La coalizione di centrodestra lettone a favore della riconferma della premier Straujuma

Nella prima riunione dei tre partiti della maggioranza, dopo le elezioni, Vienotība, ZZS e NA hanno trovato l’accordo per la guida dell’esecutivo. Si è parlato anche degli altri ministeri.

Laimdota Straujuma (Foto AFP Leta)

Laimdota Straujuma (Foto AFP Leta)

I partiti della coalizione di centro destra che ha sostenuto il governo Straujuma nell’ultima fase della passata legislatura, sono orientati alla riconferma di Laimdota Straujuma anche per la guida del nuovo esecutivo, dopo le elezioni svoltesi sabato scorso.

Il risultato elettorale ha dato nuovamente la maggioranza ai partiti dell’attuale coalizione di centro destra lettone, Vienotība, che è anche il partito della premier Straujuma, ZZS  e Nacionālā apvienība.

La prima riunione dei tre partiti della coalizione, dopo le elezioni di sabato scorso, è servita per definire una posizione comune in vista dei colloqui con il presidente della repubblica Andris Bērziņš, che inizieranno la prossima settimana.

ZZS e Nacionālā apvienība hanno deciso di sostenere la conferma di Laimdota Straujuma, proposta da Vienotība, e con questa posizione si presenteranno di fronte al capo dello stato.

Ma il negoziato fra i tre partiti della maggioranza ha prodotto anche un primo parziale accordo sulla distribuzione degli altri ministeri. A Vienotība andrebbe, oltre alla guida dell’esecutivo, anche i ministeri degli esteri e delle finanze. Nel primo dovrebbe essere riconfermato Edgars Rinkēvičs, uno dei ministri del passato governo con maggiore popolarità. Alle finanze invece bisognerà trovare il sostituto di Andris Vilks, il ministro delle finanze che ha accompagnato l’ex premier Dombrovskis in tutta l’opera di risanamento delle casse pubbliche lettoni, dopo la crisi del 2008. Vilks da tempo aveva fatto sapere di non aver intenzione di proseguire nella sua attività di governo.

A Vienotība dovrebbe andare anche il ministero della salute, un settore delicato e che probabilmente nessuno degli alleati di governo vuole. Negli ultimi mesi, dopo le dimissioni del ministro Circene, l’incarico era stato preso ad interim dalla premier.

ZZS, il partito dei verdi e agricoltori, ha avanzato la richiesta di tre ministeri, agricoltura, welfare e difesa.
Nacionālā apvienība da parte sua per il momento non ha voluto indicare ministeri che vorrebbe avere per sé: il suo leader Raivis Dzintars ha fatto sapere che i colloqui sulla formazione del governo. NA probabilmente però confermerà i suoi dicasteri dello sviluppo regionale, cultura e giustizia.

Due caselle importanti sono ancora tutte da decidere: si tratta del ministero dell’economia e di quello dei trasporti, che ha un ruolo molto importante negli equilibri “geopolitici” dei partiti e degli interessi a loro collegati.

I partiti della coalizione di centro destra non escludono di poter avviare colloqui anche con gli altri partiti minori che siederanno in parlamento, No sirds Latvijai e soprattutto Latvijas Reģionu apvienība.
ZZS e Vienotība sembrerebbero però intenzionate a mantenere la coalizione a tre partiti, mentre NA appare più propensa ad allargare la maggioranza a LRA, che ha alcuni punti del suo programma in sintonia con quelli della maggioranza.

Escluso invece un accordo con i russofoni di Saskaņa, che sono il partito maggiore in parlamento (24 seggi, uno in più di Vienotība). Le loro posizioni in politica estera, il loro legame col partito Russia Unita di Putin e il sostegno al referendum sul russo lingua ufficiale, sono elementi che impediscono ai partiti lettoni di pensare ad alleanze di governo con loro.

Un fattore importante, e che sarà certamente tenuto in considerazione, al momento della formazione del nuovo governo e della scelta dei ministri, riguarderà l’eventuale rischio che qualcuno dei prescelti possa incorrere nel divieto imposto dalla SAB, l’ente per la difesa della costituzione, di accesso ai documenti segreti dello stato, che già nel precedente esecutivo aveva colpito un paio di ministri.

Un altro incarico molto importante, sui cui i partiti della maggioranza dovranno trovare un accordo è quello che riguarda il presidente del parlamento. La bocciatura alle elezioni di Solvita Āboltiņa, che è stata speaker della Saeima per due mandati, ha aperto un vuoto che dovrà essere riempito attraverso un accordo fra i partiti. Il primo vero banco di prova per la maggioranza.

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