La Stūra māja, la vecchia sede del KGB, potrebbe restare aperta al pubblico

La chiusura è prevista fra un mese, ma il ministero della cultura lettone cerca le risorse per mantenere l’apertura anche nei mesi invernali, visto il grande successo di visitatori dell’edificio dove il KGB imprigionava e torturava i dissidenti.

Foto via Diena.lv
Servono 20 mila euro per opere di manutenzione e 10 mila euro al mese per tenere aperta l’ex sede del KGB a Riga, la Stūra māja, la “casa d’angolo” come da sempre la chiamano i lettoni, perché situata proprio all’angolo fra Brīvības e Stabu iela.

La Stūra māja è stata aperta al pubblico dallo scorso aprile, in occasione dell’anno di Riga 2014 capitale europea della cultura, ed in questi mesi ha registrato una grande affluenza di pubblico, che ha potuto per la prima volta visitare le stanze degli interrogatori e le prigioni del KGB, e le numerose mostre ed eventi collegati al periodo dell’occupazione sovietica in Lettonia. Ma per ottobre è prevista la chiusura dell’accesso al pubblico dell’edificio.

Il ministero della cultura lettone ha intenzione di cercare risorse per mantenere aperta la Stūra māja, come monumento storico e culturale.
Si spera di mantenere aperta anche dopo ottobre una parte dell’edificio, in cui venivano interrogati e torturati i detenuti, ovvero il primo piano e il piano interrato.

I costi maggiori per tenere aperta questa sezione dell’edificio sono relativi in particolare al riscaldamento. L’apertura dell’intero edificio in primavera ed estate è stata resa possibile proprio perché non è stato necessario riscaldare il palazzo. Ma per l’inverno, in caso di apertura di due piani bisognerà provvedere anche ai lavori di ristrutturazione degli impianti di riscaldamento, valutati intorno ai 20 mila euro. Il ministero della cultura sta poi cercando di valutare i costi mensili relativi non solo al riscaldamento dell’edificio, ma anche all’energia elettrica, agli stipendi del personale e agli altri costi.

Il ministero della cultura del resto non può rimanere indifferente al grande successo di popolarità e di interesse che ha riscosso l’apertura della Stūra māja, uno dei simboli del terrore sovietico in Lettonia, che sarebbe importante mantenere aperto al pubblico proprio per non far cadere la memoria storica di quegli anni, specie nelle generazioni più giovani.

Intanto la mostra Stūra māja. Lieta Nr. 1914/2014 all’interno dell’edificio sarà aperta fino ad ottobre. La mostra potrebbe poi essere ospitata dal Museo dell’Occupazione.

In questi cinque mesi di apertura la Stūra māja ha ospitato circa 62 mila visitatori, mentre 21 mila sono stati quelli che hanno visitato con l’assistenza di guide, i sotterranei dove venivano incarcerati e torturati i detenuti lettoni.

Insomma, è una corsa contro il tempo per reperire i fondi necessari per non  chiudere nuovamente l’edificio, che sei anni dopo l’abbandono della sede da parte della Polizia di sicurezza lettone, ha visto solo quest’anno le sue porte riaprirsi, con un incredibile successo di interesse.

Si sono mobilitati per scongiurare la chiusura molte personalità del mondo della cultura e della politica lettone, ma non solo. Sono anche i semplici cittadini, che continuano a chiamare per chiedere se sono disponibili i biglietti per gli ultimi giorni di apertura, sentendosi dire che è tutto esaurito, a sollecitare il mantenimento dell’accesso al pubblico almeno di una parte dell’edificio.

Ancora più forte è la pressione da parte delle guide specializzate, che considerano la vicenda della Stūra māja come tragicomica, e accusano lo stato di miopia e negligenza, per non aver saputo in questi anni e in particolare in questi ultimi mesi, organizzare per tempo la ricerca di risorse per salvaguardare un patrimonio così importante per la storia recente della Lettonia. Chiudere un edificio di tale importanza storica perché non si riesce a riscaldarlo nelle stagioni fredde, per un paese come la Lettonia è una cosa paradossale, sostengono le guide.

Il ministro della cultura Dace Melbarde esclude che la Stūra māja possa essere mantenuta aperta in tutti i suoi piani. Si valuta che questo costerebbe circa 8 milioni di euro per tenere aperti gli 8 mila metri quadri del palazzo. L’ente statale che cura gli edifici pubblici sottolinea che ci sono a disposizione circa 3 milioni e mezzo di euro da dedicare complessivamente ai 441 edifici di interesse pubblico, che nel complesso hanno un volume di 1,3 milioni di metri quadri.

Gli ultimi investimenti fatti per la Stūra māja ammontano a 60 mila euro. L’obiettivo potrebbe dunque essere quello di mantenere  aperti i due piani più significativi da un punto di vista storico, quelli dove si svolge l’attività di repressione svolta dal KGB. L’apertura per tutto l’anno di questi due piani si valuta costerebbe intorno ai 160 milioni, compresi stipendi del personale e delle guide.

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