Elezioni Lettonia: vince Saskaņa ma il centrodestra lettone mantiene la maggioranza

I russofoni ottengono il 23% e sono ancora il partito principale in Lettonia, ma Vienotiba al 21%, ZZS al 19%, NA al 16%, mantengono la maggioranza nella nuova Saeima.

La premier Laimdota Straujuma al seggio elettorale

La premier Laimdota Straujuma al seggio elettorale. I risultati del voto fanno prevedere la sua conferma.

La nuova Saeima lettone avrà una fisionomia simile a quella precedente: i russofoni di Saskaņa (23,2% e 24 seggi) mantengono il loro primato, anche se perdono sei deputati, ma la maggioranza del nuovo parlamento è ancora saldamente in mano ai partiti lettoni. L’attuale coalizione di centro destra, coi buoni risultati complessivi ottenuti da Vienotība (21,6% e 23 seggi), ZZS (19,7% 21 seggi), Nacionālā apvienība (16,5% 17 seggi), ottiene  61 seggi su 100 complessivi e continuerà a governare il paese.

Gli altri due partiti che entrano i parlamento sono No sirds Latvijai con il 6,8% e 7 seggi e Latvijas Reģionu apvienība con il 6,5% e otto seggi.

Si riconferma dunque lo schema e la contrapposizione in parlamento fra il partito russofono e il blocco dei partiti lettoni di area moderata e di centro destra che caratterizzerà anche la prossima Saeima.

La distribuzione del voto.

Saskaņa si è confermata primo partito a Riga e in Latgale, i suoi tradizionali bacini di consenso, mentre Vienotība ha raccolto i maggiori consensi, come previsto, in Vidzeme. Considerevole il successo di ZZS, che quasi raddoppia le percentuali del 2011, e prevale su tutti in Zemgale e Kurzeme.
Nacionālā apvienība, i nazionalisti lettoni, prendono molti voti in Vidzeme, ma vanno bene anche a Riga e in Kurzeme e Zemgale, e anche loro riescono ad ottenere un risultato migliore rispetto alle precedenti politiche del 2011.

In rosso dove prevale Saskaņa, in verde chiaro Vienotība, verde scuro ZZS

In rosso dove prevale Saskaņa, in verde chiaro Vienotība, verde scuro ZZS

Interessante in particolare il voto in Latgale, la regione con una forte presenza russofona, che spesso viene considerata un possibile obiettivo della Russia nel caso in cui il Cremlino voglia utilizzare lo stesso schema della Crimea ucraina in Lettonia. Ebbene in Latgale i russofoni di Saskaņa si confermano ampiamente primo partito con il 39%, a cui si deve aggiungere il 4,69% di Krievu savienība, il partito russofono più estremista, ma in complesso i due partiti russofoni prendono meno rispetto al 2011, quando SC e PCTVL presero il 54%. La coalizione di centrodestra in Latgale aumenta i propri voti rispetto al 2011 e si avvicina al 40%, con ZZS al 18% e Vienotība al 15%, e NA al 5%.

Il voto in Italia

Si è votato anche in Italia, nel seggio predisposto all’ambasciata lettone a Roma. Qui come tradizione ha stravinto Vienotība, che ha ottenuto 59 voti. Al secondo posto NA con 25 voti, terzo LRA con otto voti, mentre i russofoni di Saskaņa ottengono solo cinque voti, come quelli di ZZS. In totale sono stati 109 gli elettori che hanno votato al seggio dell’ambasciata lettoni in Italia.

Cosa succederà nel prossimo parlamento

I partiti dell’attuale coalizione di centro destra si sono presentati a queste elezioni chiedendo il voto per proseguire nell’attività di governo con la stessa maggioranza. Hanno ottenuto il risultato che speravano, con una maggioranza parlamentare di 61 seggi su 100, e tutto lascia pensare che la coalizione attuale verrà riconfermata. Probabile anche la conferma dell’attuale premier Laimdota Straujuma: Vienotība infatti resta il primo partito nella coalizione di centrodestra ed è prevedible che manterrà la guida del governo, che detiene dal 2009 coi governi guidati da Valdis Dombrovskis.

Saskaņa per la seconda legislatura consecutiva ottiene il primato alle elezioni ed il ruolo di primo partito del paese, ma questo di nuovo non gli basterà per conquistare per la prima volta il governo del paese baltico. I russofoni avrebbero avuto bisogno di un risultato migliore, ed invece hanno peggiorato di tre punti percentuali il risultato del 2011 e avranno sei deputati in meno rispetto alla precedente legislatura. Inoltre l’unico altro partito che avrebbe potuto allearsi con loro per la formazione di un governo, No sirds Latvijai, si è fermato al 6% e sette deputati. Insieme fanno in tutto 32 seggi, e dovrebbero essere i due partiti che resteranno all’opposizione.

