all’oligarca di Ventspils e che potrebbe ottenere il sostegno dei filorussi di Saskaņa. Lo stesso Vējonis ha già affermato di non essere intenzionato a ricandidarsi per il secondo turno, se nel primo non riuscirà ad essere eletto. Fra gli eventuali candidati per il secondo turno di ZZS si fa il nome di Uldis Sesks, l’attuale sindaco di Liepāja.
Oltre ai voti di ZZS, 21, Vējonis dovrebbe contare su una buona parte dei voti dei deputati di Vienotība, che non ha schierato un proprio candidato. Circa due terzi dei deputati di Vienotība, che sono 23 in totale, hanno promesso il loro voto a sostegno dell’attuale ministro della difesa.

Egils LevitsEgils Levits (indipendente) – E’ l’unico candidato non parlamentare e non membro di un partito. E’ stato candidato da Nacionāla apvienība, il partito nazionalista lettone. E’ un giurista e politologo di fama, ha scritto il preambolo alla costituzione lettone che alcuni mesi fa è stato approvato dalla Saeima. Levits (60 anni) attualmente è il presidente della Commissione Costituzionale di giustizia, ma è stato anche ministro della giustizia e giudice della Corte Europea dei diritti dell’uomo.
Può contare nei voti di NA, 17, e della minoranza dei deputati di Vienotība, fra i sette e i nove. Per questo potrebbe essere lui il candidato che resterà al ballottaggio con Vējonis se nessun candidato otterrà nelle prime tre votazioni la maggioranza assoluta.
Ha ricevuto in queste settimane l’appoggio di molti intellettuali ed esponenti della società civile lettone, dalla poetessa Liāna Langa a  Dainis Īvāns, il primo presidente del Fronte di liberazione nazionale e fra i principali ispiratori del movimento di liberazione dall’Urss.

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