Sandra Kalniete pronta a candidarsi per la presidenza della repubblica lettone

L’eurodeputata  ed ex ministro degli esteri è una delle personalità politiche più autorevoli e popolari in Lettonia, e anche in Europa, dove ha molti estimatori.

Sandra Kalniete. Foto F64

Sandra Kalniete. Foto F64

Sandra Kalniete, attualmente eurodeputata nelle fila di Vienotība, è pronta a candidarsi alla presidenza della repubblica lettone. La corsa vero l’elezione del nuovo capo dello stato lettone si potrebbe quindi arricchire di una candidatura molto forte ed autorevole.

Sandra Kalniete è una delle personalità politiche lettoni più stimate e popolari nel paese. Vanta una lunga esperienza politicha, prima in Lettonia, dove è stata anche ministro degli esteri dal 2002 al 2004. Ma la carriera politica di Kalniete si è successivamente svolta in Europa, dove è stata sia euro commiassaria sia eurodeputata, ruolo che ricopre ancora oggi.

La sua fama in Europa oltre che per la sua attività politica, è dovuta anche allo splendido libro “Scarpette da ballo nelle nevi di Siberia”, in cui la Kalniete ha raccontato la storia della sua famiglia, deportata in Siberia nel 1941 all’inizio dell’occupazione sovietica della Lettonia. La stessa Kalniete è nata nella regione di Tomsk, in Siberia, durante la deportazione della sua famiglia, ed è arrivata in Lettonia per la prima volta a cinque anni, nel 1957.

Come abbiamo scritto su Baltica alcuni giorni fa, anche se mancano ancora dei mesi all’elezione del nuovo presidente, con il mandato di Andris Bērziņš che scade a giugno, nella scena politica lettone si affacciano già le trattative e le manovre per la scelta del prossimo presidente. Al momento l’unica candidatura ufficiale è quella di Mārtiņš Bondars, avanzata dal suo partito Latvijas Reģionu apvienība. L’attuale capo dello stato  Bērziņš non ha ancora sciolto la riserva sulla decisione di ricardidarsi alla carica. L’elezione del capo dello stato in Lettonia avviene in parlamento.

Ma intanto la mossa della Kalniete sembra rompere gli indugi e mettere in corsa una candidata molto autorevole. L’eurodeputata in un’intervista a Rietumu Radio ha affermato di essere pronta a candidarsi alle elezioni presidenziali, che si terranno in parlamento la prossima estate.
“Sarei pronta a candidarmi a questo ruolo – ha detto la Kalniete – poiché oggi a differenza del 2006 (quando si svolsero le elezioni era stata candidata ndr), ho maggiore esperienza. A quell’epoca avevo esperienza nel settore diplomatico, ma adesso dopo i tanti anni di lavoro a Bruxelles, ho maggiore capacità ed esperienze nell’ambito della politica interna lettone e della politica europea”.

Difficile però è prevedere cosa succederà da qui alle elezioni presidenziali, che si terranno in parlamento a giugno. Spesso il presidente eletto esce dalle trattative dell’ultim’ora compiute dai vari partiti, e a volte si tratta di una sorpresa, come avvenuto anche nelle ultime due elezioni di Zatlers e Bērziņš.

Al momento non esiste nessun candidato, anche non ufficiale, che possa sostenere di avere l’appoggio di più di un partito all’interno del parlamento.
Finora i tentativi di Visu Latvijai!, il partito nazionalista lettone, di modificare la legge sull’elezione presidenziale, per rendere il voto palese e non a scrutinio segreto, non hanno avuto successo. E’ probabile dunque che il prossimo presidente lettone sarà eletto, come avvenuto finora, a scrutinio segreto e questo rende ancora più difficile prevedere i comportamenti dei partiti e dei singoli deputati.

La candidatura della Kalniete dovrebbe avere l’appoggio di Vienotība, il partito dell’attuale eurodeputata, ma la coalizione di maggioranza, che sostiene il governo Straujuma, al momento non ha raggiunto una posizione comune sull’elezione del capo dello stato.
ZZS nel caso di una ricandidatura di Bērziņš appoggerebbe sicuramente l’attuale presidente della repubblica, che proviente da quel partito, mentre Visu Latvijai! sembrerebbe orientato a candidare il costituzionalista Egils Levits.

E’ possibile che il prossimo capo dello stato venga eletto, sullo schema della precedente elezione, da una maggioranza molto diversa da quella che sostiene il governo: quattro anni fa ZZS che era al governo e il partito russofono Saskaņa, all’opposizione, misero insieme i voti necessari all’elezione di Andris Bērziņš.

Lo stesso schema potrebbe essere replicato nella prossima elezione, con ZZS, Saskaņa e anche No Sirds Latvijai, che potrebbero trovare un accordo per eleggere un candidato comune, o l’attuale capo dello stato Bērziņš, o magare la leader di NSL, Inguna Sudraba: una presidente che sarebbe molto gradita al Cremlino.

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