Il regista teatrale lettone Alvis Hermanis nella lista nera del Cremlino

Oltre al grande regista, molto apprezzato in Europa, Italia compresa, dichiarate persone non grate anche il direttore dei servizi segreti Jānis Maizītis e il deputato di Vienotība Andrejs Judins.


Una delle personalità più importanti del mondo artistico e culturale lettone, il regista teatrale Alvis Hermanis, i cui spettacoli girano tutta l’Europa, e l’Italia in particolare, è stato inserito dalla Russia nella lista delle persone non gradite, e a cui è vietato l’ingresso nel paese.

Hermanis, oltre ad essere uno dei registi teatrali più apprezzati e importanti in Europa, è noto per le sue posizioni molto critiche nei confronti del Cremlino e del presidente russo Putin. Ma nei suoi lavori ha spesso utilizzato testi di autori russi o comunque nell’ambito della cultura russa.

Hermanis all’inizio della crisi fra Ucraina e Russia aveva aderito, insieme a molti altri artisti e personalità della cultura lettone, al boicottaggio nei confronti della Russia, rinunciando a portare a in Russia un suo spettacolo, che era in cartellone al Bolshoj di Mosca, definendo la Russia “la malattia di tutta la società internazionale”.

Molto flemmatica comunque la sua reazione alla  notizia dell’inserimento del suo nome nella lista nera del Cremlino. “Non vado da quattro anni in Russia, e non avevo in programma di andarci nei prossimi tempi. Non mi interessa se mi hanno inserito nella lista delle persone non grate.

Ben diversa la reazione del ministero degli esteri lettone. Una nota del ministero afferma che la Lettonia esprime rammarico per la decisione presa dal Cremlino, che non ha nessuna base logica, anche se appartiene alla libera scelta di un paese. Ma questo approccio, per il ministero degli esteri lettone, non è né ragionevole, né costruttivo, per le relazioni fra i due paesi.

Oltre a Hermanis sono stati inseriti nella lista nera del Cremlino anche il direttore della SAB ( Satversmes aizsardzības birojs), in sostanza i servizi di intelligence lettoni, Jānis Maizītis, e il deputato di Vienotība Andrejs Judins.

Maizītis nelle sue funzioni di direttore dei servizi lettoni ha spesso accusato la Russia di ispirare e sostenere attività all’interno della comunità russofona in Lettonia contrarie alla sicurezza e alla stabilità del paese, oltre a svelare finanziamenti del Cremlino ad attivisti russofoni all’interno della Lettonia.

Per quanto riguarda Judins, la sua colpa agli occhi del Cremlino è quella di essere stato nella scorsa primavera uno dei maggiori sostenitori in parlamento di alcuni emendamenti al codice penale lettone, che prevedono condanne penali per chi difende i crimini di guerra e i genocidi ad opera dei regimi nazisti e sovietico durante gli anni della II guerra mondiale e in seguito.

Lo scorso luglio la Lettonia aveva inserito a sua volta nella lista delle persone non grate alcuni artisti e cantanti russi, che spesso partecipano al festival russo “New Wave”, che viene organizzato ogni anno a Jūrmala.

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