Il governo lettone cerca risorse per smantellare il reattore nucleare di Salaspils

I soldi della UE ci sarebbero ma solo nel prossimo programma di finanziamenti fra due anni. Il progetto dell’Università di Lettonia prevede la conversione a fini di ricerca medica

Il reattore nucleare di Salaspils

Il reattore nucleare di Salaspils

La Lettonia sta cercando finanziamenti per avviare lo smantellamento del reattore nucleare di Salaspils. Il reattore nucleare di Salaspils, entrato in funzione nel 1961, è stato il primo reattore nucleare per funzioni civili costruito nei paesi baltici durante il periodo sovietico, ed è rimasto in funzione fino al 1998.

Già da molti anni si parla dell’avvio delle operazioni di smantellamento, che ovviamente prevedono anche la risoluzione di importanti problemi di sicurezza e di smaltimento delle scorie nucleari ancora presenti nell’edificio.

E’ già prevista da tempo la possibilità di accedere a finanziamenti della UE per lo smantellamento del reattore nucleare, ma il governo lettone ha ritardato la richiesta di tali finanziamenti nel 2013 e adesso i tempi sono slittati. Si dovrebbe attendere il prossimo programma di finanziamenti, ma questo significherebbe ritardare di altri due anni l’inizio dei lavori.
Troppo tempo, secondo il governo lettone, che dunque si è messo al lavoro per trovare risorse anche al di fuori dei finanzamenti di Bruxelles.

Molto dipenderà anche dal prossimo governo lettone, che proprio in questi giorni dovrebbe entrare in carica, e dalle posizioni che assumerà il prossimo ministro dell’ambiente, che dovrebbe essere Kaspars Gerhards.

Servono circa 5,4 milioni di euro per smantellare il reattore nucleare di Salaspils, operazione che dovrebbe durare quattro anni, sotto la guida della facoltà di scienze dell’Università di Lettonia.

Una visita di alcuni membri del governo della  Lettonia sovietica al reattore appena aperto, nel 1962.

Una visita di alcuni membri del governo della Lettonia sovietica al reattore appena aperto, nel 1962.

Lo smantellamento del reattore non significa la distruzione di tutto l’edificio. L’obiettivo è quello di ripulire l’area dagli oggetti, dalle scorie e dalle acque radioattive. C’è da pompare via l’acqua radioattiva dai serbatoi, creare tombe di cemento in cui ingolbare i capannoni che hanno ospitato i rifiuti radioattivi, mentre il reattore dovrebbe essere smantellato in piccole unità da inserire in appositi depositi sicuri.

Secondo gli scienziati che hanno lavorato al progetto, le misure previste daranno la massima sicurezza alla popolazione vicina (Salaspils è una cittadina a pochi chilometri da Riga) e permetteranno la custodia sicura dei rifiuti radioattivi per centinaia di anni.

Lo smantellamento del reattore prevede inoltre la conversione della struttura in un centro di ricerca e di produzione radio farmaceutica, basata sul Ciclotrone, che serve fra l’altro per la diagnosi preventiva delle patologie oncologiche.

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