Ušakovs: “Giusto vietare la marcia russa per la festa del 9 maggio a Riga”

Il sindaco russofono della capitale lettone è d’accordo con i timori della polizia per l’ordine pubblico. “Gli organizzatori, la Rodina, sono dei pagliacci provocatori”.

Foto Leta
Il sindaco russofono di Riga, Nils Ušakovs, si schiera con la polizia di sicurezza lettone e ha vietato la “marcia russa” (ne abbiamo parlato ieri su Baltica), bollando con parole dure l’organizzazione “Rodina”, che aveva chiesto e in un primo momento ottenuto il via libera dal comune di Riga per la marcia.

“Non posso non essere d’accordo con il parere della polizia di sicurezza, sul fatto che la marcia che l’associazione “Rodina” vuole organizzare il 9 maggio (festa della vittoria russa sul nazismo ndr), sia una seria minaccia all’ordine pubblico e alla sicurezza” sostiene il sindaco Ušakovs che ha comunque rimesso ogni decisione finale al tribunale, presso il quale la stessa “Rodina” ha fatto ricorso per chiedere che il divieto alla marcia venga rimosso.

Ušakovs ha usato parole dure nei confronti della “Rodina”: “Sono dei pagliacci, quelli che ne fanno parte. E’ persino divertente guardarli, sono dei provocatori. Sono persone che sostengono di essere cosacchi baltici e si chiamano colonnelli fra di loro. Dovrebbero partecipare ad Halloween”.

Riguardo alle celebrazioni del 9 maggio, che marcia a parte, si svolgeranno come di consueto, con il cuore degli eventi in Uzvaras parks, il parco della Vittoria, il sindaco di Riga afferma che in nessun caso le celebrazioni verranno annullate. “Non abbiamo dubbi sul fatto che la giornata sarà tranquilla e tutto avverrà con ordine.”

Ušakovs da parte sua non accoglierà la richiesta della premier lettone Laimdota Straujuma, che gli aveva chiesto di non partecipare personalmente alle celebrazioni del 9 maggio, che invece lo vedono ogni anno pronunciare un discorso prima del concerto di chiusura degli eventi. “Pur rispettando la signora Straujuma, questa volta non posso essere d’accordo. Non posso rinunciare ad una tradizione della mia famiglia” afferma il sindaco di Riga, aggiungendo che “le persone che occupano dei ruoli nelle istituzioni non possono far finta che queste celebrazioni del 9 maggio non esistano e non esistano le persone che vi partecipano. Con queste persone bisogna parlare.”

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