L’Expo di Milano rischia di incrinare i rapporti fra Italia e Lettonia

Tensione fra l’ambasciata italiana e il ministero dell’economia lettone, per la possibile rinuncia alla partecipazione. La premier Straujuma afferma che sarebbe spiacevole non mantenere la presenza lettone. 

Il profilo di Instagram "latviaexpo2015"

Il profilo di Instagram “latviaexpo2015

 

Aggiornamento: La Lettonia non parteciperà all’Expo 2015 di Milano

Com’era prevedibile, la decisione del governo lettone di rinunciare alla costruzione del padiglione già in progetto per l’Expo 2015 di Milano e i dubbi sulla partecipazione stessa della Lettonia alla mostra universale, stanno mettendo a dura prova anche le relazioni fra Italia e Lettonia.

In questi giorni la stampa lettone si sta occupando molto della questione e soprattutto dei costi che già sono stati sostenuti dallo stato per le attività di marketing e pubblicità sulla partecipazione lettone all’Expo, e su alcuni progetti, come quello relativo ad Instagram, con costi sproporzionati. Per questo nell’opinione pubblica si sta diffondendo sempre di più l’idea che il carrozzone dell’Expo possa trascinare anche la Lettonia in un dissennato vortice di spesa pubblica e di costi gonfiati, e senza una grande utilità pratica per il paese baltico.

Come abbiamo scritto già su Baltica, è soprattutto il ministro dell’economia Dana Reizniece-Ozola ad opporsi alla partecipazione della Lettonia all’Expo. Lo scorso dicembre ha spinto il governo a cancellare il progetto di costruzione del padiglione lettone, una grande quercia in legno che avrebbe ospitato gli stand del paese baltico. E adesso sta cercando di convincere la premier Straujuma e gli altri ministri a rinunciare del tutto alla partecipazione della Lettonia ad Expo 2015.

La forte tensione fra ambasciata italiana e ministero dell’economia lettone

L’ambasciatore italiano a Riga, Giovanni Polizzi, lo scorso 15 gennaio è stato ricevuto al ministero dell’economia, dove ha espresso il grande rammarico dell’Italia per l’eventuale rifiuto della Lettonia di partecipare all’Expo 2015, specie in un periodo in cui la Lettonia ha assunto la presidenza del semestre europeo.

Della visita dell’ambasciatore Polizzi al ministero dell’economia ha dato notizia poi Diena, all’interno di una sua inchiesta sui costi della Lettonia per l’Expo, scrivendo che fonti non ufficiali del ministero avrebbero riferito di un colloquio “per niente diplomatico” fra l’ambasciatore e il sottosegretario all’economia. Sempre secondo questa fonte non ufficiale, Diena ha scritto che l’ambasciatore italiano avrebbe minacciato consequenze spiacevoli per la futura carriera politica della ministro dell’economia, Dana Reizniece-Ozola.

Dopo l’articolo di Diena è arrivata la secca smentita dell’ambasciatore italiano, che pur ribadendo il forte rammarico dell’Italia per la possibile rinuncia della Lettonia all’Expo 2015, ha escluso categoricamente di aver mai pronunciato qualsiasi avvertimento o commento sulla futura carriera politica della ministro.

Presto la decisione finale del governo sulla partecipazione all’Expo di Milano.

Intanto il governo lettone si appresta proprio in queste ore a decidere sulle sorti della partecipazione della Lettonia all’Expo 2015. Dopo aver discusso della questione già nel consiglio dei ministri di venerdì scorso, presto ci sarà la riunione in cui verrà presa la decisione definitiva.

La premier Laimdota Straujuma (Vienotība) ha già più volte espresso la sua contrarietà ad una rinuncia totale alla partecipazione lettone, sia per i rapporti con l’Italia, sia per il fatto che la Lettonia ha in questi mesi assunto la presidenza del semestre europeo. C’è poi la questione relativa al Lussemburgo: la Lettonia aveva promesso di ospitare gli stand del Lussemburgo nel proprio padiglione.

Insomma, la Lettonia rinunciando del tutto alla sua presenza all’Expo, dovrebbe ritirare la parola data a diversi paesi ed istituzioni europee.
Nel consiglio dei ministri di domani si valuteranno progetti alternativi, di minor costo e di minor impatto infrastrutturale, per allestire gli stand lettoni all’Expo. Fra le ipotesi c’è quella di un progetto “digitale”.

All’interno del governo se Vienotība appare il partito più favorevole ad una partecipazione, seppur con spese limitate, gli altri due partiti della coalizione hanno molti più dubbi.

In particolare si oppone ZZS, il partito dei verdi e agricoltori, di cui fa parte la stessa ministra dell’economia Reizniece-Ozola.
Uno dei leader di ZZS,  Uldis Augulis, ha affermato che “è l’ora di finirla con questa buffonata della partecipazione all’Expo, e bisogna decidere di cancellare la presenza lettone, visti i costi legati a questa partecipazione”, che secondo Augulis rappresenta solo uno spreco di denaro pubblico.

Per Imants Parādnieks (Visu Latvijai!) sottolinea che il governo lettone ha finora fatto la sua parte, destinando  una somma rilevante per la partecipazione lettone all’Expo, 5,6 milioni di euro, e con questo denaro si può certamente predisporre un progetto valido per l’Expo di Milano. Ma nello stesso tempo partecipare all’Expo e spendere denaro senza un vero senso, e senza convinzione, sarebbe assurdo.

 

 

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