La Russia blocca le importazioni di carne suina dalla Lettonia

La decisione dopo la notizia che 17 maiali allevati in aziende del Latgale sono stati contagiati dalla febbre che aveva colpito due settimane fa alcuni cinghiali selvatici.


La Russia ha deciso di vietare l’importazione di carne di maiale dalla Lettonia a causa dell’epidemia di peste suina che ha colpito la zona del Latgale, la regione a sud-est del paese baltico.

Nei giorni scorsi, a causa del ritrovamento di alcuni cinghiali morti per la febbre suina, le autorità lettone avevano imposto la quarantena in una buona parte del territorio del Latglale, prevedendo misure di profilassi e di prevenzione per evitare il contagio con i maiali allevati nelle fattorie agricole della regione.

La carne di maiale infetto non è pericolosa per l’uomo anche se ovviamente ne è vietata la messa in commercio. Il vero pericolo è però per la sopravvivenza degli allevamenti di suini nella zona, messi a forte rischio da un’eventuale espandersi dell’epidemia.

Notizia di ieri infatti è stato la verifica di alcuni casi di maiali allevati in tre  fattorie nei distretti di Piedruja e Svariņa, colpiti dall’epidemia.
Si tratta di fattorie piccole, che non producono carne da esportazione. Il numero dei maiali infettati è di diciassette unità: le carcasse saranno bruciate per evitare l’allargamento dell’epidemia. E’ stata poi creata una zona di protezione di tre chilometri.

La notizia dei casi di febbre suina passati dai cinghiali selvatici ai maiali di allevamento ovviamente rappresenta un motivo di preoccupazione per le autorità letto

Il prezzo della carne di maiale potrebbe scendere del 20%

Queste misure non hanno però convinto la Russia che ha deciso il blocco delle importazioni di carne suina dalla Lettonia.

Forti le preoccupazioni delle aziende agricole lettoni. Ligita Silaraupa dell’azienda Sirmēni di Aizkraukle ritiene che il prezzo della carne suina potrebbe scendere almeno del 20%.
“Il settore è a rischio. La diffusione della malattia potrebbe costringere molte azienda a chiudere, se gli animali verranno abbattuti e non arriveranno i sostegni da parte dello stato. Sono a rischio i mercati di esportazione tradizionali per la carne suina lettone, Polonia, Lituania, Estonia, e i prodotti non esportati causeranno una sovraproduzione interna e il prezzo della carne si ridurrà almeno del 20%.”


L’associazione dei produttori di carne suina sostiene che molto dipenderà dalle misure che vorrà adottare la PVD (Pārtikas un veterinārais dienests – Servizio veterinario e alimentare). C’è attesa per capire se la PVD estenderà la zona di quarantena e quale piano d’azione verrà programmato.

La Bielorussia già dal 23 novembre scorso aveva imposto restrizioni temporanee alle importazioni di carne suina dalla Lettonia.

L’ultimo focolaio di peste suina in Lettonia si era verificato nel 1996.

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