Elezioni amministrative in Lettonia: vincono Ušakovs e Lembergs

Il sindaco russofono ottiene la riconferma a Riga. Plebiscito per Lembergs a Ventspils. Affluenza più bassa dall’indipendenza del paese, 45%.

Andris Ameriks e Nils Ušakovs festeggiano la vittoria alle elezioni di Riga. Foto Felicija Vērzemniece TVNET
Andris Ameriks e Nils Ušakovs festeggiano la vittoria alle elezioni di Riga. Foto Felicija Vērzemniece TVNET

Lo speciale di Baltica sulle elezioni comunali lettoni, da Riga alle città principali delle altre regioni del paese.

Il verdetto più atteso delle elezioni amministrative in Lettonia era quello sulla capitale Riga: il sindaco russofono Nils Ušakovs (Saskaņas Centrs) ha ottenuto la riconferma grazie al 58% dei voti ottenuti dal cartello elettorale che lo sosteneva, SC e Gods kalpot Rīgai, secondo i dati ancora provvisori che arrivano dalla CVL.
A Ventspils Aivars Lembergs, da 25 anni sindaco della città, ottiene l’ennesimo plebiscito personale con il 69% dei consensi.

I due risultati di Riga e Ventspils erano certamente i più attesi, anche se pochi dubbi si nutrivano sull’esito finale. Una sconfitta per Vienotība, che non è riuscita a scalfire la forza elettorale nei comuni dei suoi attuali due avversari  politici più importanti, i leader di SC e di ZZS, che sono all’opposizione di Dombrovskis in parlamento ma che hanno in mano, grazie ad un forte sostegno popolare, le due città più importanti della Lettonia dal punto di vista economico e anche politico.
Resta comunque la caratteristica di fondo delle elezioni amministrative in Lettonia, ossia una forte diversità fra elezioni politiche ed elezioni comunali, dove in moltissime città e distretti comandano ancora forze locali, liste civiche, legate spesso a sindaci storici che hanno un forte consenso personale, che prescinde dal voto nazionale.

Riga rimane una città a guida russofona

I sondaggi di popolarità sempre più crescente hanno accompagnato i primi quattro anni del mandato di Ušakovs come sindaco della capitale lettone e anche le elezioni di ieri lo hanno confermato: i cittadini di Riga vogliono che sia ancora il sindaco russofono a guidare la capitale. Il successo del cartello elettorale di SC e GRK non lascia dubbi al riguardo. Il prossimo consiglio comunale sarà a larghissima maggioranza russofona, e Ušakovs sarà per i prossimi quattro anni ancora il sindaco della capitale.

Ma a Riga il risultato più sorprendente non è solo la vittoria di Ušakovs quanto l’affermazione come secondo partito della capitale lettone dei nazionalisti di Visu Latvijai! TB/LNNK, che alle precedenti amministrative  non erano neanche riusciti a superare lo sbarramento del 5%. Questa volta invece VL riesce ad ottenere secondo i risultati provvisori addirittura il 17%, che gli consente di scavalcare Vienotība, che si è fermata al 14%, e di rimettere in qualche modo in discussione anche gli equilibri interni alla maggioranza di governo che sostiene Dombrovskis, ma che soprattutto non può che preoccupare il centrodestra lettone in vista delle elezioni politiche del  prossimo anno, dove SC si presenterà sull’onda del successo elettorale di Riga.

La sconfitta di Vienotība a Riga infatti è un duro colpo anche se in parte preannunciato: il partito del premier Dombrovskis infatti arriva appena al 14%, mentre quattro anni fa  Pilsoniskā savienība Jaunais laiks, che poi sono confluiti in Vienotība , avevano preso rispettivamente il 18% e l’11%.

Gli effetti del voto sulla maggioranza di governo

Il premier Dombrovskis ha già ammesso la sconfitta a Riga, sostenendo che è stato un errore non riuscire a presentare un cartello elettorale che unisse le principali forze di centro destra, per non disperdere i voti che sono andati a forze come ad esempio Reformu Partija, che non sono riuscite a superare la soglia di sbarramento, prendendo appena l’1%. Ma Dombrovskis ha comunque escluso che i risultati delle amministrative possano mettere in crisi il suo governo, anche se ha aperto alla possibilità di cambiamenti nella maggioranza. Vienotiba punta ad un accordo più stretto con Reformu partija per presentarsi alle politiche insieme e nello stesso tempo ad un’apertura nei confronti di ZZS per formare un blocco in grado nel 2014 di fermare l’ascesa elettorale di SC.

La soddisfazione di Ušakovs: “Finalmente un voto non etnico”.

Grande soddisfazione ovviamente per il leader di SC Nils Ušakovs che ottiene dunque il suo secondo mandato alla guida della capitale lettone, riscuotendo fra l’altro un grande successo personale, con oltre 110 mila segni + nella scheda e solo 593 cancellazioni (in Lettonia si può dare sia un + nella lista per votare la preferenza ad un candidato ma anche cancellarne il nome per dare una voto “negativo”).
Ušakovs al termine dello spoglio dei voti ha dichiarato che per la prima volta a Riga si è verificato un voto “non etnico”, un evento storico a suo avviso, sottolineando il fatto che per SC e GRK hanno votato anche un buon numero di cittadini di lingua lettone e non solo russofoni.
Ma in realtà la contemporanea forte affermazione di Visu Latvijai! testimonia anche la forte radicalizzazione dell’elettorato della capitale lettone.

Soprendente anche la sconfitta del partito dei verdi a Riga: LZP con il 4,3%  non è riuscito ad entrare in consiglio comunale.
Nel prossimo consiglio comunale, in base ai risultati 39 seggi vanno a SC e GRK, a Nacionālā Apvienība (VL e TB) 12 e a Vienotība 9 seggi.

