16 ottobre 2012
Rudņevs (quello dei tre gol alla Juve) sostiene che si può fare a meno del lettone, basta il russo. Gli risponde il capitano della nazionale Gorkšs: “Rispetta il tuo paese!”

Lo spinoso tema linguistico in Lettonia, fra maggioranza lettone e minoranza russofona, ha finito per causare un’aspra polemica anche all’interno della nazionale di calcio lettone.
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14 maggio 2012
La scrittrice e intellettuale di origini russe, che ha partecipato alle barricate di Riga per l’indipendenza del paese, parla della coabitazione fra le due comunità.

In questi giorni il portale Politika.lv ha pubblicato un’intervista alla scrittrice Marina Kosteņecka, che è una delle personalità del mondo intellettuale lettone più capace di parlare ad entrambe le comunità, la lettone e la russofona. Baltica pubblica la traduzione di ampi stralci dell’intervista.
“Non è più tanto la lingua lettone che ci minaccia. La minaccia viene dall’emigrazione. Se gli stessi lettoni lasciano il paese, non riusciranno a vincere la sfida dell’indipendenza”.
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22 febbraio 2012

Il premier lettone Valdis Dombrovskis (Vienotiba) ha chiesto ai suoi ministri di elaborare proposte per la promozione della coesione sociale nel paese.
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21 febbraio 2012
Il referendum ha dimostrato che la Lettonia non si trova al confine, ma che una sorta di confine attraversa la stessa Lettonia.

Un’articolo della scrittrice Anna Žīgure pubblicato da Ir.lv.
Una persona, che pure non è considerata “non grata”, ha spedito con la frusta e messo in movimento più di un milione di cittadini, non solo in Lettonia, ma praticamente in tutto il continente. Iniziando dal Latgale, e anche ancora più ad est, in direzione di una maggioranza di elettori che vorrebbero vedere il russo come seconda lingua nazionale in Lettonia.
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20 febbraio 2012
La ministro della cultura ha inviato al presidente lettone una lettera con le riflessioni dopo il dibattito fra le diverse comunità linguistiche.

Bisogna trovare un nuovo modello di integrazione per le comunità non lettoni, caratterizzato da amore, tolleranza e rispetto. E’ quanto sostiene la ministro della cultura Žaneta Jaunzeme-Grende (Visu Latvijai!) commentando i risultati del referendum sul russo.
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20 febbraio 2012
L’esponente di Visu Latvijai! entra nel dibattito sul post referendum con una forte provocazione.

Uno dei leader del partito nazionalista lettone Visu Latvijai!, Imants Parādnieks interviene nel dibattito post referendum, sostenendo che i russofoni che non si sentono felici in Lettonia potrebbero esserlo tornando in Russia.
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20 gennaio 2012
Il presidente della Commissione di coesione pubblica spiega a Neatkarīga perché lettoni e russofoni hanno ancora problemi identitari

Per Ilmārs Latkovskis, presidente della Commissione di coesione pubblica, in Lettonia non si sono ancora conclusi gli effetti della seconda guerra mondiale.
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19 gennaio 2012
“La questione linguistica è regolata dalla Costituzione e dai trattati internazionali, e non intendiamo discuterne con la Russia”.
Non si è fatta attendere la risposta del ministero degli esteri lettone alle parole di ieri del ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, che aveva affermato che il referendum sul russo è un’espressione del desiderio di giustizia dei russofoni lettoni.
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18 gennaio 2012
“Il referendum sul russo è l’espressione di un desiderio di giustizia che deve essere consentito”

Il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov interviene sulla questione del referendum sul russo lingua ufficiale in Lettonia.
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15 gennaio 2012
Ina Druviete, presidente commissione istruzione e cultura, lancia l’allarme sulla rischio che il lettone divenga una lingua marginale nel suo stesso paese

“Se in Lettonia la lingua russa diventasse lingua ufficiale, faremmo la stessa fine della Bielorussia, dove il russo ha soppiantato ormai il bielorusso”. Questo il parere di Ina Druviete (Vienotiba), presidente della Commissione istruzione, cultura e ricerca scientifica del parlamento lettone.
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5 gennaio 2012
Il leader russo voterà sì al referendum, perché il russo deve avere una forma di riconoscimento ufficiale.

La posizione di SC, il partito russofilo che ha sostenuto la raccolta di firme per il referendum, secondo il suo leader Nils Ušakovs è chiara: invitare la popolazione ad andare alle urne, ma sostenendo che questo non rappresenta una minaccia per la sopravvivenza della lingua lettone.
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3 gennaio 2012

Il referendum per il russo seconda lingua ufficiale in Lettonia si terrà sabato 18 febbraio. Lo ha ufficializzato la Centrālās vēlēšanu komisija (CVK – Commissione elettorale centrale).
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3 gennaio 2012
La presidente della Saeima Āboltiņa lancia l’idea di una campagna per sensibilizzare l’elettorato lettone sull’importanza della difesa della lingua

