Una lettera aperta degli intellettuali lettoni ad Angela Merkel: basi Nato nei Baltici ed Europa dell’est

Molte personalità della cultura lettone hanno firmato una lettera per chiedere alla cancelliera tedesca, che sarà a Riga il 18 agosto, più attenzione nella crisi geopolitica in atto ai confini orientali dell’Europa.

Foto AFP Leta
Una lettera aperta ad Angela Merkel per sostenere la creazione di nuove basi Nato nei paesi baltici e nell’Europa orientale: l’hanno firmata molti esponenti del mondo culturale lettone, fra cui la scrittrice Nora Ikstena, le poetesse Liana Langa e Māra Zālīte, il compositore Pēteris Vasks.

La lettera ricorda alla cancelliera tedesca, che giungerà a Riga in visita ufficiale il prossimo 18 agosto, che quest’anno ricorre il 75 anniversario dalla firma del patto Molotov-Ribbentrop, che segnò il destino di cinquant’anni di dittatura sovietica per i paesi baltici e dell’Europa orientale, e sottolinea che la stessa Merkel ha recentemente affermato che nessuna nuova generazione europea dovrà soffrire conseguenze simili.

La Merkel di recente si è opposta alla creazione di nuove basi Nato nell’Europa orientale e l’apertura della lettera degli intellettuali lettoni tocca proprio questo argomento: “Lei, signora Merkel, a nome della Germania, stato membro dell’Unione Europea, ha detto “no” alle basi militari Nato in Europa dell’est. La sua decisione e comportamento ha creato incomprensione ed la sensazione di essere sotto minaccia, oltre che provocare dubbi riguardo alla capacità e volontà della Germania di esprimere solidarietà ai paesi baltici.”  

Non manca nella lettera il ricordo delle nefaste conseguenze del patto Molotov-Ribbentrop e della successiva occupazione sovietica, nella storia dei paesi baltici e dell’est europeo.

“Il risultato dell’aggressione dell’Urss è stato sofferto da molte generazioni durante la Guerra Fredda nell’Europa centrale ed orientale. Il regime ha cambiato irrimediabilmente e in maniero forzata i destini dei popoli e gli effetti inumani e l’estensione di questo trauma non si può misurare solo coi numeri. In Europa centrale ed orientale, e nei paesi baltici, lo sviluppo della democrazia è stato ritardato di mezzo secolo, mentre milioni di persone sono state obbligate a vivere nella paura per la propria vita e in un’atmosfera di terrore psicologico”.

Nella lettera si ricorda come la stessa cancelliera tedesca abbia vissuto nella sua giovinezza sotto questo regime totalitario: “Lei, signora Merkel, che ha vissuto nella Repubblica Democratica tedesca, sotto il regime totalitario sovietico e la repressione della Stasi, che ha assistito al crollo del muro di Berlino e i dolorosi problemi che hanno dovuto superare i tedeschi all’inizio degli anni novanta nella Germania nuovamente riunita, è certo ben consapevole. Così come è consapevole del ruolo tedesco nella storia della regione baltica”.

Gli intellettuali lettoni, manifestando la loro preoccupazione per quanto sta avvenendo in Ucraina, sottolineano anche che la “moralità, specie la moralità politica, non si traduce in termini di influenza del denaro, e le questioni finanziarie non possono assumere un’importanza maggiore della sicurezza dei paesi europei”, e che “riscrivere la storia e i confini non è accettabile, né in Crimea, né in Ucraina, né in Europa”.

La lettera è stata firmata da molti intellettuali e personalità della cultura lettone, la scrittrice Nora Ikstena, le poetesse Liāna LangaMāra Zālīte, il compositore Pēteris Vasks, la regista Dzintra Geka, la sociologa Dagmāra Beitnere, gli storci Ritvars Jansons, Mārtiņš MintaursRudīte Kalpiņa, la scrittrice Gundega Repše, i poeti Jānis Rokpelnis e Edvīns Raups, gli scrittori Osvalds Zebris, Māris Bērziņš e altri.

Angela Merkel giungerà a Riga il prossimo 18 agosto, per incontrare il presidente lettone Andris Bērziņš, la premier Laimdota Straujuma, e per partecipare al forum d’affari bilaterale Lettonia-Germania.

