Metà dei candidati lettoni alle elezioni Europee a rischio trasparenza e corruzione

Lo sostiene l’agenzia per la trasparenza Delna, che però inserisce solo un politico nel livello “pericolo”. Altri 4 candidati sono a “medio rischio” corruzione, mentre 20 sono a “basso rischio” o semplici sospetti. Fra loro anche nomi eccellenti della politica lettone.

Foto AFP Scanpix
Circa la metà dei candidati lettoni alle prossime elezioni per il rinnovo del parlamento europeo sono a rischio corruzione. E’ questa la scioccante conclusione a cui è arrivata la Delna (Sabiedrība par atklātību), agenzia che si occupa di analisi sulla trasparenza della politica e delle istituzioni lettoni.

La Delna è un’agenzia che gode di grande credibilità in Lettonia e le sue inchieste sono considerate con grande attenzione dall’opinione pubblica e dai media del paese  baltico. Per questo le conclusioni di Delna sulla scarsa trasparenza e sul rischio di corruzione a cui possono essere esposti la metà dei candidati dei partiti lettoni alle elezioni europee sono un grido di allarme serio.

Delna in una conferenza stampa ha reso noto che sono 25 su 54 i candidati che in qualche modo possono avere qualche problema, grande o piccolo a seconda dei casi, relativo alla loro trasparenza nelle passate attività politiche o imprenditoriali, in relazione al tema della corruzione nella politica.

Nel sito Kandidatiuzdelnas.lv la stessa Delna indica i nomi dei candidati in questione, divisi per grado di “pericolosità”. In realtà analizzando questi dati si può osservare che solo uno di questi candidati è inserito nel livello “pericoloso”: si tratta di Alfrēds Rubiks, politico russofono già esponente di rilievo del partito comunista nell’ultima fase del regime sovietico in Lettonia, e attualmente eurodeputato, che a queste Europee si ripresenta fra le fila del Latvijas Sociālistiskā partija (Partito socialista lettone).

Nessun candidato è inserito nel livello “alto rischio”, mentre quattro sono i candidati considerati a “medio rischio”, due del partito ZZS, uno di Saskaņa Centrs, uno di Alternative partija.

Il maggior numero è quello inserito nella categoria “a basso rischio”, fra cui alcuni nomi eccellenti come quello dell’ex premier Valdis Dombrovskis,  che Delna ha inserito fra i politici a basso rischio corruzione per alcune attività imprenditoriali di alcuni anni fa legate alla moglie di Dombrovskis.

Infine altri otto candidati sono inseriti nel livello più basso “semplici sospetti”.

Il tema della corruzione nella politica e della contaminazione fra politica e affari, è molto sentito in Lettonia. La Lettonia come del resto gran parte degli altri paesi della ex orbita sovietica, soffre di un grado significativo di corruzione nel mondo della politica e delle attività imprenditoriali.
Non aiuta in questo senso la grave crisi istituzionali e di attività in cui si dibatte da un paio di anni l’agenzia anti corruzione KNAB, agitata da lotte intestine fra il suo attuale capo Jaroslavs Streļčenoks e la sua vice Juta Striķe, che di fatto ha reso molto più complicata l’attività di prevenzione e di lotta alla corruzione dell’agenzia.

Fonte Delna

 

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