Com’è andata nelle altre città e distretti lettoni

Kurzeme

A Ventspils rispettate le previsioni della vigilia, con la riconferma del sindaco Aivars Lembergs, con il consueto plebiscito di voti: i risultati provvisori lo danno intorno al 69% dei voti, il 9% in più rispetto alle elezioni del 2009. Ventspils si conferma dunque il regno di Lembergs, nonostante tutte le inchieste, le indagini e i processi che in questi ultimi anni hanno riguardato il leader di ZZS.
In consiglio comunale il partito di Lembergs avrà dunque 9 seggi, Reģionu alianse/Reformu partija 2 seggi, Vienotība e SC un seggio per ciascuno.

Liepāja ha vinto l’attuale sindaco Uldis Sesks: il suo partito Liepājas partija ha ottenuto il 37%, mentre Reformu partija ha preso il 30%: si tratta del migliore risultato per RP nelle principali città. I russofoni di SC raggiungono il 16%. Bisognerà però attendere i risultati definitivi e la ripartizione dei seggi per capire se una possibile alleanza fra RP e SC potrebbe ribaltare la situazione in consiglio comunale e mettere all’opposizione il sindaco Sesks.

Per rimanere in Kurzeme a Kuldīga stravince un altro partito locale, “Kuldīgas novadam”, che ottiene il 64% e 11 seggi, con Inga Bērziņa che avrà una comoda maggioranza per sostenerla come sindaco.

Latgale

A Daugavpils, la seconda città per grandezza della Lettonia, la situazione è molto incerta, con Saskaņas Centrs e Latgales partija a contendersi il primato: i risultati danno SC al 23% e Latgales partija al 22% (entrambi con quattro seggi in consiglio comunale), con una differenza di appena 55 voti ma gli equilibri all’interno del consiglio comunale della seconda città lettone per grandezza saranno probabilmente decisi dalle forze minori, nel gioco di alleanze post elettorali: difficile capire oggi se Jānis Lāčplēsis, deputato di Vienotiba, che però a Daugavpils è il candidato a sindaco di Latgales partija riuscirà a strappare ai russofoni di SC la maggioranza nel consiglio della città capoluogo del Latgale.

Rēzekne, l’altra città importante del Latgale dopo Daugavpils, SC si conferma il primo partito, con il 48% dei consensi, che permette all’attuale sindaco Aleksandrs Bartaševičs una comoda riconferma.

Rimanendo sempre in Latgale uno dei pochi centri importanti ad avere una maggioranza non russofona è Preiļi, nel cui distretto si è affermato Latgales partija, che ha ottenuto 6 seggi, davanti a Reformu partija con tre seggi.

Zemgale

Jelgava un altro storico sindaco, Andris Rāviņš ha ottenuto la riconferma con il suo partito ZZS che ha raggiunto il 40% e sei seggi in consiglio. Dietro si piazza SC con il 2o% e tre seggi, mentre più indietro  seguono intorno al 10% altre tre liste, Nacionālā apvienība, Vienotība e Reģionu alianse che ottengono tutte due seggi. In consiglio comunale dunque Rāviņš dovrà cercare di allearsi con qualcuna delle forze presenti per ottenere la maggioranza assoluta.

Sempre in Zemgale spicca la grande affermazione di Juris Šulcs a Tukums. Il suo partito locale “Tukuma pilsētai un novadam” ha ottenuto il 62% dei voti e una schiacciante maggioranza di dodici seggi.

Vidzeme

Jūrmala il sindaco da poco sfiduciato Gatis Truksnis (ZZS) ottenendo il 35% si prende la rivincita e con 7 seggi torna a guidare il consiglio comunale, con SC al 17%  (3 seggi) e Vienotiba e “Tev, Jūrmalai” con due seggi ciascuno.

Cēsis vince Vienotiba che incassa sette seggi, mentre i verdi di ZLS sono secondo partito con cinque seggi. Visu Latvijai! e Vidzemes partija ottengono un seggio.
Vidzemes partija ottiene invece la maggioranza a Valka, la città al confine nord orientale con l’Estonia, dove Krauklis si conferma alla guida del distretto (novads). L’alleanza elettorale fra Vienotiba e LZP qui ottiene solo tre seggi, altri tre vanno a Visu Latvijai!.
A Sigulda invece schiacciante vittoria di Reģionu alianse con dodici seggi (75% dei voti) con l’attuale sindaco Uģis Mitrevics che mantiene il suo posto grazie ad un vero plebiscito.
A Olaine si afferma il partito socialdemocratico Latvijas Sociāldemokrātiskā strādnieku partija che ottiene il 52%, nove seggi e la maggioranza assoluta, con SC al secondo posto con cinque seggi.

A Valmiera altra schiacciante vittoria di una lista locale, “Valmierai un Vidzemei” che ha ottenuto il 60% dei voti (Inesis Bokis sindaco), con Vienotiba, Visu Latvijai! e LZS a spartirsi il resto dei consensi.

Fra le cittadine nei dintorni di Riga, a Salaspils il primo partito è Vienotiba, con sette seggi, seguito da SC con quattro, mentre a Ogre il partito locale “Ogres novadam” ottiene la maggioranza relativa con 6 seggi, seguito da Visu Latvijai! con cinque.

 L’ultimo dato importante da sottolineare è la bassa affluenza alle urne, per la prima volta dall’indipendenza in Lettonia alle elezioni sono andati a votare meno della metà degli elettori, esattamente il 45%, è il primo dato significativo di queste elezioni, che testimonia un progressivo distacco dei cittadini lettoni dalla politica, anche quando si tratta di votare per il governo delle loro città e dei loro distretti.

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