“Insieme alle motivazioni economiche – sostiene la lettera – si associano le tendenze negative collegate ai processi sociali nella vita spirituale, nella cultura, nella società. La cultura di massa, una parte dei mezzi di informazione, le organizzazioni non governative marginali hanno creato uno scenario in cui la virtù, la fedeltà nei confronti dei coniugi, il sostegno alle famiglie tradizionali, a quelle famiglie riconosciute dalla Costituzione, non vengono considerate con l’opportuno rilievo, se non addirittura disprezzate e ridicolizzate”.

Nella lettera i leader ecclesiastici sottolineano che nella società di oggi i cambiamenti di partner  sessuali sono presentati sotto una luce positiva, anche nei media. In particolare la grande minaccia è nella pubblicità data ai cambiamenti di genere sessuale, agli “esperimenti” fatti nel settore dell’educazione dei bambini, dove viene spiegato che cambiare sesso è una libera possibilità.
Questo passaggio è dedicato in particolare alla polemica nata in Lettonia un paio di anni fa, con l’adozione di un testo nelle scuole in cui si parlava del cambio di sesso di un bambino.

Per questo l’invito esplicito da parte dei firmatari della lettera ad evitare che persone che pubblicizzano e veicolano idee liberali in temi di sessualità e omosessualità, stiano lontani dall’insegnamento e dalle scuole, e che non vengano propagandate idee contrarie alle scritture divine e alla morale religiosa.

La lettera è stata pubblicata nel sito web della Chiesa cattolica lettone.