Il sindaco di Riga e leader di Saskaņa Nils Ušakovs ha affermato che l’incarico di formare il nuovo governo spetta a loro, come primo partito del paese, e Saskaņa vorrebbe poter entrare in una maggioranza. Altri quattro anni all’opposizione sono l’incubo che i russofoni non volevano continuare a vivere. Ma sembra decisamente da escludere che, vista la composizione della nuova Saeima, i partiti di centrodestra lettoni possano considerare l’ingresso dei russofoni nel governo. Del resto queste elezioni sono state  fortemente influenzate dalla situazione internazionale e dai timori dei lettoni per la politica aggressiva del Cremlino. L’obiettivo dei partiti lettoni era proprio quello di far restare i russofoni lontani dalle stanze del governo.

La Lettonia dopo queste elezioni resta un paese fortemente ancorato all’Unione Europea e alla Nato, ma si conferma il sistema bloccato, che con la presenza di un partito russofono, di ambito di centro sinistra ma troppo legato a Russia Unita di Putin e agli interessi del Cremlino, non permette una reale alternanza di governo. E questo produce sempre disfunzioni e anomalie in un sistema democratico.

Affluenza totale al 59%

Anche se ancora mancano i dati sulla partecipazione in alcuni seggi, il dato definitivo dell’affluenza alle urne, dopo gli ultimi conteggi, in queste elezioni in Lettonia è del 59%, in linea con le precedenti consultazioni del 2011, ma che resta la più bassa affluenza della recente storia della Lettonia indipendente.

Come funziona la legge elettorale lettone e il parlamento

La legge elettorale in Lettonia è un proporzionale puro, temperato da una soglia di sbarramento fissata al 5%.
Nella storia della Saeima lettone i governi sono sempre stati di coalizione, formati spesso da tre o più partiti.
Per questo motivo spesso la sera in cui si conosce l’esito del voto non sempre si haun’idea chiara su quale sarà la coalizione di maggioranza che avrà la responsabilità di formare il nuovo governo. Gli equilibri fra le forze politiche vengono spesso risolti all’interno del parlamento.

Il presidente della Repubblica lettone dopo le consultazioni affiderà l’incarico di formare il governo alla personalità politiche che a suo avviso ha maggiori possibilità di ottenere la fiducia della Saeima.
Anche se sono previsti “candidati premier” per ogni lista, il capo dello stato non ha un 0bbligo formale di dare l’incarico ad uno dei “candidati premier” delle liste votate in parlamento.

Cos’è successo nella passata legislatura.

L’11.Saeima è durata tre anni, anziché quattro secondo il tradizionale mandato, perché è nata a seguito dello scioglimento del parlamento precedente, chiuso nel 2011 dopo solo un anno di attività dal presidente allora in carica Valdis Zatlers, per non aver consentito indagini nei confronti del deputato Ainārs Šlesers, accusato di corruzione.

Nella legislatura appena conclusa il partito di maggioranza relativa era quello dei russofoni di Saskaņa centrs, che vinse le passate elezioni con il 28% dei voti conquistando 31 seggi. Ma SC è rimasto all’opposizione per tutta la legislatura. La maggioranza di governo infatti  è stata formata da tre partiti lettoni dell’area di centro destra, Vienotība (18% dei voti e 20 deputati), che ha anche espresso i due premier che si sono succeduti nella legislatura Valdis Dombrovskis e Laimdota Straujuma, Reformu Partija, il partito dell’ex presidente Zatlers, che conquistò il 20% dei voti e 22 deputati diventati poi 16 per la fuoriuscita di sei deputati indipendenti, e il partito nazionalista Visu Latvijai! che conquistò 14 seggi grazie al 13% dei voti.
Oltre a SC nella prima parte della legislatura è rimasto all’opposizione anche il partito dei verdi e agricoltori ZZS, entrato poi nella maggioranza di governo all’inizio del 2014 quando, dopo le dimissioni di Dombrovskis, Laimdota Straujuma ha formato il nuovo governo.
Nel frattempo Reformu Partija crollato nei sondaggi e nelle elezioni amminitrative del 2012, si è sciolto e buona parte dei suoi deputati è confluito oggi in Vienotība.

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