Il crollo del rublo e la crisi russa: quali effetti sull’economia lettone?

Il grande e temuto vicino vive una grave crisi finanziaria, ma le conseguenze negative si sentiranno anche sulle economie dei paesi baltici, per esportazioni e turismo.

Foto Ria Novosti/Scanpix
Il rublo in picchiata, per il crollo del prezzo del petrolio ma anche per le debolezze strutturali dell’economia russa, colpita fortemente anche dall’embargo internazionale dovuto alla crisi con l’Ucraina. L’orso russo sembra ferito, ma per i lettoni e i paesi baltici non c’è molto da gioire. Gli effetti negativi della crisi del rublo si fanno sentire anche nelle economie dei tre stati baltici.

“Chiaro che l’influenza delle esportazioni della Lettonia verso la Russia, con il crollo del rublo, sarà molto negativa – ben più di quanto lo è stato l’embargo del Cremlino verso le importazioni dall’Europa dello scorso agosto”. Lo afferma l’economista della Banca di Lettonia Andris Stradzs, in un’intervista rilasciata al portale lettone Delfi.lv.

Per Stradzs la discesa del rublo, che solo nella giornata di martedì ha perso un terzo del proprio valore nei confronti di dollaro ed euro, non è destinata a fermarsi presto.
“Nel 1998 a tempi della grave crisi finanziaria russa, il rublo ha perso più di due terzi del suo valore nei confronti del dollaro. Se si prende questo precedente come riferimento – sostiene Stradzs – l’attuale corso del rublo potrebbe non essere il punto minimo toccato dalla moneta russa in questa crisi”.

La Banca centrale russa, sostiene Stradzs, ha ancora riserve molto importanti per agire in difesa della propria moneta e per stabilizzarla, anche se quelle usate finora, pur rilevanti, non hanno in realtà sortito effetti. Anche il rialzo del tasso di sconto del rublo, dal 10% al 17% deciso d’urgenza lunedì notte, non ha impedito il crollo del giorno successivo.

La Lettonia si attende che l’impatto sulle proprie esportazioni  verso la Russia, che sono ancora rilevanti nonostante la crisi internazionale e il raffreddamento dei rapporti commerciali fra Cremlino ed Europa, sia piuttosto forte, ben più pesante dell’embargo di questa estate attuato dalla Russia, che ha messo in grande difficoltà i produttori baltici di latte, carne e altri alimenti, che hanno nella Russia uno dei principali mercati d’esportazione.

Ma ci sono anche dei vantaggi, che potrebbero arrivare dal fronte opposto, quello delle esportazioni russe verso la Lettonia e i paesi baltici, sanzioni permettendo.

“Nello stesso tempo – prosegue Stradzs – l’impatto sul settore del transito delle merci russe in Lettonia sarà positivo. La Russia cercherà di esportare quanto più possibile all’estero, per favorire l’ingresso di valuta straniera. Ma la caduta del rublo e la sua influenza negativa sulle esportazioni deve indurre la Lettonia ad essere molto prudente sulle stime della sua crescita economia nel 2015 (prevista dal governo al 2,8% per il prossimo anno ndr.). Ovviamente la caduta del prezzo del carburante nel breve periodo produce effetti positivi,  ma all’inizio del prossimo anno gli effetti negativi del crollo del rublo sulle esportazioni verso la Russia saranno un fattore più negativo rispetto agli effetti positivi del risparmio sul carburante.”

Nel complesso, sostiene l’analista della Banca centrale lettone, gli avvenimenti di queste ore in Russia dimostrano che la svalutazione di una moneta non è mai una medicina, ma semmai un veleno che minaccia l’economia stessa di un paese e la vita dei propri cittadini, portando il caos in uno stato ed effetti negativi a livello internazionale.

E’ positivo il fatto, sostiene Stradzs, che in Lettonia la svalutazione della moneta, grazie all’ingresso nell’eurozona, è un evento che è scomparso dall’orizzonte.

Anche per Lija Strašuna, economista di Swedbank, la caduta del rublo avrà un impatto molto negativo sulle esportazioni di merci e di servizi della Lettonia verso la Russia.

“Attualmente il corso del rublo – sostiene la Strašuna – è caduto del 45% rispetto ad un anno fa nei confronti dell’euro, e della metà nei confronti del dollaro. Dopo la reazione della Banca centrale russa che ha alzato i tassi di interesse fino al 17% c’è stata una breve reazione, poi svanita. Allo stesso tempo però la mossa della Banca centrale russa ha alzato il costo del denaro, che produrrà una forte diminuzione negli investimenti, fino ad una frenata dello sviluppo economico. Questo comporterà di sicuro un’arresto delle importazioni russe, anche a causa della caduta della domanda interna.”

Le esportazioni lettoni verso la Russia sono diminuite dell’1,4% negli ultimi dieci mesi, ma il calo sarà ancora più sensibile nel prossimo futuro. In particolare, secondo l’economista di DNB Banka Pēteris Strautiņš il primo impatto della crisi russa potrebbe toccare l’autotrasporto.
Ma oltre a merci e servizi, anche il turismo russo in Lettonia e nei paesi baltici sarà influenzato dalla caduta del rublo. Per i turisti russi diventerà infatti sempre più caro un soggiorno nei paesi dell’eurozona. E i paesi baltici sono da sempre una delle mete privilegiate del turismo russo.

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