Questo il testo integrale della lettera in inglese:

To the political leadership of Germany
To German Chancellor Angela Merkel

Dear Chancellor Merkel,

You, Madam Merkel, on behalf of Germany, a member state of the European Union, have said “no” to NATO military bases in Eastern Europe. Your decision and attitude has created incomprehension and a feeling of being under threat, as well as creating doubts about Germany’s ability and will to express solidarity with the Baltic countries.

At the end of World War II the Red Army by liberating the East European countries from Nazism, but then occupying them, continued what was decided in the shameful Molotov-Ribbentrop pact. The countries of Eastern and Central Europe came under the control of the totalitarian regime in the USSR, the Baltic countries – Lithuania, Latvia and Estonia – were occupied for 50 years, while Germany was divided. Sixty nine years have passed since that time.

As a result of aggression by the USSR, several generations suffered during the Cold War in Eastern and Central Europe. The regime forced irrevocable changes in people’s destinies and the inhuman effect and extent of this trauma cannot be encompassed by numbers alone. In Eastern and Central Europe and, to a greater extent in the Baltic countries, the development of democracy was delayed by half a century, while millions of people were forced to live in fear for their lives and in an atmosphere of psychological terror.

You, Madam Merkel, have lived in the German Democratic Republic, under the totalitarian Soviet ideology and criminally repressive STASI control. You, who have seen the fall of the Berlin Wall and the painful problems that Germans had to overcome in the 1990s during reunification, are certainly aware of the aforementioned, as well as of Germany’s special historical role in the Baltic region.

When Russia started the occupation of Ukraine’s Crimean peninsula using the methods of newest-generation warfare, you publicly stated that Russian president Vladimir Putin had “lost touch with reality.” An information war conducted by Russia has been going on in the Baltic countries for several years, and the resources put into this information war, which Balts feel day-to-day, are not being used without a specific purpose. The political elites of all three Baltic countries have recognized the threats to their security, drawing parallels with the incorporation of Austria into the Third Reich in 1938, as well as with 1939, when two totalitarian great powers decided to divide Europe. Today, membership in the EU and NATO are a political force for the Baltic and a guarantee against Russia’s aggression. Therefore we believe that a larger permanent NATO military presence is necessary in our countries along the eastern borders of Europe.

Germany does not conceal that it has significant investments and assets in one of the world’s largest markets – Russia. Germany is also participating in the gas pipeline construction project initiated by Russia, but presently, energy dependence on Russia is seen as very negative in public discussions.

Madam Merkel! Morality, including political morality, cannot be estimated in terms of money. Financial indicators cannot be more important than the security of European countries. If anyone thinks differently, this is “out of touch with reality”. The revision of borders and of history is not acceptable, neither in Crimea and Ukraine nor in Europe.

We ask you to support the establishment of NATO bases in the Baltic countries and in eastern Europe. To some extent, this could be a decisive choice for the future of the Baltic countries. Your support will affirm that a new-generation, treacherous Molotov-Ribbentrop pact will not be repeated in Europe.

Liāna Langa, poet, publicist
Māra Zālīte, poet, Honorary member of the Latvian Academy of Sciences
Pēteris Vasks, composer
Dzintra Geka, film director
Dagmāra Beitnere, Dr. soc. sc.
Ritvars Jansons, Dr. hist.
Mārtiņs Mintaurs, Dr. hist.
Rudīte Kalpiņa, Mag. hist., publicist
Gundega Repše, writer
Edvīns Raups, poet, translator
Nora Ikstena, writer
Inga Ābele, writer
Osvalds Zebris, writer
Māris Bērziņs, writer
Aivars Eipurs, writer
Jānis Vādons, poet, publicist
Daina Sirmā, teacher, poet
Inguna Cepīte, publisher
Ansis Sauka, musician
Solveiga Vasiļjeva, artist
Eižens Valpēters, artist
Ieva Brante, lawyer
Vahur Afanasjev,
writer and entrepreneur, member of Estonian Writers’ Union
Gunita Puciriusa, journalist
Heinrihs Puciriuss, EU official
Inga Mediņa, employer
Una Griškeviča, journalist

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