Cambia la legge sull’istruzione in Lettonia: a scuola si insegneranno i valori della famiglia

Educazione “morale” e niente materiale didattico che contrasti coi valori della famiglia tradizionale. Filorussi e nazionalisti lettoni insieme votano sì. Ma non mancano polemiche e proteste nella società civile.


Un nuovo sistema legislativo per la scuola lettone, che aumenta l’attenzione verso l’educazione “morale” dei giovani ed in particolare verso i valori della famiglia, è stato approvato in seconda lettura dalla Saeima, con il concorso dei voti sia dei partiti di governo che dell’opposizione da parte dei russofoni di Saskaņa. Una parte degli emendamenti alla legge sono stati presentati proprio dalla deputata di Saskaņa Jūlija Stepaņenko.

Gli emendamenti alla legge proposti dalla Stepanenko (Saskaņa) e approvati ieri dalla Saeima stabiliscono che il sistema dell’istruzione in Lettonia preveda una “educazione morale” degli studenti, sulla base dei valori elencati dall’art. 110 della costituzione lettone. L’art. 110 della costituzione lettone fr al’altro sostiene che “Lo Stato protegge e sostiene il matrimonio – l’unione fra uomo e donna, la famiglia, e i diritti di genitori e figli.”

In sostanza gli emendamenti prevedono che venga proibito a scuola l’uso e la diffusione di materiale didattico che possa influenzare negativamente l’educazione morale e lo sviluppo intellettuale, estetico e fisico degli studenti.

Alcuni anni fa ci furono forti polemiche per la scelta di alcune scuole lettoni di usare come materiale didattico un libro in cui si parlava dell’omosessualità di due ragazzi. La legge appena approvata dalla Saeima sembra indirizzata esattamente ad evitare cose del genere.

Le modifiche alla legge hanno suscitato ovviamente forti polemiche all’interno della società civile, in particolare da parte dei movimenti e delle associazioni che si battono per l’affermazione dei diritti degli omosessuali. Fra queste la “Papardes zieds” parla esplicitamente di un attentato alla libertà degli insegnanti e degli alunni.

La ministro dell’istruzione contraria alla nuova educazione morale degli studenti.

Ma anche all’interno del governo si alzano voci contrarie alla nuova legge. Non solo quella del ministro degli esteri lettone, Edgars Rinkēvičs (Vienotība) che ha dichiarato di recente pubblicamente la propria omosessualità, ma anche quella ancora più significativa della ministro dell’istruzione Mārīte Seile.

La modifica di legge in parlamento ha ricevuto il sostegno del partito di governo Visu Latvijai!, dei russofoni di Saskaņa (partito che si definisce socialdemocrativo) e di Latvijas Reģionu apvienība. Contraria invece proprio Vienotība, il partito della premier Straujuma. Ilze Viņķele ha accusato Saskaņa e Visu Latvijai! dai loro opposti estremi di essere uniti da una visione censoria e moralistica tipica dell’epoca sovietica.

A favore della modifica alla legge sull’istruzione si sono espressi da tempo i vertici della varie chiese lettoni. In una lettera aperta ai deputati l’arcivescovo cattolico Zbigņevs Stankevičs, l’arcivescovo luterano Jānis Vanags, il metropolita ortodosso Aleksandrs e il vescovo battista Pēteris Sproģis, hanno chiesto apertamente l’approvazione delle modifiche proposte dalla Stepanenko.

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