L’infinita lotta legale per i diritti di autore del cinema lettone di epoca sovietica

I cineasti lettoni reclamano i diritti dal Rīgas kinostudija. Si tratta di centinaia di pellicole, fra le più importanti di tutto il cinema del periodo sovietico prodotte in Lettonia.

Una scena da "Ezera sonāte"

Una scena tratta da “Ezera sonāte”

Una contesa legale che dura da anni. Il primo processo nel 2007 e da allora una serie di sentenze in contraddizione fra loro che non hanno chiarito fino in fondo a chi appartengano i diritti di autore della produzione cinematografica lettone dell’epoca sovietica.

Il punto fondamentale della questione, su cui si è inserita la lotta per l’eredità dei diritti di autore dei film prodotti in Lettonia prima del 1990, riguarda la trasformazione proprio nel 1990 del Rīgas kinostudija da centro di produzione creativa di film, come lo era stato dalla sua nascita (fin dal 1940 quando fu inaugurato col nome di Rīgas Mākslas filmu kinostudija), a semplice base di produzione materiale dei film che vi si giravano, senza più avere funzioni di produzione creativa e quindi anche di godimento di diritti di autore.

Ma se dal 1990 il Rīgas kinostudija rinuncia al copyright sui film che vengono girati nei suoi studi cinematografici, il problema riguarda i film prodotti prima. Il Rīgas kinostudija infatti, dopo la sua trasformazione viene diviso in sei parti, ognuna con una sua funzione, e una buona parte di registi, sceneggiatori, creativi che hanno partecipato alla produzione dei film prima del 1990 reclamano la loro parte di diritti d’autore sulle produzioni dal 1940 al 1990 a cui hanno preso parte.

Si tratta di un patrimonio imponente e di grande livello. Il cinema lettone è sempre stato fin dalla sua nascinta un cinema di alta qualità, che nel periodo sovietico si è ulteriormente sviluppato. Gli studi di Riga diventarono uno dei punti di riferimento per tutto il cinema sovietico, e qui sono stati girate pellicole famosissime e passate alla storia, come “Limuzīns Jāņu nakts krāsā”, “Elpojiet dziļi”, “Vella kalpi”, “Ābols upē”, “Ezera sonāte”, “Emīla nedarbi”, solo per citarne alcuni, con registi del calibro di Aivars Freimanis, Jānis Streičs, Ada Neretniece, Gunārs Piesis.

Una scena da "Limuzīns Jāņu nakts krāsā"

Una scena da “Limuzīns Jāņu nakts krāsā”

La Corte del Vidzeme all’inizio dà torto ai registi, affermando che i diritti d’autore dei film in questioni appartengono allo stato, ma successivamente il tribunale distrettuale di Riga ribalta la sentenza e accoglie la tesi dei 44 fra registi e sceneggiatori e della Latvijas Kinematogrāfistu savienība (LKS – Unione dei cineasti lettoni), che avevano fatto ricorso.

In questi giorni dovrebbero essere rese pubbliche le motivazioni della sentenza, e solo allora il ministero della cultura lettone prenderà posizione sulla vicenda, presumibilmente riccorrendo a sua volta nei confronti della sentenza del tribunale di Riga.

E’ probabile che la parola fine venga pronunciata solo dalla Corte suprema lettone, a cui con ogni probabilità ricorreranno o lo Stato o la LKS se non vedranno soddisfatte le loro richieste in sede di giudizio civile.

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