La UE stanzia 28 milioni di euro per i produttori di latte dei paesi baltici, colpiti dall’embargo russo

14 milioni all’Estonia, 7 alla Lettonia e 6 alla Lituania. Ma il precedente commissario all’agricoltura aveva promesso risorse molto più estese, per aiutare le aziende baltiche che non possono più esportare in Russia.

La Commissione Europea ha deciso di stanziare 28 milioni di euro ai produttori di latte di Lettonia, Lituania ed Estonia per le perdite subite da questo settore nei paesi baltici in questi ultimi mesi a causa dell’inasprirsi della tensione in Ucraina e dopo il boicottaggio deciso dal Cremlino sul latte e i prodotti caseari provenienti dall’Europa.

Lo stanziamento maggiore è destinato alla Lituania, con 14 milioni di euro, seguita dalla Lettonia con 7,7 milioni di euro, ed Estonia con 6,9 milioni. I finanziamenti sono stati assegnati sulla base delle quote latte stabilite nel periodo 2013 – 2014.

Come ha sottolineato il Commissario per l’agricoltura e lo sviluppo agricolo Phil Hogas, Bruxelles ha preso questa decisione, consapevole del forte impatto che l’embargo russo ha inflitto al settore nei tre paesi baltici.
“Abbiamo riconosciuto la gravità della situazione che si è venuta a creare dopo il blocco delle importazioni adottato dalla Russia, e il conseguente crollo del prezzo del latte, che ha portato ad una grave crisi nel settore della produzione del latte in Lituania, Lettonia ed Estonia. Per questo motivo la UE ha deciso di aiutare le aziende dei tre paesi baltici, sostenendo i produttori, che in questo momento si trovano in gravi difficoltà economiche e di liquidità” ha affermato Hogan.

Il ministro dell’agricoltura lettone Jānis Dūklavs (ZZS), in un’intervista a LTV,  non ha però nascosto l’insoddisfazione del governo lettone. Il Commissario precedente, Dacian Cioloş, aveva promesso finanziamenti molto più consistenti: per la Lettonia dovevano essere stanziati 20 milioni. Quindi, nonostante lo stanziamento deciso dalla UE, i produttori lettoni potranno accedere a risorse ben minori rispetto a quelle che si attendevano.

“Lo stanziamento di 7,7 milioni sarebbe adeguato se fosse quello relativo alle perdite di un mese o due, non complessivamente” sostiene il presidente del parlamento degli agricoltori (Zemnieku saeima) Juris Lazdiņš, che non nasconde la sua delusione. Lazdiņš ha anche affermato che i produttori lettoni per il momento, nonostante lo stanziamento deciso da Bruxelles, per ora mantengono il loro proposito di unirsi ai produttori di latte finlandese e degli altri paesi baltici per una dimostrazione di protesta in programma a dicembre di fronte al parlamento europeo.
Anche le cooperative agricole lettoni si dichiarano insoddisfatte dello stanziamento deciso dalla UE, che definiscono una somma simbolica, che non può in nessun modo coprire le perdite del settore nei paesi baltici.

Nel frattempo il governo lettone ha già stanziato ad inizio novembre un finanziamento pari a quasi 8 milioni di euro, per le aziende del settore lattiero-caseario, e per la conservazione del patrimonio zootecnico, ed altri sei milioni di euro per altri tipi di allevamento.

La Russia ha adottato, dallo scorso agosto in risposta alle sanzioni di Europa e Stati Uniti, la decisione di sospendere l’importazione di carni bovine, suine, frutta, verdura, pollame, pesce, formaggi, latte e prodotti lattiero-caseari provenienti dai paesi della UE.

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