La Lettonia oggi alle urne per il rinnovo del parlamento

Si vota dalle 7 alle 20. Un milione e mezzo di elettori, che sceglieranno i nuovi 100 deputati della 12° Saeima. Alle 12 affluenza al 23%.

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15.55 – Buona affluenza: alle 16 ha raggiunto il 41%
File in molti seggi e buona affluenza alle urne fino ad ora. Alle 16 ha votato circa il 41% degli elettori, più o meno in linea con le precedenti politiche del 2011, che avevano visto alle 16 un’affluenza al 42%.
Come tradizione l’affluenza maggiore si registra nel distretto di Saulkrasti, dove ha votato il 66%. Ma il seggio di Saulkrasti è di solito scelto da molti non residenti, che passano al mare il sabato elettorale.
La polizia di sicurezza lettone ha ricevuto diverse segnalazioni di attività di propaganda elettorale e tentativi di compravendita di voti, in un numero maggiore rispetto alle elezioni passate.

13.10 – Schermaglie fra Vienotība e Saskaņa anche a urne aperte.
Continuano le schermaglie fra i due partiti che vengono pronosticati ai primi due posti dai sondaggi. Nils Ušakovs, sindaco di Riga e leader di Saskaņa, all’uscita dal suo seggio si è detto convinto della vittoria del suo partito ed ha affermato che il nuovo governo dovrà lavorare per avere rapporti positivi con tutti i paesi vicini alla Lettonia, Russia compresa.
Laimdota Straujuma, attuale premier e capolista di Vienotība, da parte sua ha affermato che una vittoria dei russofoni di Saskaņa metterebbe a rischio la sicurezza e l’indipendenza della Lettonia, ricordando il legame ufficiale che lega Saskaņa al partito “Russia Unita” di Putin. Straujuma sì è comunque detta a sua volta convinta della vittoria di Vienotība e della riconferma della coalizione di centro destra che attualmente guida il paese.

12.45 – Affluenza alle 12 oltre il 21%.
Alle 12 avevano votato circa 329 mila persone, il 21,16% degli aventi diritto, ma che aumentato dei trentamila voti lasciati già nei giorni scorsi ai seggi elettorali, porta l’affluenza complessiva oltre il 23%. L’affluenza maggiore per ora in Vidzeme, il bacino tradizionale dei partiti lettoni di centro destra, con il 25%, a Riga, in Kurzeme e Zemgale affluenza intorno al 24%, mentre in Latgale si ha l’affluenza minore, 21%.

11.00 – Le elezioni più calde della storia lettone
Un record questa giornata elettorale l’ha già ottenuto. Secondo il meteorologo di LTV1 Tom Bricis infatti questa è la giornata elettorale più calda della storia lettone. Coi suoi 17°, che si raggiungeranno a Riga e nell’ovest della Lettonia, supera anche le elezioni del 17 settembre 2011, quando la temperatura era di 16°. Più freddo in Vidzeme, dove non si arriva ai 10°.

L’elezione più fredda fu quella del 1998, quando a Daugavpils la temperatura giunse fino a sei gradi sotto lo zero. Era il 3 ottobre.

10.40 – Dove attenderanno i risultati finali i partiti
Sarà una lunga notte in Lettonia, in attesa di conoscere i risultati definitivi o almeno quasi delle elezioni politichie. Al contrario dell’Italia, in Lettonia i partiti non attendono i risultati nelle loro sedi, ma in genere scelgono locali pubblici o sedi diverse.
Vienotība aspetterà i risultati al ristorante “Trīs pavāri”, uno dei locali più popolari degli ultimi tempi a Riga. Saskaņa ha invece scelto la sala da concerto di Spiķeri, mentre ZZS si riunirà al ministero dell’agricoltura.
Un altro ristorante di grande prestigio quello scelto da “No sirds Latvijai” che si ritroverà da Otto Švarcs.

ore 9.00 – Il dato dell’affluenza dopo la prima ora: 3,28%
La CVK (Commissione centrale elettorale) aggiornerà durante tutta la giornata ad orari fissi i dati sull’affluenza alle urne. Il primo dato è già uscito ed è quello della prima ora di voto, che ha visto il 3,28% dei votanti recarsi alle urne, circa 50 mila elettori. Questo dato compende anche i circa 30 mila voti dati in custodia ai seggi nei giorni scorsi da elettori che oggi non potevano recarsi al voto.

