L’inizio di una nuova guerra fredda fra Lettonia e Cremlino

Il politologo russo Modest Kolarov, già consulente di Putin, dichiarato persona non grata dal ministero degli esteri lettone.


Il ministro degli esteri lettone  Edgars Rinkēvičs ha annunciato che la Lettonia ha inserito nella lista delle persone indesiderate nel paese il politologo russo Modest Kolerov, già consulente del presidente russo Putin ed ex direttore dell’agenzia di stampa “Regnum”.

Insieme a Kolarov è stato designato persona non grata anche il caporetaddore di “Regnum”, Igor Pavlovski.

Le motivazioni con le quali il ministero degli esteri ha giudicato le due personalità russe persone non grate sono scaturite dalle attività dei due: da informazioni ricevute dal ministero degli esteri lettone Kolerov e Pavlovski avrebbero messo in atto azioni in segreto per minacciare la sicurezza del paese, minacciando direttamente sia l’integrità territoriale che la sicurezza economica. E’ stato l’Ufficio per la difesa della Costituzione lettone ad indagare sulle attività di Kolerov in Lettonia e ad informare il ministero degli esteri.

Kolerov e Pavlovski, che sono già stati dichiarati persone non grate anche in Lituania, Estonia e Georgia, a giugno sono stati a Riga per presentare il loro libro “Le pulsazioni dell’Impero”.
Per preparare il suo libro Kolerov, che secondo Občaja Gazeta è uno dei maggiori politologi russi tuttora molto vicino a Putin, ha soggiornato in Lettonia, visitando in particolare Daugavpils e Līvāni. Nel corso del suo soggiorno in Lettonia Kolerov ha incontrato diversi giornalisti e alcuni esponenti politici e membri del consiglio comunale di Daugavpils, il capoluogo del Latgale, la regione di confine con la Russia dove maggiore è la presenza della popolazione russofona in Lettonia.

Kolerov, che in passato è stato coinvolto anche in agitazioni di piazza estoni, è stato uno dei sostenitori del referendum sul russo lingua ufficiale in Lettonia svoltosi lo scorso inverno.

Il politologo ed ex consulente di Putin, ha sempre sostenuto nei suoi lavori e nelle sue attività di consulenza la necessità per il Cremlino di considerare il controllo strategico dei baltici come una delle priorità della politica estera russa, usando come chiave per l’espansione la questione della difesa degli interessi delle popolazioni di lingua russofona tuttora presenti nei paesi baltici, in particolare Lettonia ed Estonia.

Per Kolerov l’attività di espansione della politica estera russa nei baltici, dovrebbe essere sostenuta all’interno dei paesi baltici da partiti e movimenti “amici”, come in Lettonia sono da considerare PCTVL (il partito estremista russofono guidato dall’eurodeputata Tatjana Ždanoka) e soprattutto il principale partito russofono oggi esistente nel paese, Saskaņas centrs. Mentre PCTVL avrebbe il compito di raccogliere i voti dell’estremismo russofilo, SC rappresenta la faccia buona della politica filorussa, che si propone di arrivare al governo del paese. Da lì poi riportare un pezzo di baltico in una più diretta sfera di influenza controllata dal Cremlino.

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