Gli insegnanti lettoni sul piede di guerra, in corteo per chiedere stipendi più alti

Si prevedono almeno 5000 docenti alla manifestazione di oggi. E il sindacato minaccia scioperi se non verranno accolte le richieste di aumento dei salari


Nel caso in cui il governo non ascolti le loro richieste sull’aumento di stipendi nel settore, gli insegnanti sono pronti a scioperare. Lo ha affermato in un’intervista a Latvijas Radio la presidente dell’Associazione dei lavoratori del settore dell’istruzione e della scienza (LIZDA) Ingrīda Mikiško.

Oggi intanto gli insegnanti scenderanno in strada con un corteo che dalle ore 14 si snoderà dal ministero dell’istruzione fino a Doma laukums. Si pensa che vi parteciperanno circa 5000 persone.
Mikiško prevede addirittura un numero maggiore di adesioni al corteo, perché sono stati in molti in questi giorni ad attivarsi e a chiedere informazioni sulla partecipazione alla manifestazione.

Il nodo della questione sull’aumento degli stipendi riguarda in particolare la rivendicazione del pagamento non solo delle ore trascorse in classe dagli insegnanti, ma anche delle ore di preparazione delle lezioni. Gli insegnanti, sostiene la Mikiško, non sono disposti a lavorare a scuola per 420 euro.
Problema analogo denunciano anche gli scienziati, che non si sentono retribuiti in base al numero delle ore effettive.

Altro nodo particolarmente delicato e fonte di grandi proteste è la normativa che prevede il principio “Nauda seko skolniekam” (il denaro segue lo studente) secondo la quale le risorse finanziarie messe a disposizione dallo stato alle scuole sono ripartite sulla base del numero effettivo degli studenti. Questo finisce per penalizzare pesantemente soprattutto le scuole nei centri di campagna e nei paesi con scarsità di popolazione studentesca, e conseguentemente incide anche sui salari dei docenti.

Questo problema è particolarmente sentito nel Latgale, la regione che ha sofferto di più le conseguenze di questa norma introdotta dall’ex ministro dell’istruzione Roberts Ķilis.
“Il principio “il denaro segue lo studente” ha discriminato fortemente gli insegnanti nel Latgale” sostiene Vija Dikule, presidente dell’assocazione degli insegnanti di Rēzekne, una delle due principali città del Latgale. “Gli insegnanti del Latgale sono quelli peggio pagati di tutto il paese, anche se fanno lo stesso lavoro degli altri”.

La ministro dell’istruzione Ina Druviete nei giorni scorsi aveva dichiarato che come ultima risorsa per spingere il governo a trovare nuove risorse per gli insegnanti, secondo quanto già stabilito dal precedente governo Dombrovskis, sarebbe stata disposta anche a rassegnare le dimissioni. Ma i sindacati degli insegnanti giudicano comunque non sufficiente il limite di 420 euro di base fissato dal precedente governo, aumentabile poi sulla base della raccolta di finanziamenti per i cosiddetti “livelli di qualità”.

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