Ci sono troppi partiti politici in Lettonia?

Secondo il presidente lettone Andris Bērziņš sì. Per questo ha presentato una proposta di legge per renderne più difficile la costituzione di nuovi. Oggi in Lettonia ci sono 75 partiti e movimenti politici, solo sei rappresentati in parlamento


E’ troppo facile costituire un partito in Lettonia? Secondo il presidente della repubblica lettone Andris Bērziņš sì. Il capo dello stato ha infatti presentato un’iniziativa di legge al parlamento per alzare i requisiti per la costituzione di un partito politico in Lettonia.

La proposta del capo dello stato è quella di aumentare a 500 il numero dei membri iniziali di un partito, mentre attualmente la quota prevista è di 200.
Altra modifica sarebbe quella di consentire la formazione di un partito solo entro termini temporali definiti prima di una scadenza elettorale (per esempio un anno), per non permettere la formazione di partiti politici a ridosso delle elezioni.

La proposta di legge è stata avanzata proprio adesso, all’indomani delle elezioni politiche che hanno rinnovato il parlamento, proprio perché siamo ad inizio legislatura, con le prossime elezioni politiche lontane altri quattro anni.

In Lettonia attualmente sono registrati 75 partiti e movimenti politici, ma di questi solo 13 si sono presentati alle elezioni, e solo 6 sono riusciti ad entrare in parlamento, superando la soglia di sbarramento del 5%.

Di questi sei partiti due sono di recente formazione, Latvijas Reģionu apvienība e “No sirds Latvijai“, costituitisi entrambi solo quest’anno.

Non tutti i partiti hanno accolto positivamente questa iniziativa del presidente lettone. Ad esempio Andrejs Elksniņš  di Saskaņa ha affermato che questa proposta di legge ha in realtà l’obiettivo di mantenere lo status quo nel panorama politico attuale.

Lolita Čigāne di Vienotība sottolinea che in Estonia servono 1000 iscrizioni per fondare un partito, ma ad esempio in Francia basta una sola persona.
Ringolds Balodis di NSL sostiene invece che l’esempio estone da seguire potrebbe essere quello di permettere la presentazione di un partito al voto per due elezioni consecutive, e nel caso non riesca ad entrare in parlamento sospendere la sua attività politica. In realtà un sistema che taglierebbe la stragrande maggioranza dei partiti e movimenti politici in Lettonia.

La storia recente dei partiti politici in Lettonia.

In Lettonia il partito più vecchio storicamente ancora esistente è il Latvijas Sociāldemokrātiskā Strādnieku partija, il partito socialdemocratico dei lavoratori, che è stato fondato nel 1904. Il LSDSP dai tempi della seconda indipendenza nel 1991 è riuscito ad entrare solo una volta in parlamento.

La storia politica della Lettonia in questi ventitré anni di indipendenza dimostra in realtà che i partiti politici in questo paese hanno una vita spesso breve e tormentata. I partiti nascono e scompaiono spesso come meteore, o cambiano nome e pelle in più occasioni.

Ad esempio nessun partito di quelli presenti nel primo parlamento della Lettonia indipendente uscito dalle elezioni del 1993 è ancora presente nella vita politica del paese, almeno in maniera autonoma. Solo due di questi partiti eletti in quel parlamento sono rimasti in vita anche se confluendo in altri partiti o federazioni di partito: Latvijas Zemnieku savienība in ZZS, Tēvzemei un Brīvībai insieme a Visu Latvijai! ha formato l’Associazione nazionale.

Ma sono molti gli esempi anche di partiti che hanno avuto un ruolo rilevante e la guida del paese e che oggi sono scomparsi, come Tautas partija, Latvijas CeļšJaunais laiks (oggi fuso in Vienotība insieme a Pilsoniskā savienība e Sabiedrība citai politikai), fino all’esempio più recente, quello di Reformu Partija.

Il caso esemplare di Reformu partija

Reformu partija è stato fondato dall’ex presidente Valdis Zatlers dopo la sua decisione di sciogliere la 10. Saeima. Reformu partija (che all’inizio si chiamava Zatlera Reformu partija) era nato sull’onda della lotta alla corruzione in Lettonia. Ebbe un grande successo alle elezioni del 2011, pochissimi mesi dopo la sua nascita, quando ottenne il 20% dei voti e 22 seggi parlamentari, che gli permisero di entrare nella coalizione di governo.

Ma pochissimi mesi dopo i sondaggi già davano Reformu partija in picchiata, ben sotto la soglia del 5%. Dopo due anni di vita, il partito si è praticamente sciolto. I suoi deputati e ministri più importanti sono confluiti in Vienotība, dove hanno ancora adesso un peso e un prestigio importante, ma il loro partito non è sopravvissuto. Un’altra meteora nel mondo politico lettone, probabilmente non l’ultima.

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