L’astensionismo giocherà un ruolo importante sul risultato finale. Alle ultime elezioni politiche l’affluenza fu del 59%, la più bassa nella storia della seconda indipendenza lettone. Nelle elezioni del 2010 era stato del 63%.
In diversi seggi di Riga ma anche in piccoli paesi come Mazsalaca e Rujena si registrano file e partecipazione elevata.

ore 8.40 – La lotta all’astensionismo
Sono moltissimi, fra personalità pubbliche e semplici cittadini, che in questi ultimi giorni e in queste stesse ore, sui media e sui social network, lanciano inviti ad andare al voto e a non rinunciare a decidere in prima persona del destino del proprio paese.

Anche i principali portali lettoni come Delfi e Tvnet hanno aperto stamattina i loro siti con un appello ai propri lettori di andare a votare e di votare per partiti che assicurino prima di tutto la sicurezza e la libertà della Lettonia. La crisi in Ucraina e la politica aggressiva della Russia in tutta la regione è richiamata da molti, sui media e sui social network, come uno dei motivi principali su cui deve esprimersi oggi l’elettore lettone.

Scrittrici come Liana Langa, Nora Ikstena, il compositore Peteris Vasks, attori come Vilis Daudziņš,  sportivi come Martins Dukurs, e molte altre personalità del mondo artistico e culturale lettone hanno preso posizione per invitare le persone ad andare al voto e per sensibilizzarle sulla situazione geopolitica internazionale, che  vede la sicurezza del paese messa a rischio per la prima volta dall’indipendenza del 1991.

ore 8.25Gli ultimi appelli al voto
Ieri sera si è svolto l’ultimo dibattito televisivo sulla rete pubblica LTV1, che ha visto la partecipazione dei candidati premier dei sei principali partiti: Nils Ušakovs (Saskaņa), Laimdota Straujuma (Vienotība), Aivars Lembergs (ZZS), Roberts Zīle (NA), Inguna Sudraba (NSL) e Martiņš Bondars (LRA).

Si è discusso dei temi principali della campagna elettorale, fondi alla difesa per il 2% del pil, Nato, riforma della scuola, economia, ma il punto più interessante è stato una specie di esamino di inglese a cui si sono dovuti sottoporre i candidati, tranne Lembergs che si è rifiutato.

ore 8.00 – Gli ultimi sondaggi
In Lettonia non è vietata la pubblicazione dei sondaggi sulle elezioni negli ultimi giorni precedenti al voto. Quindi fin nelle ultime ore prima dell’apertura dei seggi i principali istituti di sondaggio hanno continuato a diffondere i loro dati (attenzione però, nelle scorse europee il risultato sorprese tutti).

SKDS ha reso noto ieri il suo ultimo sondaggio, che vede i russofoni di Saskaņa in testa con il 18%, seguiti da Vienotība con l’11,9%, ZZS all’11,3%, Nacionālā apvienība al 9,3%, e  “No sirds Latvijai” – 9,1%. Nessun altro partito supererebbe la soglia del 5% necessaria ad entrare in parlamento. Latvijas Reģionu apvienība si fermerebbe al 3,6%.

Pochi giorni fa l’ultimo sondaggio di Latvijas Fakti dava Saskaņa al 17,4%, Vienotība al 13%, ZZS al 10%, NSL al 9,9% e NA al 8,3%.

* * * * * * * *

E’ il giorno delle elezioni politiche in Lettonia. Circa un milione e mezzo di lettoni, gli aventi diritto al voto, sono chiamati oggi alle urne per rinnovare il parlamento lettone, la Saeima, giunta alla dodicesima legislatura della sua storia, fra la prima e la seconda indipendenza del paese baltico.

I seggi sono aperti da stamattina alle 7 e si chiuderanno alle 20. Nei giorni scorsi è già stato possibile recarsi alle urne, in alcune ore della giornata, per depositare il proprio voto “in custodia”. Lo hanno fatto circa 30 mila elettori, persone che per vari motivi non possono votare nella giornata di oggi ma che hanno avuto la possibilità di depositare il proprio voto prima.

Aperti anche i 99 seggi in 42 paesi all’estero, presso le ambasciate, i consolati, le associazioni di lettoni residenti all’estero, dove chiunque si trovi oggi fuori dalla Lettonia può recarsi a votare.

Le circoscrizioni sono cinque: Riga, dove confluiranno anche i voti raccolti all’estero, e che assegnerà in totale 32 seggi nella nuova Saeima, il Vidzeme che assegnerà 26 seggi, il Latgale (15 seggi), Zemgale (14 seggi) e Kurzeme (13 seggi).

Nella tarda serata i primi dati sui risultati del voto, che seguiremo anche su Baltica con un live blog.

Vedi anche: “Speciale Baltica: le elezioni politiche in Lettonia”

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