Sarmīte Ēlerte, ex ministro della cultura. Potrebbe essere lei ad occuparsi del progetto (foto Delfi.lv)
La presidente della Saeima, il parlamento lettone, Solvita Āboltiņa ha lanciato l’idea di un progetto di informazione civica da lanciare in Lettonia prima del referendum sul russo lingua ufficiale (che si terrà il 18 febbraio).
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27 dicembre 2011
Il commissario europeo: “L’identità lettone è strettamente legata alla sua lingua. Mai più un referendum sul russo lingua ufficiale”

“Il referendum sulla lingua russa in Lettonia ci deve spingere a intensificare gli sforzi per rafforzare la lingua lettone nel nostro paese”. E’ quanto sostiene il commissario europeo alla cooperazione e allo sviluppo, il lettone Andris Piebalgs.
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22 dicembre 2011
60 voti contro, nessuno a favore. I russofili di SC non hanno partecipato alla votazione. Ora tocca al referendum decidere, il prossimo 18 febbraio

La Saeima, il parlamento lettone, ha bocciato la proposta di modifica costituzionale per rendere il russo lingua ufficiale al pari del lettone.
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15 dicembre 2011
Il partito filorusso, isolato nel suo sostegno alla raccolta di firme, teme che il suo voto a favore venga poi strumentalizzato
Il partito filorusso Saskaņas centrs che aveva sostenuto la raccolta di firme per la modifica costituzionale per rendere il russo lingua ufficiale, ha deciso che non parteciperà al voto parlamentare che deve appunto decidere sulla proposta di legge avviata dalla raccolta di firme.
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13 dicembre 2011
In un’intervista ad un giornale svizzero; “Se noi occupassimo il vostro paese e dopo cinquant’anni decidessimo che l’estone è la vostra lingua ufficiale..”

Il presidente estone Tomas Hendrik Ilves in un’intervista al quotidiano svizzero “Der Bund” ha definito la lingua russa, lingua degli occupanti, rispondendo alla domanda se era possibile uno status di lingua ufficiale del russo in Estonia.
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8 dicembre 2011
I filorussi di SC chiedono una modifica della legge sulla lingua. Per gli altri partiti della Saeima ogni compromesso sul lettone lingua ufficiale è irricevibile

Il partito russofono Saskaņas centrs ha proposto un compromesso sulla questione linguistica ai partiti lettoni della maggioranza di governo, in cui propone di modificare la legge sulla lingua in Lettonia.
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6 dicembre 2011
Le aziende e gli enti rispondono agli utenti usando sia il lettone che il russo. Maggiore flessibilità per chi risponde in lettone a passare al russo.
Un’inchiesta del quotidiano Diena ha mostrato che le barriere linguistiche fra lettone e russo nella vita quotidiana lettone, in particolare nel settore del lavoro, in realtà non esistono, o se esistono sono circoscritte a piccole realtà d’impresa.
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30 novembre 2011
Un’inchiesta di Latvijas Avīze evidenzia la realtà degli impieghi in società private, dove il russo è un requisito necessario per lavorare.

Un’inchiesta del quotidiano Latvijas Avīze ha messo in evidenza come in Lettonia, mentre si stanno raccogliendo le firme per rendere il russo seconda lingua ufficiale, nel settore delle aziende private il bilinguismo è già una realtà di fatto.
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24 novembre 2011
Il sindaco della capitale lettone lancia l’offensiva finale, casa per casa. Servono ancora 64 mila firme entro il 30 novembre.

Dopo aver firmato per il referendum per rendere ufficiale la lingua russa in Lettonia, e aver invitato gli elettori del suo partito Saskaņas centrs a fare altrettanto, il sindaco di Riga Nils Ušakovs adesso ha deciso di distribuire per la città volantini per spingere alla firma i cittadini di Riga.
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19 novembre 2011
SC decide di appoggiare la richiesta di riforma costituzionale per rendere il russo lingua ufficiale in Lettonia.

Il sindaco di Riga e leader del partito russofilo Saskaņas centrs, Nils Ušakovs ha invitato gli elettori del suo partito a firmare per il referendum che chiede di riconoscere il russo come seconda lingua ufficiale in Lettonia.
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18 novembre 2011

“Se il russo diventasse seconda lingua ufficiale in Lettonia, questo rappresenterebbe un serio rischio di estinzione per la lingua lettone”. E’ quanto sostiene l’ex presidente lettone Vaira Vīķe-Freiberga intervistata da Latvijas Radio.
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12 novembre 2011

Il partito filorusso di opposizione, Saskaņas centrs, è pronto a presentare in parlamento un disegno di legge per consentire alla popolazione il diritto di usare la lingua russa per presentare petizioni e domande alle amministrazioni locali.
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15 luglio 2011
In un’intervista a Neatkarīgā il neo presidente chiarisce che il lettone è l’unica lingua nazionale, ma per spiegarsi bene userà anche il russo.

Ha scelto il quotidiano Neatkarīgā, vicino all’oligarca Lembergs, il neo presidente lettone Andris Bērziņš per rilasciare la sua prima intervista, in cui si sofferma in particolare sui temi della lingua nazionale.
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