1 novembre 2012
La Commissione elettorale ha valutato incostituzionale il quesito e ha negato l’autorizzazione al proseguimento della raccolta di firme.

La Commissione elettorale centrale lettone ha deciso di bloccare la raccolta di firme promossa dall’associazione ”Par vienlīdzīgām tiesībām” (Per la parità dei diritti) per il referendum che chiedeva la concessione automatica della cittadinanza lettone ai 300 mila “non cittadini” attualmente residenti nel paese.
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19 settembre 2012
Un’intervista della linguista Baiba Matuzāle-Kangere, che avverte sui rischi di un sistema di istruzione bilinguistico.

Baiba Matuzāle-Kangere è una professoressa di lingue baltiche che vive e lavora in Svezia. Lettone di nascita, è emigrata in Australia quando aveva due anni. Nella conferenza “Izglītība, kas vieno” (L’istruzione che unisce), svoltasi di recente a Riga, ha sostenuto la tesi che l’istruzione bilingue sia un fattore di segregazione sociale.
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7 settembre 2012
Un po’ di cifre e normative per fare chiarezza sugli “apolidi” del paese baltico, oggetto ora anche di una proposta di referendum per la concessione della cittadinanza automatica.

Il tema dei “nepilsoņi” (i non cittadini) in Lettonia è una delle questioni più spinose che agitano il dibattito politico interno, ma che ha ripercussioni anche all’estero sull’immagine del paese baltico.
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31 luglio 2012
Il professor Barševskis, a capo dell’Università nel capoluogo del Latgale, sostiene che la città sta diventando più lettone negli ultimi anni.

Daugavpils, capoluogo del Latgale, la regione dove più massiccia è la presenza di russofoni in Lettonia, è da sempre considerata la “capitale” dei russofoni lettoni. Ma adesso il rettore dell’Università di Daugavpils, Arvīds Barševskis cerca di sfatare questo mito, in un’intervista al quotidiano “Neatkarīga”.
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6 luglio 2012
L’attivista russofono fonda il suo nuovo partito “Par dzimto valodu” e chiede a SC di presentarsi insieme nelle città dove più forte è la presenza russa.

Sarà pronto entro luglio il nuovo partito dell’estremismo russofilo in Lettonia, “Par dzimto valodu” guidato dall’attivista russofono Vladimirs Lindermans, che spera in un accordo elettorale con il partito russofono più moderato Saskaņas centrs in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno.
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14 maggio 2012
La scrittrice e intellettuale di origini russe, che ha partecipato alle barricate di Riga per l’indipendenza del paese, parla della coabitazione fra le due comunità.

In questi giorni il portale Politika.lv ha pubblicato un’intervista alla scrittrice Marina Kosteņecka, che è una delle personalità del mondo intellettuale lettone più capace di parlare ad entrambe le comunità, la lettone e la russofona. Baltica pubblica la traduzione di ampi stralci dell’intervista.
“Non è più tanto la lingua lettone che ci minaccia. La minaccia viene dall’emigrazione. Se gli stessi lettoni lasciano il paese, non riusciranno a vincere la sfida dell’indipendenza”.
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27 febbraio 2012
E’ la proposta del Centro Providus, da sempre impegnato su questo tema, sostenuta dal presidente della Commissione coesione sociale Latkovskis

L’integrazione dei russofoni in Lettonia si può aiutare anche attraverso l’organizzazione di un festival di musica popolare, in cui i giovani delle minoranze nazionali possano prendere contatto con la cultura popolare e tradizionale lettone.
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23 febbraio 2012
I partiti cercano un’intesa per il dialogo fra le comunità. Ma il partito russofilo SC si trova in difficoltà e i dati del censimento non lo aiutano.

Nils Ušakovs, il leader del partito russofono Saskaņas Centrs che ha la maggioranza relativa in parlamento ma siede sui banchi dell’opposizione, ritiene che il suo partito non subirà un calo di consensi dopo il referendum sul russo.
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22 febbraio 2012

Il premier lettone Valdis Dombrovskis (Vienotiba) ha chiesto ai suoi ministri di elaborare proposte per la promozione della coesione sociale nel paese.
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21 febbraio 2012
Il referendum ha dimostrato che la Lettonia non si trova al confine, ma che una sorta di confine attraversa la stessa Lettonia.

Un’articolo della scrittrice Anna Žīgure pubblicato da Ir.lv.
Una persona, che pure non è considerata “non grata”, ha spedito con la frusta e messo in movimento più di un milione di cittadini, non solo in Lettonia, ma praticamente in tutto il continente. Iniziando dal Latgale, e anche ancora più ad est, in direzione di una maggioranza di elettori che vorrebbero vedere il russo come seconda lingua nazionale in Lettonia.
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19 gennaio 2012
Cresce anche la percentuale dei residenti con diritto di cittadinanza, oggi l’84% della popolazione complessiva.

Uno dei dati più interessanti del censimento 2011 in Lettonia è certamente quello della percentuale di popolazione residente nel paese, che mostra un aumento della percentuale di madrelingua lettone, e una diminuzione di tutte le altre comunità linguistiche, a partire da quella russofona.
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18 gennaio 2012
“Il referendum sul russo è l’espressione di un desiderio di giustizia che deve essere consentito”

Il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov interviene sulla questione del referendum sul russo lingua ufficiale in Lettonia.
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5 gennaio 2012
Il leader russo voterà sì al referendum, perché il russo deve avere una forma di riconoscimento ufficiale.

