Primo settembre: in Lettonia è già tempo di tornare a scuola.

Come ogni anno studenti con fiori e vestiti eleganti per l’apertura dell’anno. Ma ci sono anche novità: lingua straniera fin dalla prima classe, e finanziamenti per le mense e per aumenti (esigui) dei salari degli insegnanti.

Inizia come tutti gli anni il 1° settembre la scuola in Lettonia, il giorno celebrato anche come “Zinību diena”, la giornata della conoscenza. Saranno circa 200 mila gli studenti di ogni età, dalla prima classe che in Lettonia si frequenta a partire dai sette anni, all’ultimo anno delle medie superiori a frequentare gli 832 istituti scolastici del paese, mentre circa 90 mila studenti universitari sono iscritti nelle 61 facoltà universitarie del paese.

Il numero complessivo degli studenti rispetto allo scorso anno è diminuito di circa 2000 unità (diminuzione registrata soprattutto nelle classi superiori) e la Lettonia è fra i paesi dell’Unione Europea col minor numero di studenti complessivo, ma bisogna considerare la grandezza del paese e il numero degli abitanti, oltre che il fenomeno dell’emigrazione che in questi anni ha fatto scendere molto anche il numero degli studenti iscritti nelle scuole.

Come al solito la giornata di apertura dell’anno scolastico in Lettonia è contraddistinta dai tanti colori dei mazzi di fiori che gli studenti portano alle insegnanti per l’inizio delle lezioni, e dai vestiti particolarmente eleganti che in genere sono di prassi, specie fra i più piccoli, per celebrare il primo giorno di scuola, e che ogni anno permettono di avere foto meravigliose dell’apertura delle scuole.

Il primo giorno di scuola,  “Zinību diena”, tradizionalmente infatti è soprattutto un giorno di festa, con eventi, canzoni e dono dei fiori agli insegnanti. Molti gli eventi in programma anche fuori dalle scuole, in particolare a Vērmaņdārzs, al Dabas muzejs (il museo della natura) oggi per l’occasione ad ingresso gratuito, e al Dailes teātris, dove si potrà conoscere il lavoro degli artisti del Leļļu teātris, il teatro delle bambole, e partecipare a diverse attività con la loro assistenza.

Oltre alle tradizioni, diverse sono anche le novità di questo anno scolastico in Lettonia, sia per quanto riguarda le lezioni che la vita scolastica in generale.
La novità più importante è l’introduzione dell’insegnamento di una lingua straniera fin dalla prima classe. La lingua dovrà essere una delle lingue ufficiali dell’Unione Europea, e verrà scelta democraticamente in classe.
L’introduzione della lingua straniera fin dalla prima classe è una misura discussa già da diversi anni, ma fin qui sempre rimandata per mancanza di risorse finanziarie. Quest’anno finalmente il via libera dal ministero delle finanze.

In aumento anche la formazione professionale dentro il percorso scolastico. Quest’anno saranno 22 le scuole che offriranno ai propri studenti la possibilità di effettuare stage lavorativi legati ai settori del proprio studio: circa 500 il numero degli studenti che potrà usufruire di questa possibilità, all’interno di una cinquantina di qualifiche lavorative. Ma è possibile che, in base ad ulteriori accordi con aziende private, questo numero possa essere esteso.

Quattro istituti scolastici, a causa della diminuzione del numero degli studenti, sono stati chiusi, mentre altri 13 sono stati riorganizzati. In particolare  è in diminuzione il numero degli studenti dei ginnasi, secondo le analisi del ministero, anche a causa dell’aumento della qualità e del prestigio di alcuni settori dell’istruzione professionale. Molti studenti preferiscono scegliere istituti superiori che permettano anche stage professionali all’interno di aziende per avere una chiave d’accesso più semplice nel mondo del lavoro.

Novità anche per la vita scolastica. Da quest’anno ad esempio i pasti scolastici saranno gratuiti anche per la terza classe (finora lo erano solo per la prima e la seconda), grazie agli 11 milioni di euro di finanziamento dal budget statale. Aumentati anche i contributi mensa per gli studenti delle altre classi, che passano da 1,14 a 1,42 euro.

Qualche aumento anche per gli stipendi degli insegnanti, anche se questo tema resta al centro di polemiche e di rivedicazioni all’interno del settore. Cresce lo stipendio minimo che quest’anno sarà portato a 420 euro, mentre sono previsti incentivi e bonus. Ma per il sindacato degli insegnanti è ancora troppo poco per poter consentire ad un insegnante di avere uno stipendio che permetta di vivere serenamente.

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