I soldi del Cremlino in Lettonia per aumentare l’influenza russa nel baltico

Un’inchiesta di Re:Baltica e le indagini della polizia lettone sui finanziamenti di Russkij Mir alle associazioni russofile.


I finanziamenti dell’organizzazione russa Russkij Mir a diverse associazioni russofile in Lettonia sono secondo la Polizia di sicurezza (Drošības policija – DP) lettone un tentativo del Cremlino per rafforzare la posizione geopolitica russa nello stato baltico.

Un’inchiesta di Re:Baltica ripresa anche dalla rivista Ir in questi giorni aveva dimostrato la quantità di finanziamenti che Russkij Mir ha elargito in questi ultimi anni a diversi esponenti e associazioni russofile in Lettonia, circa 170 mila euro dal 2008.

Per la polizia di sicurezza lettone dietro ad alcuni finanziamenti destinati formalmente a contributi per scuole e attività di incremento dello studio e della conoscenza della cultura e lingua russa, ci sono sostegni a esponenti russofoni indirizzati ad ampliare e rafforzare il potere di influenza russa nella società lettone.

Il fondo Russkij Mir attualmente gestisce le attività di insegnamento e diffusione della cultura e della lingua russa in due centri in Lettonia, nell’Università di Daugavpils e nella Baltijas Starptautiskajā akadēmijā (Baltic International Academy).
Ma secondo la  polizia di sicurezza molti dei finanziamenti della Russkij Mir risulterebbero non trasparenti e ambigui nei loro obiettivi. In alcuni casi la DP lettone ritiene che siano stati finanziati esponenti e attività in contrasto con i principi fondamentali della Costituzione lettone.

Fra i beneficiari dei soldi della Russkij Mir ci sarebbe ad esempio Aleksandrs Gapoņenko, uno degli organizzatori del referendum sul russo lingua ufficiale, per una somma non definita.
Anche il sindaco di Riga e leader del partito russofilo SC  Nils Ušakovs ha ricevuto da Russkij Mir un finanziamento, di cui non ricorda la cifra esatta, per sostenere un giornale di una scuola russofona.
Altro esponente di rilievo fra i politici russofoni ad aver ricevuto finanziamenti da Russkij Mir è Tatjana Ždanoka, 30 mila euro per le attività di lobby nel parlamento europeo a sostegno dell’iniziativa di rendere anche il russo lingua ufficiale nelle istituzioni europee. Altri esponenti del partito estremista russofono PCTVL come Valērijs Buhvalovs e Jakovs Pliners hanno ricevuto da Russkij Mir 60 mila euro (secondo l’inchiesta di Re:Baltica) per materiale scolastico.

La fondazione Russkij Mir è diretta da Vjačeslav Ņikonov, nipote di Vjačeslav Molotov, il ministro degli esteri russo che strinse con Ribbentrop il patto di spartizione dell’Europa orientale nel 1939.
In totale fino al 2011 la Russkij Mir ha fondato 66 “centri russi” di cui cinque nei paesi baltici (2 in Lettonia, 2 in Lituania e 1 in Estonia). Ma secondo quanto sostiene Re:Baltica qui finiscono le informazioni certe che dà Russkij Mir sulle sue attività. Poco o niente di certo si sa invece dei finanziamenti alle altre 43 organizzazioni russofile sostenute da Russkij Mir nei territori degli stati baltici.

Fonte: Re:Baltica – Tvnet – Diena

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