Māra Zālīte: “In queste elezioni una grande minaccia per la Lettonia”

La poetessa ed intellettuale lettone lancia un grido d’allarme alla vigilia del voto: se prevalgono i partiti russofoni, Putin avrà le porte aperte in Lettonia.

(Lo speciale di Baltica dedicato alle elezioni politiche in Lettonia del 4 ottobre)

 Māra Zālīte, Foto F64
La pace che regna in Lettonia ed in Europa è illusoria, e la situazione reale è drammatica – in queste elezioni si nasconde una terribile minaccia, perché fra quattro giorni potremmo avere un parlamento che esprimerà un governo contrario agli interessi della Lettonia.

Un grido d’allarme, oltre che un invito al voto, quello lanciato dalla poetessa ed intellettuale Māra Zālīte, una delle voci più prestigiose ed importante del mondo culturale lettone, che ieri sera ha partecipato alla trasmissione di LTV1 1:1.

I sondaggi che danno il partito russofono Saskaņa in vantaggio e in netta crescita il partito No sirds Latvijai! dell’ex revisore dei conti Inguna Sudraba, che potrebbe formare un’alleanza politica nel prossimo parlamento proprio con i russofoni di Saskaņa, mette in pericolo secondo la Zālīte non solo e non tanto la coalizione dei partiti lettoni di centrodestra che attualmente guida il paese, ma gli stessi interessi vitali e di sicurezza della Lettonia, specie in un momento così grave dal punto di vista internazionale, con la drammatica crisi in Ucraina.

Per la Zālīte i piani del Cremlino di restaurazione della situazione geopolitica esistente durante il periodo sovietico, dopo l’Ucraina, passano proprio dal sovvertimento dei poteri nei paesi baltici.
“Noi qui in Lettonia – afferma Zālīte – non riusciamo ancora a credere davvero a questa minaccia, come facemmo anche negli anni ’40, quando una terribile minaccia incombeva sul paese (l’occupazione tedesca e sovietica e le migliaia di deportati lettoni in Siberia ndr), ma il popolo non ci credeva. Non puo essere, dicevano…”

Per la poetessa il pericolo in queste elezioni viene dal vantaggio che è assegnato dai vari sondaggi al partito russofono Saskaņa, legato a doppio filo al partito Russia Unita di Putin, che è sostenuto in modo compatto dall’elettorato russofono del paese, mentre gli elettori lettoni, come spesso accade, sono divisi se non addirittura orientati a non andare a votare.

“Non dobbiamo fingere e limitarci ad un’opinione politicamente corretta, secondo cui la linea di confine non è la lingua o l’appartenenza etnica. Questa volta purtroppo è così, il confine fra i due elettorati passa proprio attraverso una linea etnica”

Secondo la poetessa il fatto che nelle liste di Saskaņa siano candidati diverse persone di nazionalità lettone è una semplice tattica elettorale: la vera anima e la vera linea del partito la incarna il sindaco di Riga Nils Ušakovs. “Sembra strano che il sindaco di una città assolva funzioni di rappresentanza della politica estera del suo paese, andando in Russia a parlare con personalità di livello governativo”.
La Zālīte si riferisce al recente viaggio a Mosca di Ušakovs, in cui il sindaco di Riga poco prima di queste elezioni politiche ha incontrato fra gli altri anche Medvedev.

“Frasi del tipo “niente cambierà”, le abbiamo sentite spesso. Invito le persone a riflettere, a non limitarsi a sentirsi offese per ciò che il governo non ha ancora fatto, o se qualche ministro non è all’altezza, o se manca qualcosa. Il vero, straordinario valore è questo, che il nostro paese è stato represso col sangue, e poi riconquistato, e adesso non lo possiamo perdere a causa di un tale atteggiamento”

“Siamo cittadini e abbiamo il potere – sostiene Zālīte. Le elezioni sono quel momento in cui il potere torna nelle mani del popolo. Non usare questo potere e non andare a votare è un crimine contro lo stato”.
Il vero pericolo infatti per i partiti lettoni si nasconde proprio nell’astensionismo, che tradizionalmente colpisce in particolare l’elettorato lettone, mentre quello russofono generalmente vota in modo più compatto il principale partito che lo rappresenta.

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