Arricchirsi con la politica? In Lettonia non si direbbe…

Un’inchiesta di Diena svela: 7 ministri e 40 deputati su 100 hanno debiti con le banche. Questa dipendenza può influenzare anche l’approvazione di leggi sul sistema bancario


Se è un’opinione abbastanza comune quella che in politica spesso ci si arricchisce, questa affermazione trova almeno in parte una smentita in Lettonia, dove la metà dei ministri e 40 deputati su 100 sono indebitati con le banche, alcuni di loro per somme che superano i 100 mila euro.

Questo, oltre che un dato statistico sorprendente e interessante, può rivelarsi anche un problema serio: la dipendenza di molti politici dalle banche sarebbe infatti la causa di alcune decisioni, o meglio rinvii, su scelte politiche poco gradite al sistema bancario, come ad esempio la legge sui sistemi di riduzione del debito con le banche da parte dei clienti.

Va a passo di lumaca infatti la discussione sulle norme che dovrebbero permettere ai clienti debitori di estinguere più facilmente il proprio debito in cambio di cessioni di proprietà immobiliari. Le banche si oppongo sostenendo che questa misura renderebbe più costoso il credito ipotecario, ma probabilmente molteplici sono gli interessi che stanno dietro al rallentamento della nuova legge in parlamento.

Un’inchiesta di Diena svela infatti la situazione debitoria di molti ministri e deputati lettoni. Metà dei 14 ministri del nuovo governo guidato da Laimdota Straujuma hanno debiti con le banche, così come 40 deputati su 100, secondo i dati in possesso di Diena che si riferiscono però al 2012.
La dipendenza di una fetta importante di ministri e deputati dalle banche sarebbe dunque un forte motivo di freno per qualunque iniziativa legislativa che tocchi gli interessi del sistema bancario.

Colpisce ad esempio il caso citato da Diena dell’ex ministro dell’economia Daniels Pavļuts, che nel 2011 aveva già un debito con la DNB Banka di 128 mila lats, la cui restituzione è stata rinviata ancora fino ad autunno.

Per molti cittadini ottenere tali somme in prestito da una banca è un sogno, come un giornalista di Diena ha sperimentato andando a chiedere alla stessa DNB Banka come si svolge la richiesta di un prestito: oltre a determinate garanzie, il termine massimo per la restituzione è un anno, in alcuni casi esteso ad un anno e mezzo su accordi fra banca e cliente.

Per l’economista Jānis Ošlejs il rischio che i deputati e i ministri diventino dipendenti dalle banche è serio: “Se il debitore presenta una situazione finanziaria incerta, diventa molto dipendente dalla banca, che può in ogni momento richiedere indietro il credito e in caso di insolvenza il cliente va in bancarotta. Per questo il cliente dipende dalla “compassione” della banca stessa”.

In alcuni casi fra l’altro i debiti dei deputati sono davvero ingenti. Secondo i dati pubblicati da Diena relativi alle dichiarazioni del 2012, il maggior debitore fra i deputati è Imants Parādnieks (Nacionālā apvienība), con 845 mila euro, seguito da Rihards Eigims (ZZS) con 472 573 lats. Elīna Siliņa (deputato indipendente) ha debiti bancari per 281 mila euro e 126 mila lats. Altri ancora hanno debiti superiori ai 100 mila euro, fra cui Mihails Zemļinskis (Saskaņas centrs), Jānis Reirs (Vienotība), Iveta Grigule (ZZS), Raimonds Rubiks (Saskaņas centrs). Tutti i partiti dell’arco parlamentare lettone sono dunque interessati dalla questione e hanno al loro interno deputati e ministri indebitati con le banche.

Fonte Diena.lv

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