‘Cosa fare se scoppia la guerra’. Lettonia e Lituania pensano a un vademecum

Se aprite l’homepage di Diena oggi, c’è un articolo che si intitola così. Anche se il Vice-Capo dei Vigili del Fuoco lettoni dice che si tratta solo di una sorta di decalogo per tutte le situazioni di emergenza. In Lituania hanno fatto lo stesso, comunque.

Foto: Diena.lv

Foto: Diena.lv

L’ex Comandante dei Vigili del Fuoco lettoni, Ainars Pencis, osserva dalle pagine di Diena che la Lettonia odierna non ha alcuna esperienza di guerra e quindi è difficile dire se in questa specifica eventualità le forze di sicurezza pubblica siano pronte ad affrontare l’emergenza. Qualcuno ha suggerito di chiamare i colleghi ucraini e chiedere qualche consiglio tecnico, data la loro drammatica recente esperienza.

“Si tratta di raccomandazioni alla base di ogni situazione di emergenza civile. Ma di fatto anche di fronte a un evento di guerra, metteremmo in pratica le stesse procedure che si usano in caso d’incendio, disastri chimici, alluvioni, etc” spiega Kristaps Eklons, Vice-Comandante del Valsts ugunsdzēsības un glābšanas dienesta (VUGD), una sorta di corpo che unisce quelli che in Italia sono i Vigile del Fuoco e la Protezione Civile.

Secondo il Valsts ugunsdzēsības un glābšanas dienesta in realtà affrontare le emergenze di una guerra non sarebbe così diverso, per un corpo civile quale il VUGD, dall’affrontare particolari emergenze gravi che possono succedere ogni giorno, come alluvioni, crolli o incendi di grandi dimensioni.

“E’ come per i medici – dice Pencis – dobbiamo capire di dover salvare solo chi può essere salvato, concentrare le forze in modo efficiente. Anche se quando si tratta di salvare delle persone, la cosa non è facile”.

Tuttavia, la preparazione dei corpi di sicurezza dello Stato non è tutto. La chiave per evitare danni e perdite ingenti è che tutta la popolazione abbia un minimo di preparazione. Come in un’evacuazione si fanno le prove, anche per casi estremi di pericolo, quale la guerra, bisognare sapere cosa fare ed essere preparati. A questo serve il Vademecum che in questi giorni, pare, sia in distribuzione in Lettonia.

“Sarebbe importante sapere, in caso di evacuazione, cosa portare con sè: coperte, tende, coltelli o un’ascia. Non basta saper accendere un fuoco con i fiammiferi. Ho visto gente ridere quando abbiamo detto che avere un’ascia in certe situazione può salvarti la vita. Ma sarebbe importante che le persone capissero che sapere come sopravvivere e come salvare i propri cari è fondamentale in certe situazioni di pericolo. Non sempre i Vigili del Fuoco arrivano in tempo”.

Che quando suonano le sirene sia un segnale di allarme lo sanno tutti. Ma quanti si ricorderebbero in questo caso di accedere subito la tv o la radio per sapere cosa succede e se ci sono istruzioni specifiche da seguire? Quanti sanno dove si trova il luogo di raccolta vicino alla propria casa o al proprio luogo di lavoro in caso di emergenza?

Il Vademecum contiene una lista di cose da portare con sé quando si evacua, un elenco di accorgimenti da mettere in atto nel caso in cui invece non si possa uscire dall’edificio o dalla casa in cui ci si trova – come essere muniti di sacchi di sabbia o di qualcosa con cui rivestire le finestre perché i vetri non siano la prima cosa a rompersi – e suggerisce di sigillare le finestre con panni bagnati in caso di indicente chimico, per non far entrare l’aria in casa.

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