La posizione di SC, il partito russofilo che ha sostenuto la raccolta di firme per il referendum, secondo il suo leader Nils Ušakovs è chiara: invitare la popolazione ad andare alle urne, ma sostenendo che questo non rappresenta una minaccia per la sopravvivenza della lingua lettone.
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27 dicembre 2011
Il commissario europeo: “L’identità lettone è strettamente legata alla sua lingua. Mai più un referendum sul russo lingua ufficiale”

“Il referendum sulla lingua russa in Lettonia ci deve spingere a intensificare gli sforzi per rafforzare la lingua lettone nel nostro paese”. E’ quanto sostiene il commissario europeo alla cooperazione e allo sviluppo, il lettone Andris Piebalgs.
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22 dicembre 2011
60 voti contro, nessuno a favore. I russofili di SC non hanno partecipato alla votazione. Ora tocca al referendum decidere, il prossimo 18 febbraio

La Saeima, il parlamento lettone, ha bocciato la proposta di modifica costituzionale per rendere il russo lingua ufficiale al pari del lettone.
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15 dicembre 2011
Il partito filorusso, isolato nel suo sostegno alla raccolta di firme, teme che il suo voto a favore venga poi strumentalizzato
Il partito filorusso Saskaņas centrs che aveva sostenuto la raccolta di firme per la modifica costituzionale per rendere il russo lingua ufficiale, ha deciso che non parteciperà al voto parlamentare che deve appunto decidere sulla proposta di legge avviata dalla raccolta di firme.
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24 novembre 2011
Il sindaco della capitale lettone lancia l’offensiva finale, casa per casa. Servono ancora 64 mila firme entro il 30 novembre.

Dopo aver firmato per il referendum per rendere ufficiale la lingua russa in Lettonia, e aver invitato gli elettori del suo partito Saskaņas centrs a fare altrettanto, il sindaco di Riga Nils Ušakovs adesso ha deciso di distribuire per la città volantini per spingere alla firma i cittadini di Riga.
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18 novembre 2011

“Se il russo diventasse seconda lingua ufficiale in Lettonia, questo rappresenterebbe un serio rischio di estinzione per la lingua lettone”. E’ quanto sostiene l’ex presidente lettone Vaira Vīķe-Freiberga intervistata da Latvijas Radio.
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14 novembre 2011
Ma sono in molti, fra cui l’ex ministro della cultura Sarmīte Ēlerte, a chiedere le dimissioni del sindaco di Riga.

Sono aumentate del 400% nella seconda settimana a Riga le firme per la proposta di legge per rendere il russo seconda lingua ufficiale in Lettonia, dopo che anche il sindaco di Riga e leader di SC Nils Ušakovs ha aderito con la sua firma.
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12 novembre 2011

Il partito filorusso di opposizione, Saskaņas centrs, è pronto a presentare in parlamento un disegno di legge per consentire alla popolazione il diritto di usare la lingua russa per presentare petizioni e domande alle amministrazioni locali.
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8 novembre 2011
Finora il partito filorusso SC aveva negato il proprio appoggio alla raccolta di firme

Il sindaco di Riga e leader del partito filorusso Saskaņas centrs Nils Ušakovs ha firmato per il referendum per rendere la lingua russa seconda lingua ufficiale dello stato lettone.
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17 ottobre 2011

Come preannunciato nei giorni scorsi l’apertura dei lavori dell’11° Saeima è stata caratterizzata dalle proteste degli elettori del partito russofono Saskaņas Centrs, primo partito nel paese alle recenti elezioni con il 28% ma escluso in questo momento dalle trattative per la formazione del nuovo governo.
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6 ottobre 2011
Per il quotidiano in lingua russa il mancato ingresso di SC al governo porterebbe i russofoni a firmare in massa per il referendum sulla lingua russa.

Chas, quotidiano lettone in lingua russa, ha pubblicato un articolo firmato da Vladimirs Lindermans, un noto attivista per i diritti delle minoranze russofone in Lettonia, secondo cui se SC non entretà nel prossimo governo la spinta emotiva fortissima della popolazione russofona consentirà il raggiungimento delle firme per il referendum sul riconoscimento della lingua russa come seconda lingua nazionale.
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15 luglio 2011
In un’intervista a Neatkarīgā il neo presidente chiarisce che il lettone è l’unica lingua nazionale, ma per spiegarsi bene userà anche il russo.

Ha scelto il quotidiano Neatkarīgā, vicino all’oligarca Lembergs, il neo presidente lettone Andris Bērziņš per rilasciare la sua prima intervista, in cui si sofferma in particolare sui temi della lingua nazionale.
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8 luglio 2011

Era facile prevedere che una delle prime questioni sulle quali il neo presidente Andris Bērziņš avrebbe dovuto chiarire la sua posizione dopo il suo insediamento sarebbe stata la questione linguistica in Lettonia, un paese in cui il 30% della popolazione è russofona.
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