Il ministro della giustizia che non può conoscere i segreti dello stato lettone

E’ il caso di Baiba Broka, che non ha ancora avuto l’autorizzazione alla lettura dei documenti riservati sulla sicurezza del paese. Ma non è il primo caso. Ogni ministro deve passare al vaglio della commissione SAB per avere il via libera alle informazioni segrete.

Baiba Broka. Foto Leta
In questo mese di maggio la Satversmes aizsardzības biroja (SAB), l’ufficio per la protezione della Costituzione, in sostanza i servizi di informazione lettoni, predisporrà la consueta informativa sulle minacce che incombono sulla Lettonia. Un’informativa, quest’anno, particolarmente importante, in relazione ai tragici avvenimenti in Ucraina e alle ripercussioni geopolitiche che possono avere.

Ma la neo ministro della giustizia, Baiba Broka, esponente di Visu Latvijai! il partito nazionalista lettone, non ha ancora ricevuto il via libera dalla commissione della SAB per avere accesso ai documenti riservati e alle informazioni segrete sullo stato. Per questo non potrà apporre la sua firma sotto il documento preparato dalla SAB stessa.

L’anomalia di avere un ministro, per di più un ministro importante come quello della giustizia, che non ha accesso ai documenti riservati dello stato, non è una novità per la Lettonia. La prassi vuole infatti che la posizione di ogni ministro, riguardo la sua storia personale e i suoi interessi nel mondo della politica, degli affari, della società, sia vagliata dagli organi di sicurezza dello stato, che possono anche negare l’accesso alle informazioni più riservate.

Nel caso della Broka ancora oggi la commissione non si è espressa in senso positivo, e l’ultima scandenza sarà quella del prossimo 6 giugno.
Ma come ricorda il ministro Rinkēvičs, anche nel precedente esecutivo, il terzo governo Dombrovskis, passarono diversi mesi senza che alcuni ministri potessere avere il via libera per acedere alle informazioni riservate dello stato. Coa che ovviamente rende il lavoro degli stessi ministri e dell’esecutivo piuttosto limitato.

Per il compagno di partito della Broka, ed ex ministro della giustizia,  Gaidis Bērziņš la situazione non è poi così drammatica. Bērziņš sostiene infatti che il ministro della giustizia non ha comunque diretti e sostanziali compiti per i quali ha stretta necessità di venire a conoscenza dei documenti riservati dei servizi segreti, come ad esempio il ministro dell’interno o quello degli esteri, e per questo la Broka non viene eccessivamente limitata nei suoi poteri e nella sua funzione.

Il problema finora se lo è ritrovato soprattutto la primo ministro Laimdota Straujuma, che ha dovuto accettare in questi primi 100 giorni di governo una limitazione ai pieni poteri dell’esecutivo, proprio in relazione alla mancata autorizzazione della SAB per alcuni ministri ad accedere alle informazioni riservate. Finora la Straujuma ha preferito non forzare la situazione e non aprire la strada ad un mini rimpasto di governo, proprio per sostituire alcuni ministri senza ancora autorizzazione ai segreti dello stato.
Baiba Broka inoltre si è candidata alle prossime elezioni europee ed in caso di elezione lascerà comunque il governo. Ma nel frattempo passeranno diverse altre settimane.

 

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